Meno politica e più competenze per tutelare la privacy dei cittadini – Il sondaggio di Federprivacy
Redazione TheBlackCoffee
Firenze, 17 novembre 2025 – La polemica sollevata da Report sul Garante per la protezione dei dati personali ha riaperto il dibattito sui requisiti che dovrebbero caratterizzare chi siede nell’Autorità: indipendenza, assenza di conflitti d’interesse, trasparenza sui rapporti con la politica e, soprattutto, solide competenze tecniche.
Per dare voce alla comunità dei professionisti della privacy e fornire elementi utili alle istituzioni, Federprivacy ha condotto il sondaggio “Il Garante che verrà: caratteristiche e requisiti attesi dal prossimo Collegio dell’Autorità per la protezione dei dati personali”. «Il nostro obiettivo non è giudicare l’operato dell’attuale Autorità – sottolinea Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy – ma, alla luce delle affermazioni diffuse da Report, che auspichiamo possano essere del tutto smentite, abbiamo ritenuto importante ascoltare gli addetti ai lavori. Le loro valutazioni possono offrire spunti preziosi sulle figure che saranno chiamate a guidare il Collegio che verrà eletto nel luglio 2027.»
Dall’indagine dell’Osservatorio di Federprivacy emerge un quadro estremamente chiaro: l’81,9% dei professionisti giudica imprescindibile un mix di competenze giuridiche e informatiche. Per il 78% non dovrebbero essere prese in considerazione candidature prive dei requisiti previsti dal Codice della Privacy, e per il 71% la valutazione dei candidati dovrebbe basarsi sulle competenze, non sul genere. La preferenza netta va ai tecnici della materia (61,3%), mentre solo lo 0,1% accetterebbe un profilo di area politica.
Analogamente, il 72% considera inopportuna la presenza di ex parlamentari o militanti di partiti nel Collegio.
Guardando alla futura presidenza del Garante, l’80,4% dei professionisti si aspetta una figura con elevato spessore etico e morale, e il 60,3% richiede un forte senso delle istituzioni. La maggioranza (79,5%) respinge la prassi secondo cui la presidenza dovrebbe andare automaticamente al membro più anziano, chiedendo invece criteri meritocratici. Per quanto riguarda il passato professionale, il 70,9% non lo ritiene un ostacolo, a condizione che il nuovo membro interrompa ogni rapporto con la precedente attività (29,4%) e non vi siano conflitti d’interesse (41,5%). Sul fronte economico, il 53,8% ritiene adeguato un compenso parametrato agli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione.
Con la scadenza del mandato dell’attuale Collegio ormai vicina, poco più di un anno e mezzo, Federprivacy ha trasmesso i risultati del sondaggio al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato.
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Sabato, 22 novembre 2025 – Anno V – n°47/2025
In copertina: immagine grafica di Nick Youngson/Pix4free – CC BY-SA 3.0

