domenica, Maggio 10, 2026

Arte

Rothko a Firenze

Palazzo Strozzi ospita una delle iniziative più
significative mai dedicate all’artista statunitense

di Laura Sestini

Classe 1903, Markus Yakovlevich Rothkowitz, nome anagrafico in seguito sintetizzato con lo pseudonimo “Mark Rothko”, era originario russo-lettone di famiglia ebraica, la quale, sotto le pressioni antisemite dell’Europa orientale, fu costretta a rifugiarsi negli Stati Uniti, raggiungendoli intorno al 1910.

Personalità non facilmente adattabile al costume perbenista statunitense, Rothko lasciò l’università di Yale per trasferirsi a New York, dove decise che avrebbe fatto l’artista. La prima esposizione, una collettiva, avvenne nel 1928 in una galleria newyorchese, mentre la prima personale fu a Portland, in Oregon, suo luogo adottivo dove risiedeva con la famiglia arrivato dall’Europa.

Negli Usa, Rothko conobbe e frequentò artisti famosi, con cui collaborò allo studio di stili pittorici specifici, come una forma di astrattismo arcaico, ma decisamente raffinato, ad acquerelli, per poi accostarsi al Surrealismo e infine al suo stile più maturo con i campi di colore (color field painting). “Astrazione come espressione di pensieri complessi” – sosteneva Rothko

Nel 1935 è tra i fondatori del gruppo The Ten, con cui espone fino al 1940. Tra il 1936-1937 fa parte della divisione di pittura da cavalletto del W.P.A. Federal Art Project, dipingendo quadri per edifici governativi. Nel 1940 Mark Rothko fonda la Federation of Modern Painters and Sculptors. Nel frattempo insegnare al Center Academy of the Brooklyn Jewish Center, dove rimarrà per venti anni.

Dieci sale del famoso palazzo rinascimentale fiorentino, ospitano differenti stili pittorici maturati lungo la sua carriera artistica, o dipinti per progetti specifici, esponendo circa 70 opere, di cui numerose di grandi dimensioni, molte delle quali mai esposte prima in Italia.

Mark Rothko – Self-portrait (Autoritratto) 1936, olio su tela cm 81,9 × 65,4
Collezione Christopher Rothko

Nel 1958, quando il celebre architetto tedesco, Ludwig Mies van der Rohe, esponente del Razionalismo, ultimò il Seagram Building, un grattacielo di 38 piani di proprietà della Seagram, una delle maggiori distillerie canadesi, propose a Rothko una serie di dipinti per il ristorante Seagram Four Season, situato nel grande edificio. Seppur ne avesse già realizzate molte, il pittore rinunciò a consegnarle al committente. Le opere furono donate alla Tate Gallery di Londra, a patto che fossero tutte esposte insieme.

Nel 1958 espone alla Biennale di Venezia, lui amante dell’Italia dove, nonostante la sua ritrosia a viaggiare, tornerà più volte.

Esporrà anche alla galleria di Peggy Guggenheim di New York, al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1962 e al Guggenheim Museum di New York nel 1963

Insieme a Palazzo Strozzi, il percorso espositivo include il Museo di San Marco e il Vestibolo della Biblioteca medicea laurenziana, due luoghi che Rothko apprezzò particolarmente durante i suoi viaggi a Firenze. da una parte comunica con il Beato Angelico, dall’altra con Michelangelo.

“Un dipinto non è un’immagine da guardare, ma una presenza con cui entrare in contatto” – asseriva il pittore, invitando ad “entrare” nei suoi dipinti color field di grandi dimensioni, da guardare da distanza ravvicinata.

Semisconosciuto fino agli anni ’60, nel 1970, a seguito di una vita di eccessi e un problema di salute, nonché la separazione dalla moglie Mell, Mark Rothko si suiciderà nel suo studio a New York.

Poco prima, nel 1969 era stata creata The Mark Rothko Foundation, con l’obiettivo di fornire assistenza ad artisti disagiati.

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La mostra Rothko a Firenze è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la significativa collaborazione di due importanti istituti del Ministero della Cultura: Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.
Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.
Main Partner: Intesa Sanpaolo.
Con il supporto di Kenneth C. Griffin and Griffin Catalyst, Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin S.p.A., Aon, Arteria, Enel.

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Sabato, 11 aprile 2026 – Anno VI – n°15/2026

In copertina: Mark Rothko – Gray, Orange, Maroon No. 81960 – olio su tela cm 229 x 258,5. Collection Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam / Photography: Studio Tromp

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