sabato, Luglio 11, 2026

Arte, Cultura

Firenze ’50 ’60 ’70

A Villa Bardini, in mostra affascinanti immagini fotografiche dall’Archivio Foto Locchi

di Laura Sestini

La fotografia analogica in bianco e nero oggi appare obsoleta ai più, tutti intenti a sperimentare l’intelligenza artificiale sulle immagini costudite nei miliardi di telefoni cellulari esistenti, ormai neanche più appellabili come “fotografiche”.

Il termine foto-grafia deriva dalla lingua greca antica e, traslata in caratteri latini, significa “scrittura (grafia) con la luce (foto)”.

In passato, attraverso la luce naturale, pellicole di varie dimensioni e infine la stampa in laboratorio, alla conclusione del percorso, non certo ai ritmi di vita paragonabli a quelli contemporanei, si otteneva l’immagine (positiva) sulla carta fotografica.

In quanto alla fotografia analogica, rigorosamente in bianco e nero, nei decenni del secolo scorso, a Firenze, Foto Locchi ha fatto sicuramente storia, immortalando eventi ordinari e straordinari della magnifica città toscana. Una memoria collettiva, molto cara ai fiorentini che, numerosi, visitano Villa Bardini per rispecchiarsi e riconoscersi nella propria città attraverso eventi gioiosi come lo scudetto vinto dalla Fiorentina nel campionato 1968/69, o in quelli più tragici come l’alluvione del novembre 1966.

Un percorso storico e culturale della città, attraverso le immagini di un passato che in gran parte non esiste più, dove anche i tanti turisti italiani e stranieri presenti attingono curiosi.

Nato nel 1924 come “Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica”, grazie a Tullio Locchi, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale, a causa della sua improvvisa morte, dal 1926 viene rilevato dai più stretti suoi collaboratori e, sotto la direzione di Silvano Corcos, diviene l’agenzia fotorafica ufficiale della città. Negli anni più fecondi del dopoguerra, la ditta arriva a contare fino a trenta maestri fotografi.

Come nella tradizione della bottega artigiana, gli apprendisti imparano il mestiere attraverso l’insegnamento dei maestri, ai quali è affidato il ruolo di tramandare lo «stile Foto Locchi», che sinteticamente la curatrice, Giovanna Uzzani, così definisce: «spicca nelle immagini il registro narrativo, tipico del fotogiornalismo, senza rinunciare alla qualità dello scatto e al gusto per la composizione, apprezzabile per la cifra moderna e insieme per lo spiccato lirismo, alla ricerca della pura emozione visiva». Foto Locchi documenta così i momenti cruciali della storia di Firenze, trasformandoli in immagini iconiche che parlano di arte, musica, sport, moda, vita quotidiana, società, cultura. Storia corale e insieme fotocronaca, che ogni giorno viene esposta, nei suoi episodi più singolari e attraenti, nelle tre grandi bacheche Foto Locchi affacciate su piazza della Repubblica, dove si radunano i fiorentini per curiosità o nella speranza di riconoscersi in quelle immagini.

Sylva Koscina in giro per Firenze, qui in piazzale Michelangelo. Martedì 11 dicembre 1956
Mario Semprini – 1956_38406 – Foto Locchi/©Archivio Foto Locchi

La mostra, in corso fino al 18 ottobre, è ideata e prodotta dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Archivio Foto Locchi, e curata da Giovanna Uzzani.

“Questa mostra offre un’occasione rara: fermarsi a guardare la Firenze degli anni ’50, ’60 e ’70 con uno sguardo attento e consapevole – afferma Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze . Il lavoro di ricerca e selezione nell’Archivio Foto Locchi restituisce un racconto potente e stratificato della città, fatto di bellezza ma anche di contraddizioni, di grandi eventi e di vita quotidiana. In queste immagini ritroviamo una memoria collettiva che appartiene a tutta la comunità fiorentina: dai volti noti ai momenti più difficili, come l’alluvione del ’66, fino ai riti e alle tradizioni popolari. È uno sguardo che unisce valore documentario e forza narrativa, capace ancora oggi di emozionare e coinvolgere. Per Fondazione CR Firenze sostenere questa iniziativa significa dare continuità a un impegno concreto verso la città, non solo nella tutela del patrimonio materiale ma anche nella valorizzazione di quello immateriale, fatto di storie, identità e memoria condivisa. Accogliere questa mostra a Villa Bardini rafforza ulteriormente questo percorso: uno spazio pubblico di cultura che diventa luogo di riconoscimento e di racconto, dove la fotografia ci aiuta a rileggere il passato e a ritrovare una parte viva della nostra storia recente”.

Gino Bartali nel Giro della Toscana. Domenica 16 aprile 1950
Orlando Orlandini – 1950_L541-11 – Foto Locchi/©Archivio Foto Locchi

La mostra raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che, a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi, Archivio Italfotogieffe, Archivio Foto Bazzechi), conserva oltre 5 milioni di scatti.

Divisa per sezioni, la mostra si snoda a cominciare dal secondo dopoguerra, con la ricostruzione della città danneggiata dai pesanti bombardamenti alleati e dall’occupazione nazista, nell’agosto 1944, quando fu anche definitivamente liberata dai militari tedeschi per mano dei partigiani che diedero avvio a un’insurrezione popolare, fino ai più recenti Anni ’70, periodo in cui la città aveva ripreso in mano le sue redini artistico-culturali, con la riapertura del Maggio Musicale fiorentino, dove sfilarono artisti di grande caratura e il Made in Italy, per cui Firenze rimane tuttora capitale della moda italiana.

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Firenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi

fino al 18 ottobre 2026

Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 – Firenze

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Sabato, 13 giugno 2026 – Anno VI – n°24/2026

In copertina: Siesta Fiorentina, servizio esclusivo per “La Nazione”. Giovedì 28 luglio 1955 – Giuliano Pacinotti 1955_22463 – Foto Locchi/©Archivio Foto Locchi

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