Dichiarazioni pubbliche in merito ai recenti sviluppi militari in Rojava
Redazione TheBlackCoffee
Siria del Nord-Est: escalation militare, carceri dell’ISIS a rischio e popolazione civile sotto attacco. Appello urgente all’azione
L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia lancia un appello urgente alla comunità internazionale, alle istituzioni italiane ed europee e all’opinione pubblica di fronte alla grave escalation militare in corso nella Siria del Nord-Est, che minaccia direttamente la popolazione civile, la stabilità regionale e la sicurezza internazionale
Forze affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato da Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), insieme a milizie sostenute dalla Turchia e a gruppi armati alleati, stanno portando avanti un’operazione militare coordinata contro i territori dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES). Dopo l’occupazione di Raqqa, Deir ez-Zor e Tabqa, gli attacchi proseguono su più fronti, in aperta violazione delle dichiarazioni di cessate il fuoco.
Particolarmente allarmante è la situazione attorno alle prigioni e ai campi che ospitano migliaia di detenuti dell’ISIS e i loro familiari. Secondo le Forze Democratiche Siriane (SDF), sono in corso violenti scontri nelle immediate vicinanze di queste strutture, con tentativi di avvicinamento e di presa di controllo da parte di milizie armate. Un collasso del sistema di detenzione dell’ISIS aprirebbe la strada a fughe di massa, alla riorganizzazione delle cellule jihadiste e a una nuova ondata di instabilità e terrorismo che non riguarderebbe solo la Siria, ma l’intera regione e l’Europa. Le SDF, che per anni hanno garantito la custodia di questi detenuti nell’interesse della sicurezza globale, avvertono che il livello di minaccia sta aumentando in modo significativo.
Parallelamente, l’offensiva militare sta colpendo direttamente i centri abitati e le infrastrutture civili. Nuove ondate di sfollati si stanno dirigendo verso Qamishlo e altre aree del Nord-Est. Sono stati segnalati saccheggi e distruzioni di strutture umanitarie e sanitarie, aggravando una situazione umanitaria già drammatica.
In questo contesto, anche Kobanê, città simbolo della sconfitta dell’ISIS, torna a essere sotto pressione militare, con scontri nei pressi di Ain Issa e lungo l’asse strategico della M4. Il tentativo di isolare il Cantone dell’Eufrate si inserisce in una strategia più ampia volta a smantellare l’esperienza di autogoverno democratico costruita negli ultimi dieci anni.
Di fronte a questa minaccia esistenziale, l’Amministrazione Autonoma ha proclamato la mobilitazione generale. Organizzazioni delle donne, movimenti civili e forze democratiche locali hanno espresso il loro sostegno alla difesa della regione e alla protezione delle conquiste ottenute nella lotta contro l’ISIS.
L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia rivolge un appello immediato all’azione:
· al Governo italiano e all’Unione europea, affinché intervengano politicamente per fermare l’escalation militare e imporre il rispetto del cessate il fuoco;
· alla comunità internazionale, perché assuma la propria responsabilità diretta nella messa in sicurezza delle carceri e dei campi dell’ISIS, evitando un disastro annunciato;
· ai media, perché rompano il silenzio e informino correttamente sull’estrema pericolosità della situazione;
· alla società civile, ai movimenti democratici, ai sindacati e alle organizzazioni solidali, affinché si mobilitino con iniziative pubbliche, prese di posizione e azioni di pressione.
Tacere oggi significa tradire il sacrificio di chi ha combattuto l’ISIS e voltare le spalle a chi da oltre un decennio dimostra che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.
Comunicaro di Uiki Onlus – Agenzia stampa curda in Italia – Roma, 19 gennaio 2026
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Fin dalle prime ore di questa mattina, la prigione di Al-Shaddadi, che ospita migliaia di detenuti dell’organizzazione terroristica ISIS, è stata oggetto di ripetuti attacchi da parte di fazioni affiliate a Damasco.
I combattenti delle Forze Democratiche Siriane hanno resistito a questi attacchi e sono riusciti a respingerli più volte, provocando il martirio di decine di nostri combattenti e il ferimento di altri, nel tentativo di prevenire una grave catastrofe per la sicurezza.
Sebbene la prigione di Al-Shaddadi si trovi a circa due chilometri dalla base della Coalizione Internazionale nella zona, la base non è intervenuta, nonostante le ripetute richieste di intervento. Di conseguenza, informiamo l’opinione pubblica che la prigione di Al-Shaddadi è attualmente fuori dal controllo delle nostre forze a seguito di questi sviluppi.
Comunicato del Centro stampa delle Forze Democratiche Siriane (SDF) – 19 gennaio 2026
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Dopo che la diga di Tishreen e le città arabe di Ayn Issa e Sirrin sono cadute nelle mani delle bande jihadiste, la linea del fronte ha raggiunto Kobanê. La città che ha fermato l’ISIS nel 2014 ed è diventata il punto di svolta che ha portato alla successiva sconfitta territoriale dell’ISIS, è di nuovo sotto assedio. Kobanê è circondata dal confine turco da un lato, dall’altro le bande jihadiste si stanno avvicinando.
Le bande jihadiste del regime di Jolani stanno ora attaccando la prigione di Aqtan a Raqqa. L’obiettivo è liberare migliaia di prigionieri dell’ISIS. La prigione viene attaccata con droni e armi pesanti. La resistenza per respingere l’attacco continua forte. Mentre il numero abituale di detenuti è di circa 2.500, il numero attuale è sconosciuto. Sono questi membri dell’ISIS che hanno coordinato gli attentati in Europa prima di essere catturati. Con la fuga di altri combattenti dell’ISIS, il pericolo del terrorismo dell’ISIS rischia di diffondersi nuovamente in tutto il mondo.
Il cosiddetto cessate il fuoco di ieri non è mai stato messo in pratica. Gli attacchi contro le SDF/YPJ e contro la società continuano. I crimini di guerra denunciati dalle bande jihadiste vanno dai femminicidi a Raqqa, alle esecuzioni di combattenti catturati e di persone che si oppongono agli attacchi, fino ai rapimenti. I massacri commessi dal regime di Jolani in altre parti della Siria continuano, prendendo di mira soprattutto donne e combattenti. Le SDF, le YPJ e le Forze di Sicurezza Interna hanno risposto a tutti questi attacchi e la resistenza continua.

Informazione di YPG e YPJ International – 19 gennaio 2026
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In copertina: logo delle Forze Democratiche Siriane

