Vita rurale e intelligenza artificiale
di Laura Sestini
Selezionato per la 25ma edizione del River to River Indian Film Festival di Firenze, il film d’esordio del regista indiano Aranya Sahay, “Humans in the Loop”, è dedicato “To the indomitable spirit of the women of Jharkhand and the millions of labelers that quietly powering AI across the globe (Allo spirito indomito delle donne del Jharkhand e ai milioni di etichettatori che alimentano silenziosamente l’intelligenza artificiale in tutto il mondo).”
La trama è basata su eventi reali ambientati nello Stato indiano del Jharkhand, una terra di montagne maestose e foreste lussureggianti, dove la protagonista è Nehma, una donna da poco divorziata a cui vengono affidati i figli, una adolescente e un bambino molto piccolo, dopo che è riuscita a trovare un lavoro in un centro di etichettatura dati di un’azienda americana per addestrare l’intelligenza artificiale.
La donna, appartenente alla tribù Oraon, una delle popolazioni indigene del continente indiano – gli adivasi – è poco istruita, ma per l’urgenza di avere un’entrata economica per le necessità della famiglia, la sua conoscenza dell’ambiente naturale del suo villaggio natale dove è tornata a vivere dopo la separazione dal marito e molta buona volontà, riesce a creare una connessione con questa strana macchina che le viene assegnata, il computer, e il suo più innovativo linguaggio di intelligenza artificiale che, come un bambino, secondo lei, va istruito.
Il regista contrappone così l’educazione dei figli reali della donna, con cui ha difficoltà, perché non sempre le cose vanno per il verso giusto, in particolare con la figlia adolescente che non riesce ad adattarsi all’ambiente naturale fuori dalla città, e le intelligenze artificiali delle big tech che risultano molto più docili ai comandi che si immettono, anche se sbagliati, volutamente indirizzati o manipolati.
Una bella fotografia di ambienti naturali e degli animali che li popolano, dagli elefanti al porcospino, il più timido della foresta, e le ricche sensazioni questi generano, è contrapposta alla freddezza delle macchine e della ripetitività del lavoro a cui sono sottoposte le migliaia di donne coinvolte nel “ciclo umano” dell’intelligenza artificiale, sebbene per molte di loro sia anche una scappatoia dall’ambiente patriarcale e spesso violento.
Sahay ha passato circa un anno nelo giovane Stato del Jharkhand, istituito nel 2001, per comprendere il carattere dei popoli indigeni, ed attraverso il suo lavoro cinematografico ha denunciato come le multinazionali “sfruttino” quelle persone, ma al contempo ne censurino le necessità sociali, rendendole invisibili agli occhi del mondo.
Humans in the Loop è stato presentato in anteprima al MAMI Mumbai Film Festival del 2024 e successivamente proiettato all’International Film Festival Kerala. Sahay ha girato il film in 12 giorni, ed ha riferito del suo approccio innovativo all’intelligenza artificiale e delle fallibilità della tecnologia. Il lungometraggio ha ricevuto il Film Independent Sloan Distribution Grant, in quanto il film è ufficialmente idoneo per la nomination agli Academy Awards; il Grand Prix Best Film nel 2025 e molti altri riconoscimenti.
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Il film è stato proiettato in ambito del River to River Florence Film Festival 2025 – Cinema La Compagnia, Via Cavour 50R – Firenze
Humans in the Loop
scritto e diretto da Aranya Sahay
con Sonal Madhushankar, Ridhima Singh, Gita Guha, Vikas Gupta, Anurag Lugun
prodotto da Mathivanan Rajendran, Shilpa Kumar, Sarabhi Ravichandran
(India, 2024) 74’
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Sabato, 13 dicembre 2025 – Anno V – n°50/2025
In copertina: una scena del cortometraggio

