martedì, Febbraio 17, 2026

Teatro & Spettacolo

Bidad

L’Iran contemporaneo di Soheil Beiraghi

di Laura Sestini

Premiato con il Premio Speciale della Giuria al festival di Karlovy Vary nella Repubblica Ceca, il giovane regista sceneggiatore e produttore cinematografico indipendente iraniano, Soheil Beiraghi, partecipa al Middle East Now Festival 2025 di Firenze, in anteprima italiana, con il suo film Bidad, girato nel 2025 a Teheran, di cui in diretta video racconta agli spettatori presenti al Cinema La Compagnia che ospita il festival dedicato al panorama cinematografico mediorientale alla sua 16° edizione, la difficoltà di ambientarlo in segreto nella Repubblica Islamica dove la censura sulle arti è paralizzante e, all’evenienza, di violenta reazione.

Soheil Beiraghi
Foto: Hossein Ronaghi

Per un occhio cinematografico occidentale, la narrazione filmica di Beiraghi mostra una capitale iraniana che non siamo ancora abituati a riconoscere. Scintillante, moderna, coraggiosa, potremmo definirla Rock, ovvero l’opposto del grigiore, negli abiti e nei modi, delle immagini dei leader politico-religiosi, o della polizia morale femminile con i loro mantelli neri, che dall’Iran ci vengono inviate dai media.

Bidad è l’altra faccia della medaglia che non viene mai rivelata al mondo, se non da coraggiosi filmmaker, di grande tradizione e bravura, come Jafar Panahi ancora una volta condannato a sei anni nel 2022 e poi scarcerato su cauzione, Mohammad Rasoulof, Mostafa Alahmad, Mayam Moghadam e Behtash Saneeha, tutti arrestati mentre chiedono giustizia e diritti. Beiraghi appartiene all’ultima generazione di registi che, nonostante la censura, percorrono la strada ormai tracciata della dissidenza, e non manca di essere già stato nel mirino dell’autorità teocratica, e arrestato.

Il film ha due differenti narrazioni al suo interno, una che mostra e indaga la violenza sia fuori che dentro casa, e i differenti modi di affrontare la durezza della vita; l’altra che parla di amore puro, di coraggio e di resistenza. Senz’altro è un inno alla forza delle donne iraniane, che dalla morte di Mahsa Amini, massacrata dalla polizia durante il suo arresto, non esistano a scendere per le strade a rivendicare i loro diritti negati, scoprendosi i bellissimi capelli scuri che abitualmente hanno, o colorati delle ragazze più giovani, per lottare contro la misoginia degli Ayatollah.

Bidad è un film drammatico, che riporta la verità più appariscente dell’Iran odierno, quell della Repubblica Islamica.

Bidad è un film che fa innamorare, per il coraggio che dimostra la giovanissima protagonista, poco più di vent’anni, Generazione Z, Seti/Sarvin Zabetian, una giovane di grande talento canoro che non può essere espresso a causa della potente censura e perché donna, che sempre un passo indietro ad un uomo dovrebbe stare, anche nel canto.

Ma la ragazza non si arrende e decide la strada del coraggio, mostrandosi a volto scoperto per strada dove si esibisce per i passanti, diventando improvvisamente un personaggio applauditissimo sui canali social dove lei condivide le sue performance.

Durante una delle esibizioni di Seti, bloccata violentemente dalla polizia, il film devierà per una strada laterale, ma ancora più potente, quella della solidarietà e dell’amore senza secondi fini.

Un film che mostra lo scontro tra generazioni.

Un film bello – in lingua originale con i sottotitoli – per la trama inaspettata, nelle interpretazioni degli attori, per la cadenza altalenante della lingua farsi di Ehi tu/Amir Jadidi che avvolge come i racconti di Sherazade nelle Mille e una notte. Molto apprezzabili i pezzi canori proposti nel film, seppur le sonorità siano lontanissime da quelle ascoltate dagli occidentali. Belle le scene, in gran parte in ambiente notturno, e la fotografia.

Uno di quei film che si potrà riguardare sovente, per i numerosi messaggi che invia, per la bellezza che salverà il mondo.

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Bidad (Iran, 2025, 104′)

Regia: Soheil Beiraghi

Sceneggiatura: Soheil Beiraghi

Fotografia: Peyman Shadmanfar

Montaggio: Milad Mahdavi, Soheil Beiraghi

Interpreti: Amir Jadidi, Leili Rashidi, Sarvin Zabetian

Colonna sonora: Bamdad Afshar

Produzione: Alef Pictures

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Sabato, 18 ottobre 2025 – Anno V – n°42/2025

In copertina: una scena del film – Foto: ©Alef Pictures

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