domenica, Aprile 19, 2026

Teatro & Spettacolo

La duna invisibile

La città-giardino di Rosignano Solvay

di Laura Sestini

Inserito nel cartellone di Inequilibrio Festival 2025 e ideato dal gentile Tommaso Taddei della compagnia GOGMAGOG, con Fondazione Armunia e Università Popolare di Rosignano, sul territorio del Comune di Rosignano Marittimo, La duna invisibile, secondo episodio della trilogia Paesaggi invisibili, ripercorre alcuni tratti della nascita di Rosignano Solvay quando, a seguito dell’arrivo dello stabilimento chimico del gruppo belga Solvay, nel 1913, il territorio in pianura e verso il mare del Comune si trasformò completamente con la ardita velleità di diventare una futura Città Giardino, che in realtà, già allora, discriminava per ceto sociale le differenti categorie di lavoratori assunti nello stabilimento, palesemente attraverso la tipologia di abitazione che a questi veniva assegnata, con giardino o senza, più ampia o relegata in un angolo, a più piani, a seconda, se risultavi un operaio, un tecnico o un dirigente.

La duna di sabbia, oggi invisibile, esisteva davvero, era lì immobile da secoli, alta 30 metri e vasta quattro ettari, luogo naturale di avvistamento contro pirati e malintenzionati navigatori, per osservare il mare in tempesta, forse anche divertimento dei bambini lungo tutte le vicissitudini storiche che avevano plasmato pian piano il luogo.

La morte della duna, dopo secoli di placidità, fu al contrario molto rapida, qualche decennio e sparì, amalgamata tra le mura degli innumerevoli edifici che sorsero intorno alla fabbrica di veleni (di cui i cittadini erano allora inconsapevoli) per le mani di tantissimi e variegati soggetti che scesero dalle colline circostanti per aprire botteghe, bar e servizi utili alle centinaia di dipendenti che avrebbero costruito quel polo industriale dalle intricate e surreali geografie architetturali. Allora non erano necessarie le licenze per costruire case e palazzi ed ognuno, a parte precise misure obbligate dagli amministratori locali, costruì la propria abitazione o strutture commerciali in muratura dettate dalla propria fantasia.

Scenografia della pièce teatrale, recitata dai partecipanti del laboratorio teatrale di GOGMAGOG, cittadini del territorio, tra cui anche giovanissime neomaggiorenni, è stata ricavata entro un minuscolo e introvabile parco pubblico (nome altisonante per un giardino lasciato alla mercé degli eventi naturali e antropici n.d.r), tra piazza Monte alla Rena, ciò che resta della duna, e il lungomare Colombo, a Rosignano Solvay.

Il giardino si presta però bene, immaginiamo selezionato con cura dalla regia, per riportare ad un’atmosfera popolare, quando nei giorni di festa degli anni ’30 e 40′ ci si ritrovava in massa nei luoghi pubblici davanti alle prelibatezze di qualche brava massaia, e fiaschi di vinoluoghi che fungevano da ristorante, da sala da ballo e per sguardi romantici. La musica è parte integrante della performance, sia dal vivo, con le note di uno struggente violino, che in playback. “Allora – ricorda una battuta drammaturgica – c’era miseria, e non si sprecavano neanche le briciole“, a differenza di oggi che il consumismo divora tutto quando la natura abbia creato in milioni di anni, e uno dei pochi svaghi a buon mercato era ballare a ritmo di musica.

Il teatro civile e sociale, che si sofferma sulla riflessione della trasformazione del paesaggio, ora come non mai è utile strumento pedagogico per contrastare la deturpazione ecologica di cui è malata la Terra. Il testo infatti accenna alle montagne di spazzatura, al consumismo di massa, alla plastica regina indiscussa dei tempi attuali, alla guerra, le migrazioni, le sfide di questo violento “oggi”.

Una scena dello spettacolo
Immagine courtesy fornita dall’organizzazione

La performance è dedicata e filtrata attraverso gli sguardi letterari (e politici) di due autori fondamentali del secondo novecento italiano: Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini, del cui primo si celebrano quest’anno i quarantanni dalla morte (19 Settembre 1985), del secondo i cinquantanni dall’efferato omicidio all’idroscalo di Ostia (2 Novembre 1975).

Bravi i protagonisti, doppiamente bravi perché non professionisti, cittadini che si sono messi in gioco, indagando in primis su loro stessi, meccanismo generato dall’arte teatrale stessa. Il teatro fuori dai sontuosi palcoscenici e dai canoni teatrali professionali è accessibile alla portata di tutti, aiutato anche dai prezzi popolari del biglietto di ingresso, quali sono stati per la Trilogia.

Il teatro “dal basso” è più leggero anche se tratta di temi complessi, ha un linguaggio maggiormente fruibile, popolare come il contesto da cui proviene.

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Lo spettacolo è andato in scena presso il parco pubblico di Via Trieste a Rosignano Solvay (LI)

venerdì 11 luglio 2025 alle ore 20.00

GOGMAGOG/Fondazione Armunia/Università Popolare Rosignano

PAESAGGI INVISIBILI

per raccontare il territorio e le sue trasformazioni attraverso lo sguardo di Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini

La Duna Invisibile (secondo episodio)

regia di Tommaso Taddei

con Giada Baicchi, Marco Buti, Giovan Battista Calandra, Francesca Denora, Agnese Fortezza, Enrico Grandi, Jaqueline Littlefield, Rachele Palmieri, Pier Francesco Pesci e con la partecipazione di Cristina Abati

Il Laboratorio è stato condotto da Tommaso Taddei, articolato in dodici incontri di due ore, da gennaio a giugno, tenuto all’interno degli spazi del Castello Pasquini durante la residenza artistica per GOGMAGOG, ed ha coinvolto undici cittadini, di età compresa tra i 19 e i 70 anni.

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Sabato, 12 luglio 2025 – Anno V – n°28/2025

In copertina: una scena dello spettacolo – Foto: Eleonora Carlesi per Associazione Culturale Fabbricaimmagini

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