giovedì, Aprile 16, 2026

Italia, Politica

SPECIALE CUTRO – Novantaquattro vittime accertate – Una strage

Cinquantaquattro persone sopravvissute, un numero indefinito di dispersi tra cui la certezza di un infante

di Laura Sestini

Tra le stragi avvenute in territorio italiano durante la storia repubblicana, non si può omettere l’orribile naufragio compiutosi poco lontano dalla spiaggia di Steccato di Cutro durante la notte del 26 febbraio 2023, dove perirono con certezza di numeri, 94 persone, di cui molti bambini; mentre 54, soprattutto giovani uomini, si auto-salvarono fortunosamente ancor prima che arrivassero i soccorsi di terra, perché poco lontani da riva, nonostante le condizioni meteo con mare forza 4.

Secondo le poche informazioni che si avevano del carico di esseri umani a bordo della Summer Love, un caicco partito dalle coste turche qualche giorno prima, il numero dei passeggeri veniva stimato intorno alle 150-200 unità. Il calcolo, quindi, è molto semplice: all’appello mancherebbero molte persone, almeno una trentina, mai ritrovate. In realtà, secondo le fonti, i conteggi sono molto differenti, e nessuno ha la certezza di un numero effettivo, realistico. Tra queste risulta un bambino di tre anni, la cui famiglia, proveniente dall’Afghanistan, composta dai giovani genitori e tre figli piccoli, è annegata quella notte tra le acque agitate del Mar Jonio. Tra i componenti, solo il corpo del bambino non è arrivato a terra.

Intorno al terzo anniversario del tragico evento, in Calabria sono stati organizzati numerosi eventi in memoria delle 94 persone migranti decedute, e i dispersi, per cui Carovane Migranti, un gruppo internazionale di attivisti per i diritti umani e civili delle persone migranti giunti da varie città d’Italia – con prevalenza, in questo caso, dal Piemonte, terra di confine e di flussi migratori – hanno spesso funto da capofila e organizzatori.

Al seguito della Carovana Migranti Calabria 2026, alcune strette parenti della citata famiglia afghana scomparsa, provenienti dalla Germania, testimoni e portavoce della rete dei familiari delle vittime sparsi in Europa, nonché in loco per raccontare ai media e ai cittadini calabresi – che copiosi hanno riempito gli spazi delle conferenze stampa e dei tanti appuntamenti di commemorazione – come il governo italiano non abbia finora mai risposto alle loro domande, non abbia mai attivato un giusto (ed etico) protocollo sulle identificazioni delle vittime, dia vaghe informazioni sulle sepolture, e rimanga in silenzio sul concedere dei permessi temporanei di soggiorno ai genitori ormai anziani, per raggiungere il nostro Paese legalmente, e piangere almeno una volta sul luogo di morte dei loro figli, scomparsi in quelle tragiche circostanze, poi inumati in vari cimiteri calabresi. Le salme della famiglia afghana sono state trasferite in Germania.

La strage di Steccato di Cutro si poteva evitare. La sicurezza aerea dei confini europei, Frontex, aveva già avvistato il natante da più di 24 ore, dando informazione alle autorità italiane della posizione, delle condizioni del mare e delle difficoltà che questo aveva per la navigazione. Seppur senza esserne certi, era facilmente ipotizzabile che l’imbarcazione trasportasse un carico di esseri umani che tentavano di raggiungere le coste italiane. Numerose erano poi state accertate le differenti nazionalità di provenienza dei cadaveri giunti a riva riversati dalla potenza delle onde.

La strage di Cutro si differenzia da tutte le altre carneficine accadute in Italia, perché non è stata opera di attentatori rossi o neri durante gli anni di piombo, né di vendette di mafia, né di lupi solitari jihadisti affiliati all’ISIS in tempi più recenti, bensì è vittima stessa di omissione di soccorso da parte delle preposte autorità italiane, per cui sono imputati in processo a Crotone alcuni rappresentanti della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Un processo che stenta a cominciare davvero, con continui rinvii. Al riguardo, dubbi e scetticismi dell’opinione pubblica divengono reazioni naturali.

L’omissione di soccorso è la potente arma di cui si servono tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Silenziosa ed invisibile, miete molte vittime.

La commemorazione notturna delle vittime del naufragio
Foto: Archivio fotografico Ishtar Immagini©2026

Tra gli assidui frequentatori degli eventi svoltisi a Crotone, Orlando Amodeo, medico chirurgo ed ex dirigente dell’ufficio sanitario provinciale della Questura di Crotone (e molto altro), insignito con numerosi riconoscimenti al merito, durante la sua professione, per la sua opera di soccorso in mare e la cura agli immigrati. L’uomo ha estemporaneamente dialogato con molti carovanieri e altri avventori, narrando le dinamiche dei soccorsi in mare, non solo sulla strage di Cutro, ma di tutti quelli da lui seguiti lungo numerosi anni di lavoro come medico operativo del ministero degli Interni.

“Noi sapevamo che stavano arrivando da due giorni (le persone migranti sulla Summer Love). La sera prima del naufragio pensavamo che la Finanza e la Capitaneria di Porto gli andassero incontro, ma nessuna vedetta è partita, per ordine del Ministero. Adesso sono indagati dei finanzieri, ma il mandante è il governo italiano. […] Non volevano farli morire, banalmente volevano una cosa sola, che la barca si spiaggiasse in modo che il giorno dopo i giornali di supporto alla maggioranza di governo, Libero, Il Giornale ed altri, scrivessero“ennesimo sbarco clandestino. Chiudiamo i porti”. Questo è ciò che si deve sapere, per farvi capire cosa sono gli Italiani, il governo italiano, con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro Piantedosi e anche il ministro Salvini. Dal 1993 al 2018, ho operato in tutti gli sbarchi della costa jonica. Andavo in mare a soccorrere i migranti. La mattina del 26 febbraio 2023, mi hanno chiamato al telefono e mi hanno detto detto “Dotto’, venite! Per favore venite!” e mi hanno inviato una posizione. Lo stesso giorno al ministro Piantedosi ho detto che “era una strage”, e in risposta, in diretta televisiva, mi ha informato di un avviso di garanzia, dichiarando (minacciando) che l’Avvocatura di Stato si sarebbe occupata di me. Il Ministro però dimenticava che io ero un funzionario del Ministero, per anni ho lavorato sulla ‘ndrangheta in Aspromonte. Non avevo paura delle sue parole, stavo raccontando la verità. Il ministro Piantedosi è il mandante morale e politico della strage di Steccato di Cutro”.

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Carovane Migranti: nasce nel 2013 ed è un insieme di gruppi e associazioni che collaborano insieme per la difesa dei diritti dei migranti, per la loro dignità e giustizia.

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Per approfondire: https://www.theblackcoffee.eu/speciale-cutro-dalla-strage-di-cutro-alla-rotta-balcanica/

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Sabato, 7 marzo 2026 – Anno VI – n°10/2026

In copertina: pupazzi donati dai bambini di Cutro alle vittime del naufragio – Foto: Archivio fotografico Ishtar Immagini©2026

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