giovedì, Ottobre 15, 2026

Multimedialità, Teatro & Spettacolo

Il Castello Indistruttibile

La fantasia come rifugio dalla realtà

di Laura Sestini

Premiato al Biografilm Festival di Bologna 2025, con “Tutta un’altra storia Pratello Award”, assegnato dalla giuria composta da un gruppo di ragazzi dell’Istituto Penale per Minorenni “Pietro Siciliani” del capoluogo emiliano, Il castello Indistruttibile, film documentario di Danny Biancardi, Virginia Nardelli e Stefano La Rosa, narra la realtà quotidiana di tre adolescenti che vivono in un quartiere definito “poco raccomandabile” di Palermo Danisinni.

Non lontano dalla Cattedrale di Santa Rosalia e dal Palazzo dei Normanni, anche sede del Consiglio regionale siciliano, il Rione di Danisinni per molti anni ha manifestato le usuali caratteristiche dell’emarginazione sociale e della povertà intellettuale ed economica. Non raramente le famiglie che qui vi abitano hanno componenti ospiti nelle carceri e le sue strade, anche solo di riflesso, possono essere psicologicamente violente per adolescenti che hanno abbandonato le scuole del’obbligo, i quali osservano anche le dinamiche delle proprie famiglie, raramente “tradizionali” come consiglia la politica italiana odierna.

L’anteprima internazionale del film si è svolta al CPH:DOX, il Festival Internazionale del Documentario di Copenaghen, e il film ha partecipato anche al MoliseCinema Film Fest, al Laguna Sud e Leofanti Festival.

Gli attori sono Mary, Rosy e Angelo, di 11 anni, che interpretano la loro vita quotidiana, a tratti di finzione, scelti sul campo per una prima opera prodotta da Zalab, nata da un laboratorio di cinema partecipativo proprio lì a Danisinni.

Totalmente girato nella lingua madre dei bambini – forse possiamo ancora appellarli tali, nonostante le esperienze già vissute rispetto ai coetanei di altri rioni o città – il dialetto palermitano, con sottotitoli in itaIiano, e neanche troppi, i tre amici rappresentano loro stessi e trasmettono le loro fantasie verso un futuro più roseo, tra le altre immaginandosi già adulti e confrontandosi con le esperienze di vita dei propri genitori.

Una scena del film

La loro casa immaginaria, il “castello dei loro sogni”, dove sentirsi più al sicuro di quella che sperimentano quotidianamente, diventerà un asilo del loro rione che, nonostante gli ammonimenti dei genitori che glielo vietano perché frequentato dai “drogati”, decideranno di esplorare. Nell’edifico abbandonato da molti anni riassetteranno una stanza e la arrederanno con oggetti di fortuna per vivere e sentirsi padroni di un loro intimo spazio di libertà, che meglio si confaccia alla loro età piena di creatività, di immaginazione e spontaneità, e riuscendo, quasi, ad eludere i bullismi quotidiani della società, dei coetanei e degli adulti. Senz’altro un tentativo di ri-costruzione di un mondo più pacifico, lontano dal frastuono, dalle brutture e i paradossi della vita reale.

Oggi, dopo le molte battaglie di frate Mauro Billetta e la comunità di Danisinni, il Comune di Palermo ha infine deciso di restaurare l’edificio del servizio socio-educativo ed è in atto un progetto di riqualificazione del quartiere, dove è stato attivato anche un percorso di turismo sostenibile slow, per cui è possibile pranzare dalle famiglie che qui vivono.

In età di adolescenziale, la finzione è pane quotidiano, uno strumento che aiuta la crescita cognitiva verso l’età adulta. I tre protagonisti, di differente personalità e aspetto fisico, nonostante la medesima età, appaiono molto a loro agio nel film, bravi nel recitare le parti di loro stessi, esimendosi da slanci di protagonismo.

Molto curata l’estetica fotografica, il film scorre bene, con ritmo vivace nonostante i dialoghi siano solo quelli indispensabili a comprendere la narrazione filmica. A tratti l’audio denota dei cedimenti, ma in fondo se ne può anche fare a meno, le scene parlano da sé anche senza il suo sostegno.

Nonostante la scenografia sociale e la precarietà dell’ambiente umano di Danisinni, l’interessante lavoro di documentazione dei registi si può considerare un’elogio alla fanciullezza che resiste nonostante tutto, alla sua visione ottimistica della vita, alla sua energia innata di sopravvivenza.

“Danisinni, il quartiere in cui è ambientato il nostro film, è una piccola comunità povera e densamente popolata di Palermo, governata da codici antichi e rigidi – spiegano nelle note di regia Biancardi, Nardelli e La Rosa – L’asilo nel cuore del quartiere era l’unica struttura istituzionale, ma è stato chiuso da oltre 15 anni, lasciando alle famiglie e alla chiesa locale tutte le responsabilità sociali ed educative. Crescere qui significa far parte di una comunità in cui le ragazze spesso rimangono incinte in giovane età e i ragazzi abbandonano la scuola per lavori saltuari e poco sicuri. È qui che abbiamo incontrato Angelo, Mary e Rosy, i nostri tre protagonisti. Il nostro approccio mescola osservazione e creazione partecipata, permettendo ai tre bambini di rappresentare se stessi e raccontare la loro storia in totale libertà”.

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Il castello indistruttibile

regia di Danny Biancardi, Virginia Nardelli e Stefano La Rosa.

(Francia-Italia, 2025, 71′)

Produzione: ZaLab e coprodotto con la francese Société Du Sensible. Distribuito da ZaLab.

Con il supporto di Ministero della Cultura e SIAE nell’ambito del programma #PerChiCrea

Nel 2024, il progetto del film ha partecipato ai percorsi industry Doc at Work – Festival dei Popoli, New Visions Forum – Ji.hlava IDFF, International Pitches – FIPADOC. La produzione del film ha visto la partecipazione di France tv, ZaLab View, in associazione con La Bandita, con il sostegno di CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, La Région Ile-de-France, la Procirep- société des producteurs de l’Angoa, Brouillon d’un rêve de la Scam e La Culture avec la Copie Privée, Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission.

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Sabato, 18 ottobre 2025 – Anno V – n°42/2025

In copertina: una scena del film 

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