martedì, Febbraio 17, 2026

Arte

Michelangelo e Bologna

Le opere e i segni lasciati nella città felsinea dal grande artista toscano

di Laura Sestini

Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564) visse una vita eccezionalmente lunga per i suoi tempi, una vita certamente ricca di eventi e di grandi opere artistiche compiute, sia in senso di qualità e pregio, sia in grandezza fisica, che ancora oggi lo si reputa tra i maggiori del mondo.

Architetto, pittore, scultore ed anche poeta, nacque a Caprese (Michelangelo), un piccolo Comune in provincia di Arezzo che dopo qualche secolo, in seguito alla grandezza artistica del suo concittadino, nel 1913 ne acquisì l’appellativo, e dove tuttora esiste la casa dove viveva nella seconda metà del 1400 la famiglia Buonarroti. La morte avvenne a Roma, poco dopo essere stato nominato Console dell’Accademia delle Arti del Disegno da Cosimo de’ Medici, tra amore ed odio con la Casata fiorentina, senz’altro una delle città che frequentò più assiduamente per le pregevoli commissioni ricevute e le immense opere ivi realizzate, vedasi l’immenso dipinto nella volta della Cappella Sistina (1508-1512) oppure la perfezione dell’opera scultorea della Pietà (1497-1499), realizzata in giovanissima età su richiesta del cardinale francese Jean de Bilhères Lagraulas per la sua tomba nella Cappella del Re di Francia nella basilica di San Pietro a Roma. “Una Vergine Maria vestita con Cristo morto in braccio, grande quanto sia un homo iusto” – così è definita nel contratto– una statua realizzata in un unico blocco di marmo di Carrara in soli nove mesi di tempo. Un capolavoro sul quale Michelangelo volle lasciare scritto il suo nome (cosa che non fece per nessun’altra opera), perché – riferisce il Vasari – “sodisfatto e compiaciuto s’era di se medesimo” e “perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte”.

Michelangelo nelle vesti di ambasciatore di Firenze
davanti a Giulio II a Bologna nel 1506, mentre presenta al Papa le sue scuse per essere partito da Roma,
Anastasio Fontebuoni (Firenze 1571-1626), 1621 olio su tela, 145 × 141 cm; Firenze, Casa Buonarroti

Se la cronostoria della vita e delle opere di Michelangelo si concentrano soprattutto su Roma e Firenze, l’artista non mancò di ricevere commissioni da reali e aristocratrici stranieri e operò anche in altre città d’Italia, tra cui Bologna.

Per mettere in rilievo il passaggio in giovanissima età del grande artista nel capoluogo felsineo, enti pubblici locali, università, enti privati ed anche appartenenti alla Chiesa, e unitamente alla Fondazione Buonarroti, hanno collaborato e contribuito al sostegno e alla realizzazione della mostra ospitata a Palazzo Fava, “Michelangelo e Bologna“, esponendo alcune opere scultoree realizzate in loco da Michelangelo, con il desiderio di restituire alla città di Bologna il ruolo che ebbe nella crescita e nella maturazione del suo genio artistico.

Durante il primo viaggio a Bologna, il giovane Michelangelo, appena ventenne e da poco autore della Madonna della Scala (1490 circa), giunge nella città poco prima della cacciata dei Medici da Firenze del 1498.
Ospite di Giovan Francesco Aldrovandi, esponente della corte Bentivoglio, viene introdotto in un ambiente colto e cosmopolita, dove la scultura emiliana quattrocentesca e la lezione di Jacopo della Quercia lo conducono verso una nuova monumentalità. Nascono così le tre statue per l’Arca di San Domenico – San Petronio, San Procolo e l’Angelo reggicandelabro – capolavori giovanili che segnano la sua prima affermazione pubblica.

Il soggiorno sarà determinante per la sua formazione e gli consentirà di coltivare gli studi artistici e letterari.

Il secondo soggiorno, tra il 1506 e il 1508, avviene quando Michelangelo è ormai celebre, ma ancora con grande energia da spendere. Chiamato da papa Giulio II per realizzare la colossale statua bronzea del pontefice destinata alla facciata di San Petronio, affronta una sfida tecnica e concettuale senza precedenti. Oggi perduta, quella statua diventa il simbolo del difficile equilibrio tra arte e potere, tensione e grandezza che accompagnerà Michelangelo per tutta la vita. Difatti, la vita di Michelangelo non sarà esente neppure da eventi politici, contro pontefici e contro la fiorentina famiglia Medici in particolare, individuo appassionato e mai sottomesso alle tirannie dei papi e dei reggenti.

Sala numero 4 di Palazzo Fava

Divisa in più sezioni, l’esposizione allestita a Palazzo Fava intreccia il passaggio di Michelangelo a Bologna, tra il 1498 e il 1508, con altri artisti locali con cui egli ebbe conoscenze e scambio durante i suoi soggiorni in città. L’occasione della mostra è anche la celebrazione del 550° dalla nascita di uno dei massimi protagonisti dell’arte rinascimentale, artista il cui talento non finisce mai di sorprendere ancora oggi.

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Michelangelo e Bologna

Dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 – Palazzo Fava – Via Manzoni, 2 – Bologna

Curatori: Cristina Acidini e Alessandro Cecchi

Un progetto di: Fondazione Carisbo e Opera Laboratori

In collaborazione con: Fondazione Casa Buonarroti

Con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Chiesa di Bologna, Alma Mater Studiorum –Università di Bologna e Accademia di Belle Arti di Bologna

Con il sostegno di: Intesa Sanpaolo

Sponsor tecnico per le attività didattiche: Pilot

Catalogo: Sillabe

Informazioni e prenotazioni: www.genusbononiae.it

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Sabato, 29 novembre 2025 – Anno V – n°48/2025

In copertina: angelo reggicandelabro – Michelangelo Buonarroti (1494 -1495)

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