Il regista iraniano Jafar Panahi voce cinematografica contemporanea contro il regime degli Ayatollah
di Laura Sestini
In questi giorni di nuove violenze sulla popolazione civile da parte delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane degli Ayatollah, le quali sparano sulla folla per uccidere, vorremmo segnalare l’ultimo film del regista iraniano dissidente Jafar Panahi, “Un semplice incidente”, distribuito nelle sale italiane da novembre scorso.

Foto: Kevin Payravi
Il film è stato presentato in anteprima il 20 maggio 2025 al 78º Festival di Cannes alla presenza del regista, dove e è stato premiato con la Palma d’Oro.
Essere cineasti dissidenti in Iran, è una posizione complicata e altamente rischiosa, ma nonostante i divieti, la realizzazione di film e cortometraggi senza chiedere o ricevere il consenso dalle autorità della Repubblica islamica, gli arresti e gli interrogatori, Panahi non ha mai tradito le sue idee politiche e la libertà artistica, contrapponedosi alla società buia e violenta della Repubblica Islamica dell’Iran.
Considerato un ragazzo di particolare sensibilità, Panahi ha iniziato a trafficare con macchine da presa e pellicole fin da giovanissimo, frequentando la Scuola di cinema di Teheran e allievo del regista suo connazionale, Abbas Kiarostami, che negli anni Ottanta già era riconosciuto come l’esponente maggiore del cinema neorealista iraniano ed apprezzato a livello internazionale dai più grandi registi occidentali della seconda metà del XX secolo.
Arrestato più volte, il film “Un semplice incidente” è maturato dopo la sua incarcerazione nella tristemente nota struttura di Evin, a cavallo tra il 2022 e 2023, durata circa otto mesi. Inoltre, dal 2010 al regista era stato proibito di viaggiare all’estero.
A dicembre 2025, Panahi è stato di nuovo condannato in contumacia, mentre si trovava all’estero, ad un anno di carcere per “propaganda contro lo Stato”, al quale si aggiungono due anni di divieto di viaggiare.
I film di Panahi riflettono sempre lo sfondo sociale iraniano ed hanno ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti: “Un semplice incidente” è candidato all’Oscar, film che ben rende l’idea di cosa significhi materialmente la repressione del regime iraniano sulla popolazione che ne contesta le politiche, tra tortura fisica e psicologica, stupri, impiccagioni, sparizioni e uccisioni arbitrarie, a cui il regista ha acutamente abbinato una vena tragicamente ironica.
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Un semplice incidente (Yak taṣādof-e sāde) – Iran, Francia, Lussemburgo – 105′
Regia e sceneggiatura: Jafar Panahi
con Vahid Mobasseri, Mariam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten,Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr, Georges Hashemzadeh, Delmaz Najafi, Afssaneh Najmabadi.
Fotografia: Amin Jafari
Montaggio: Amir Etminan
Scenografia e costumi: Leila Naghdi
Produzione: Jafar Panahi, Philippe Martin
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Sabato, 10 gennaio 2026 – Anno VI – n°2/2026
In copertina: una scena del film

