venerdì, Dicembre 09, 2022

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Turchia: il ministro della Difesa Akar afferma l’uso di gas lacrimogeni in operazioni militari

Pubblicato un report di IPPNW per l’uso di armi chimiche in Nord Iraq

di Nancy Drew

La federazione International Physicians for the Prevention of Nuclear War di Germania e Svizzera hanno pubblicato un report sull’uso delle armi chimiche in Kurdistan iracheno da parte della Turchia.

Il Ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha apertamente riconosciuto, parlando al Parlamento turco, l’uso di gas lacrimogeni durante un’operazione militare contro il PKK nell’Iraq settentrionale. Questa è una vera e propria violazione della Convenzione sulle armi chimiche e dovrebbe essere perseguita legalmente dalla comunità internazionale.
Per raccogliere informazioni su questo incidente e su altri casi di presunto uso di agenti chimici durante le operazioni militari nel Nord Iraq, l’IPPNW di Svizzera Germania hanno condotto una missione dal 20 al 27 settembre 2022 nel Nord Iraq. Nel corso di questa missione sono state trovate prove indirette di possibili violazioni della Convenzione sulle armi chimiche.
Il materiale rinvenuto nei pressi di un’area abbandonata dall’esercito turco comprendeva contenitori di acido cloridrico e candeggina, che potrebbero essere utilizzati per produrre cloro, un classico agente di guerra chimica.
Nello stesso sito sono stati trovati contenitori per maschere antigas che proteggono dalle armi chimiche.
Un video mostra i soldati turchi mentre preparano un dispositivo improvvisato di pompaggio del gas vicino a una grotta utilizzata dai combattenti del PKK.
Sebbene nulla di tutto ciò rappresenti una prova definitiva dell’uso di armi chimiche, esso richiede ulteriori indagini indipendenti.

Da quando, nell’aprile 2021, l’esercito turco ha intensificato le attività militari contro il PKK nell’Iraq settentrionale, è stato ripetutamente affermato che l’esercito turco stia usando armi chimiche in combattimento.

La maggior parte di queste accuse riguarda l’uso di sostanze chimiche contro i combattenti, ma è stato riportato almeno un incidente in cui una famiglia di agricoltori civili è stata attaccata durante il lavoro nei campi con quello che pensavano fosse un agente chimico.

Tuttavia, finora sono state prodotte pochissime prove concrete a sostegno di queste affermazioni. Durante un viaggio nel Nord dell’Iraq nel settembre 2022, due specialisti hanno indagato sulle accuse per conto di IPPNW Svizzera e IPPNW Germania. I membri del team erano Josef Savary – presidente di IPPNW Svizzera e medico con oltre 40 anni di esperienza nella medicina di emergenza e di soccorso. Jan van Aken, membro del comitato scientifico consultivo dell’IPPNW Germania ed ex ispettore di armi biologiche per l’UNMOVIC, l’organismo delle Nazioni Unite che ha indagato sulle armi chimiche e biologiche di Saddam Hussein in Iraq.

Purtroppo, il Governo regionale del Kurdistan – KRG – di Erbil, in Iraq, ha negato l’accesso alla regione dell’Iraq settentrionale dove sono avvenuti i presunti attacchi. Pertanto, non è stato possibile effettuare osservazioni di prima mano nell’area in questione o interviste dirette con le vittime potenziali degli attacchi chimici.

Adesso i due esperti – Savary e Van Aken – richiedono una missione internazionale di accertamento dei fatti nella regione da parte dell’OPCW – Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche – o del Segretario Generale delle Nazioni Unite – per confermare o smentire una volta per tutte le accuse di uso di armi chimiche nell’area.

Sabato, 22 ottobre 2022 – n° 43/2022

In copertina: foto di Danielle Tunstall/Pixabay

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