Le famiglie delle vittime rimangono ignorate
Redazione TheBlackCoffee
Come scrive Report sui propri canali social, “Fuori telecamere e microfoni dal processo sul naufragio di Cutro. Riprese consentite solo “a udienza conclusa”. Cala una cortina di fumo sulle immagini autoprodotte che potranno essere realizzate – si legge nella nota del tribunale – “solo ad udienza conclusa”… quando cioè il dibattimento è finito. Ferma restando la presenza del giornalista, e ci mancherebbe dato che l’udienza è pubblica, per poter mandare in onda le testimonianze del processo l’iter si complica non poco: “Previa richiesta, potrà semmai essere autorizzata l’ostensione dei files audio e video registrati con le apparecchiature ministeriali”.
Il 30 gennaio, inizierà al Tribunale di Crotone il processo per i mancati soccorsi al caicco Summer Love, infrantosi sulle secche davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro con oltre 94 vittime accertate, dove saranno coinvolti agenti di Guardia di Finanza e Guardia costiera.
Il 26 febbraio ricorrerà il terzo anniversario del naufragio, ma le famiglie delle vittime rimangono al palo, praticamente ignorate dalla politica italiana.
In vista del processo e della terza commemorazione delle vittime sulla spiaggia calabrese la notte tra il 25 e il 26 febbraio, i familiari hanno inviato una lettera all’organizzazione CarovaneMigranti, di seguito riportata in originale.
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Sabato, 17 gennaio 2026 – Anno VI – n°3/2026
In copertina:ll relitto di Steccato di Cutro – Foto: M.Salvatore (tutti i diritti riservati)

