lunedì, Marzo 16, 2026

Notizie dal mondo

Siria: due facce di una sola medaglia

La cancellazione delle sanzioni Usa e il contrasto all’ISIS

di Laura Sestini

Il testo della seguente dichiarazione è stato rilasciato dai governi degli Stati Uniti e del Regno dell’Arabia Saudita.

Il Regno dell’Arabia Saudita ha ospitato a Riyadh, il 9 febbraio 2026, una riunione di alti funzionari diplomatici e della difesa del Piccolo Gruppo della Coalizione Globale per la Sconfitta dell’ISIS/Daesh. Il Vice Ministro degli Esteri saudita Waleed A. Elkhereiji ha aperto la riunione, co-presieduta dall’Ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia e dall’Inviato Speciale per la Siria, Tom Barrack.

I partecipanti hanno espresso il loro apprezzamento al Regno dell’Arabia Saudita per aver ospitato la riunione e
per il suo continuo ruolo nel sostenere gli sforzi regionali e internazionali per contrastare il terrorismo e promuovere la stabilità.

I partecipanti hanno accolto con favore l’accordo globale tra il governo siriano e le Forze Democratiche Siriane, che include il cessate il fuoco permanente e le disposizioni per l’integrazione civile e militare della Siria nordorientale. Hanno preso atto dell’intenzione dichiarata del governo siriano di assumere la leadership nazionale degli sforzi anti-ISIS e hanno espresso apprezzamento per i sacrifici compiuti dalle
Forze Democratiche Siriane nella lotta contro l’ISIS/Daesh.

I partecipanti hanno inoltre ringraziato il governo iracheno per la sua continua leadership nella campagna “Sconfiggi l’ISIS”. I partecipanti hanno ribadito le loro priorità, tra cui il rapido trasferimento e la salvaguardia dei detenuti dell’ISIS, il rimpatrio da paesi terzi, il dignitoso reinserimento delle famiglie dai campi di al-Hol e Roj
nelle loro comunità di origine e il continuo coordinamento con Damasco e Baghdad sul futuro della campagna “Sconfiggi l’ISIS” in Siria e Iraq.

I partecipanti hanno accolto con favore il governo siriano come 90° membro della Coalizione Defeat ISIS. I membri della coalizione hanno sottolineato la loro disponibilità a collaborare a stretto contatto con il governo siriano e hanno incoraggiato i membri a fornire supporto diretto agli sforzi siriani e iracheni.

Il governo di transizione siriano – guidato dal dicembre 2024 dall’autoproclamato presidente Ahmad al-Sharaa, durante la cui designazione aveva lasciato il nome di battaglia di Abū Muhammad al-Jawlani, con cui guidava il gruppo islamista Hayʼat Tahrīr al-Shām (HTS), per proseguire nelle vesti ufficiali con il proprio nome di battesimo – negli ultimi mesi è stato sollevato da tutte le sanzioni statunitensi, e Al-Sharaa/al-Jawlani cancellato dalla lista delle organizzazioni terroristiche, sia come gruppo che individualmente.“L’8 luglio 2025, il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato la designazione di Foreign Terrorist Organization – FTO (Organizzazione Terroristica Straniera) del Fronte al-Nusrah, noto anche come Hay’at Tahrir al-Sham (HTS).”

Fino al 7 novembre 2025 sulla testa di Al-Jawlani pendeva una taglia di 10 milioni di dollari: “Il 7 novembre, gli Stati Uniti hanno rimosso Muhammad al-Jawlani (il Presidente siriano Ahmed al-Sharaa) e il Ministro degli Interni siriano Anas Hasan Khattab dalla lista dei Terroristi Globali Specialmente Designati (SDGT).

Whitewashing di prima qualità, su cui solo i Curdi all’ultima plenaria del Parlamento Europeo hanno riportato la cronologia dei fatti ed espresso il loro dissenso. Al contrario, Rubio, in occasione delle revoche, enfaticamente aveva pubblicato: “In linea con la promessa del Presidente Trump del 13 maggio di revocare le sanzioni alla Siria, annuncio la mia intenzione di revocare la designazione di Organizzazione Terroristica Straniera (FTO) al Fronte al-Nusrah, noto anche come Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), ai sensi dell’Immigration and Nationality Act. Questa revoca entrerà in vigore domani, 8 luglio. L’azione di domani fa seguito all’annunciato scioglimento di HTS e all’impegno del governo siriano a combattere il terrorismo in tutte le sue forme. Questa azione si basa anche sull’impulso dell’Ordine Esecutivo del 30 giugno “Prevede la revoca delle sanzioni alla Siria” e riconosce le azioni positive intraprese dal nuovo governo siriano sotto la guida del Presidente Ahmed al-Sharaa. Questa revoca della FTO è un passo importante per realizzare la visione del Presidente Trump di una Siria stabile, unita e pacifica.”

Solo una precisazione c’è da aggiungere, per i profani: l’ISIS e al-Nusra, sebbene siano state organizzazioni nate dallo stesso ceppo, abbiano avuto dei forti contatti e intrecci di miliziani che sono passati dall’una all’altra formazione durante la guerra siriana, e nonostante siano entrambe organizzazioni islamiste salafita, attualmente sono due gruppi opposti che si sono contesi (e si contendono) il potere in area irachena e siriana. L’ISIS è nato in Iraq, ed infatti in detto paese si stanno ufficialmente inviando, con la benedizione di Trump, un ampio numero di suoi miliziani, detenuti fino ad poche settimane fa in Siria. Controllati dalle forze di sicurezza curde per lunghi anni, i miliziani del Califfato Islamico sono stati forzatamente liberati dai militari del governo Al-Sharaa con violenti attacchi alle SDF curde, lasciando numerose vittime sul campo.

Quindi, non solo vengono deportati circa 5mila presunti miliziani ISIS europei in Iraq, ufficialmente per rimpatriarli nei paesi di origine, spianando il campo ad Al-Nusra in Siria, ma anche paradossalmente si titola il governo Al-Sharaa a perseguire l’organizzazione ISIS.

Sinteticamente: la politica è troppo spesso opportunistica, e facilita chi, e cosa, meglio si confà, in un determinato contesto geopolitico-temporale, ai suoi interessi.

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Sabato, 14 febbraio 2026 – Anno VI – n°7/2026

In copertina: Marines e marinai statunitensi del FASTCENT e dei Marines sauditi partecipano all’esercitazione Indigo Defender 26. I Marines statunitensi, assegnati al Comando Centrale del Fleet Anti-Terrorism Security Team, e i Marines sauditi delle Forze Navali Reali Saudite discutono sull’impiego delle mitragliatrici durante l’esercitazione Indigo Defender 26 presso la base navale di King Faisal, Arabia Saudita, il 4 febbraio 2026. Foto del Corpo dei Marines degli Stati Uniti del Sergente Angela Wilcox.

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