A Firenze migliaia di persone nella due giorni di lotta per il quarto anniversario
Redazione TheBlackCoffee
“Questa vicenda va avanti da quattro anni e da cinque estati – dice il Collettivo di Fabbrica – ma, nonostante tutta la fatica e il logoramento, è ancora tempo: di esserci, di sostenerla, di provarci. Del resto, abbiamo avuto ragione. Praticamente su tutto e sin dall’inizio. Oggi ci sembra ufficiale che l’investimento sull’area sia di natura immobiliare, e il quadro appare più che completo. Rimane da chiedersi se la partita non fosse truccata sin dall’inizio. Avevamo ragione, ma dobbiamo avere la forza. Perché l’obiettivo, oggi come sempre, è riaprire la fabbrica”.
La scorsa settimana i Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano hanno approvato le delibere per entrare nel Consorzio di sviluppo industriale della Piana, che potrà trattare sull’utilizzo dello stabilimento ex GKN. Manca ancora la Città Metropolitana e poi il Consorzio dovrà sbrigarsi a muovere i primi passi costitutivi per trattare l’area industriale, dove potrebbe reindustrializzare la cooperativa GFF, con almeno 100 posti di lavoro nella fase iniziale, ma anche altri, nell’idea di un condominio industriale.
Lo stabilimento è l’unico tassello che manca al piano industriale della cooperativa per poter partire: “Non può rimanere ancora appeso all’infinito. Nessun piano industriale rimane fermo per anni. È arrivato il momento di decidere se in quell’immobile si vuole che torni il lavoro o se si vuole lasciarlo in mano a soggetti di natura immobiliare, che magari lo rivenderanno poi ad altri fondi finanziari ancora”.
A quattro anni dai licenziamenti, sono state costituite almeno quattro nuove Srl attorno alla vicenda ex GKN, l’immobile è stato valutato e svalutato, sono stati spesi milioni di euro tra indennizzi, costo dell’immobile, quote societarie, e si sono accumulati almeno 12 milioni di euro di debiti verso i dipendenti. E ora compare l’ennesimo anello della catena: l’“investitore” sarebbe Idea SGV Srl, una società che da visura risulta avere un dipendente, specializzata nella realizzazione di operazioni di sviluppo immobiliare. Idea SGV, ad esempio, ha appena concluso due operazioni di compravendita immobiliare con il Fondo Mars e il Fondo Mercury, gestiti dalla SGR Kryalos. Parliamo di fondi che annoverano tra i gestori realtà della finanza globale come Blackstone. E parliamo di investimenti immobiliari soprattutto per la logistica dell’ultimo miglio: esattamente il profilo dello stabilimento ex GKN.
“La presenza di questo nuovo soggetto societario getta un’ulteriore luce sinistra su tutta l’operazione – conclude il Collettivo di Fabbrica – Vogliono aprire qui l’ennesimo polo della logistica, che impiega pochi lavoratori e ha un forte impatto sul territorio, in termini di traffico, uso delle strade e inquinamento? Ma la partita era questa sin dall’inizio? E quindi c’era un interesse oggettivo, fin da subito, a ridurre e licenziare i lavoratori? Se così fosse, si spiegherebbe perché il consorzio pubblico dà tanto fastidio e perché dà fastidio il nostro piano di reindustrializzazione”.
L’idea del Collettivo è semplice “ed è questa semplicità che non riescono a piegare: la fabbrica va riaperta. E noi abbiamo un piano per farlo. Bisogna resistere per tornare a ri-esistere. A maggior ragione, lo sgombero del presidio operaio è ritenuto inaccettabile, nell’interesse di tutta la comunità: quella stessa che ora è chiamata a scendere di nuovo in piazza”.
Una piazza che ha risposto immediatamente: migliaia di persone nella due giorni di lotta per il quarto anniversario.

L’assemblea dell’azionariato popolare: il piano industriale è pronto a partire. Sarebbe in grado di produrre 100 posti di lavoro, come primo perno della reindustrializzazione complessiva della ex Gkn. Non si perda ulteriore tempo
Migliaia di persone hanno partecipato al concerto di lotta organizzato dal Collettivo di Fabbrica in piazza Poggi, che è terminato con un corteo in centro nella notte tra venerdì e sabato. Stamani 700 persone hanno preso parte all’assemblea dell’azionariato popolare.
Nella mattinata l’assemblea è stata aggiornata sullo stato dell’arte del piano industriale, che è pronto a partire, forte di quattro linee di produzione, accordi con i fornitori dei macchinari, finanziatori e stress test per le varie fasi: “Potremmo iniziare a creare 100 posti di lavoro, laddove la speculazione finanziaria e la potenziale speculazione immobiliare vuole portare solo il deserto. L’estate può essere usata per logorarci o per sgomberare il presidio, non c’è tempo da perdere, il consorzio si costituisca e inizi subito a trattare per riportare il lavoro in una fabbrica ferma da quattro anni”.
Dai comunicati del Collettivo di Fabbrica ex-GKN, 8 e 12 luglio 2025
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Sabato, 12 luglio 2025 – Anno V – n°28/2025
In copertina: immagini courtesy fornite dal Collettivo di Fabbrica Ex-GKN

