martedì, Febbraio 17, 2026

Teatro & Spettacolo

La Principessa di Lampedusa

Ritratto della madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de “Il Gattopardo”

di Laura Sestini

Dopo l’esordio al Campania Teatro Festival 2025, La Principessa di Lampedusa – testo drammaturgico di Ruggero Cappuccio, direttore artistico del Festival citato, importante manifestazione che si svolge durante l’estate principalmente nella città di Napoli, ma coinvolge anche altre località della Regione, lo spettacolo ha un cartellone invernale che include diverse città italiane.

La pièce è diretta ed interpretata dall’attrice e regista Sonia Bergamasco, attraverso la quale, in un ampio monologo che dà voce a più personaggi, porta in scena Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo.

Donna all’avanguardia, fuori dai canoni delle signore sue coeve dell’aristocrazia e la nascente borghesia siciliana, a cavallo tra ‘800 e ‘900, Beatrice già allora “portava i pantaloni”, metafora sì, ma anche donna coraggiosa che li indossava nella vita quotidiana.

Tratto dall’omonimo ritratto che Cappuccio aveva già letterariamente composto (Ruggero Cappuccio, La principessa di Lampedusa, Feltrinelli, Milano 2024), la principessa Beatrice Tasca di Cutò è una donna volitiva e moderna, tantoché la trasposizione teatrale la induce a cavalcare la scena dopo che ella ha già oltrepassato la dimensione ultraterrena, ma lei stessa, che dall’aldilà si fa domande sul presente, è sorpresa di avere ancora tanto ardore e desiderio di fragranze e suoni della natura, leccornie, feste danzanti, cavalli e atmosfere che amava durante la vita. Una donna decisamente indomita.

Ambientata in un contesto scenografico essenziale – che accenna appena all’architettura di un giardino, dove un’altalena è l’unico oggetto funzionale e ottimo attrezzo di scena – ma impreziosita da un bel gioco di controluci, la rappresentazione, l’attrice e il testo avanzano nella loro narrazione, corporea e semantica, lei avvolta in un abito chiaro di chiffon raffinatamente sensuale, esponendo Beatrice in prima persona, i suoi bei ricordi e tutti i suoi fantasmi, le stratificazioni esistenziali della nota donna palermitana, ed inseme a questi, il declino dell’intera aristocrazia siciliana. Tra i propri orrori i tremendi terremoti che si erano susseguiti in Sicilia durante la sua vita e la Seconda guerra mondiale che, a causa dei bombardamenti alleati, distrussero molti dei luoghi a lei cari. La principessa scomparirà nel luglio 1946.

Sonia Bergamasco in una scena dello spettacolo

Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, Principessa di Lampedusa perché maritata a Giulio Tomasi Principe di Lampedusa e duca di Palma, consorte scelto in piena libertà e non per interessi delle due famiglie, matrimonio non propriamente felice ma duraturo, da cui nasceranno Stefania, scomparsa in tenera età e Giuseppe, era una donna intelligente e attenta, dinamica e colta, affettuosa e generosa ma anche possessiva, comunque differente dall’aristocrazia frivola come lo erano spesso le altre signore del suo stesso lignaggio. Il figlioletto Giuseppe era l’ancora della sua vita, bambino solitario che diverrà un letterato solitario, famoso per aver scritto Il Gattopardo, romanzo di successo mondiale, di cui in prima persona non godette degli onori e benefici per morte prematura, e su cui la madre ebbe forte influenza.

Sonia Bergamaschi primeggia sul palco senza perdere una battuta, veloce come il vento, determinata come la donna di cui interpreta la forte personalità. La parte attoriale prevede anche un vago accento siciliano, elemento scenico non di facile trasferimento, a volte più marcato a volte sperso. Non è responsabiltà della Bergamaschi, che è stata brava e convincente nel performare la sua parte attoriale. Una lingua, una cadenza, un dialetto sono elementi che forgiano la parte intima di una persona, sono fatti di tante sfumature differenti acquisite negli anni, che anche un bravo attore può trovare difficile da ricalcare fedelmente nel “breve” tempo di studio del testo drammaturgico. La lingua siciliana ha un lessico e degli intercalari troppo particolari, che nessun’altra regione italiana usa. Forse, sarebbe migliore, per ottenere maggiore puntualità linguistica, focalizzare la ricerca sul vocabolario più che sulla parte fonetica di essa. Nonostante questo piccolo neo, lo spettacolo ha ricevuto profusi applausi e non è stato pregiudicato nel suo insieme, e molto probabilmente il pubblico toscano non ha rilevato nessuna differenza.

La Principessa di Lampedusa tornerà a Firenze a gennaio, al Teatro della Pergola. Tra le voci che si alzano dal pubblico, alla chiusura del sipario, si ode qualcuno promettere di tornare a vederla. Un bel risultato ottenuto.

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Lo spettacolo è andato in scena al TeatroDante Carlo Monni di Campi Bisenzio (FI)

Sabato, 15 novembre 2025 – ore 21.00

La Principessa di Lampedusa
di Ruggero Cappuccio
diretto e interpretato da Sonia Bergamasco
musiche Marco Betta, Ivo Parlati
scena Paolo Iammarone e Vincenzo Fiorillo
costume Carlo Poggioli
luci Cesare Accetta
produzione Fondazione Campania dei Festival

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Sabato, 22 novembre 2025 – Anno V – n°47/2025

In copertina: Sonia Bergamasco in una scena dello spettacolo – Foto: @Fondazione Campania dei Festival

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