martedì, Febbraio 17, 2026

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USA – Mire espansionistiche sulla Groenlandia

Si può acquistare o annettere un territorio di uno Stato sovrano, la Danimarca?

di Giuseppe Gallelli

La Groenlandia (Terra verde in lingua danese), è un’isola collocata nell’estremo Nord dell’oceano Atlantico, tra Canada a Ovest e l’Islanda a Sud, e l’Artide e il Mar Glaciale artico a Nord.

Dal 1953, fa parte del Regno danese attraverso la formula dell’unione personale, e dal 1979 le è stato concesso l’autogoverno, dal Parlamento danese, con apposita legge approvata nel 1978.

Questa grande isola ha fatto parte della Comunità Economica Europea dal 1973 al 1985, quando ne uscì con il referendum del 1982. In seguito al referendum del 2008, la cui applicazione è effettiva dal 21 luglio 2009, sono state trasferite competenze a livello legislativo, giudiziario e per la gestione delle risorse naturali. Attualmente la Danimarca mantiene il controllo su finanze, politica estera e difesa militare e provvede a fornire un sussidio annuale di 3,4 miliardi di Corone danesi.

Già dalla prima elezione, nel 2019, Trump ha posto gli occhi sulle riserve minerarie e sulla posizione strategica globale della Groenlandia

Secondo The Economist, Trump vuole il controllo della Groenlandia soprattutto “per la sicurezza  nazionale degli Stati Uniti” e intende offrire a Nuuk – capitale della Groenlandia – un “COFA – Compact of Free Association” (Trattato di Libera Associazione), un accordo simile a quello in vigore, dalla seconda metà degli anni ’80, con alcuni paesi del Pacifico: Micronesia, Isole Marshall e Palau, ex territori sotto amministrazione fiduciaria Usa dopo la Seconda guerra mondiale.

In base a questo accordo gli Usa garantiscono la piena autonomia della Groenlandia per gli affari interni, riconoscendola come indipendente ma assumendosi la difesa e la sicurezza esterna, fornendo aiuti finanziari e istallando basi militari.

Ekaterina Antsygina, docente dell’Università di Hamburg esperta di governance internazionale, sostiene che questa richiesta Usa non sia possibile secondo il diritto internazionale, perché la Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca e la sovranità della Danimarca ha avuto ed ha l’acquiescenza da parte di altri Stati e il riconoscimento nei consessi internazionali.

L’isola gode, infatti, di ampia autonomia, in base alla Legge sull’Autogoverno del 2009 e ha diritto – sostiene Ekaterina Antsygina – all’autodeterminazione, dato che “la relazione tra Groenlandia e Danimarca è oggi quella di un territorio autonomo all’interno di uno Stato sovrano, non di un possedimento coloniale, e qualsiasi passo verso l’indipendenza sarà una decisione democratica del popolo groenlandese”.

Anche l’acquisto, come Trump voleva fare già nel 2019, secondo Geraldine Giraudeau, professoressa di diritto internazionale all’Università di Perpignan, anche se non vietato dal diritto internazionale, perché storicamente ci sono state cessioni di territori dietro pagamento, richiederebbe oggi, una simile transazione, il consenso di tutte le parti, cioè l’accordo della Danimarca e della Groenlandia, che attualmente non sussiste.

“Dal punto di vista di Washington, la Groenlandia è un asset strategico – spiega Justina Budginaite-Froehly, ricercatrice dell’Europe Center dell’Atlantic Council – perché a causa della sua posizione geografica sul Giuk Gap, il corridoio tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, ha una posizione strategica fondamentale “per monitorare i sottomarini russi – e potenzialmente cinesi – che entrano nell’Atlantico. A suo parere il rischio vero non è un’annessione formale ma “la possibilità di coercizione esercitata da potenze esterne in un’area strategicamente scoperta”.

Se l’Europa vuole assicurarsi che nessuna potenza esterna – non gli Usa, non la Russia, non la Cina – possa realisticamente pensare di esercitare pressione sulla Groenlandia, allora dovrebbe – a parere della dr.ssa Justina Budginaite-Froehly – concentrarsi meno sulle proteste e di più sui propri passi strategici.

In conclusione, se l’Europa non si assume responsabilità sulla propria sicurezza al Nord, anche con azioni in vista del rispetto del diritto internazionale, altri paesi potrebbero continuare ad agire in contrasto degli interessi europei in quel luogo altamente strategico.

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Sabato, 17 gennaio 2026 – Anno VI – n°3/2026

In copertina: Nuuk, capitale della Groenlandia – Foto: Oliver Schauf

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