martedì, Novembre 29, 2022

Notizie in breve

Siria: attacchi turchi e milizie jihadiste

redazione di TheBlackCoffee

Il Presidente dellaTurchia Recep Tayyip Erdoğan continua a minacciare di invadere altre aree curde in Siria.

Erdoğan ha informato i giornalisti che le operazioni militari potrebbero iniziare “una notte all’improvviso”. Inoltre, durante una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin, Erdoğan ha affermato che i suoi piani per creare una “zona sicura”, di 30 chilometri di profondità all’interno della Siria, sono di “massima necessità”.

Al contrario, il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, ha parlato con un alto funzionario turco ribadendo l’importanza di astenersi dall’escalation in Siria per preservare le linee del cessate il fuoco esistenti, ed evitare qualsiasi ulteriore destabilizzazione.

L’Amministrazione Autonoma del Nord e dell’Est della Siria (AANES) a guida curda ha accusato la Turchia di creare “caos in Siria” e di “sostenere il terrorismo”.

Sul campo le forze turche recentemente hanno colpito un veicolo nella città di Qamishli, uccidendo un agente di sicurezza e ferendone altri tre. Nel frattempo, le Forze democratiche siriane – SDF – hanno affermato che la Turchia e i suoi delegati siriani hanno sparato “a caso” più di 320 proiettili contro civili, istituzioni mediche e centri di comunicazione nel centro della città di Zarkan.

Le SDF hanno anche annunciato che la Turchia ha raggruppato il gruppo di miliziani di Hayat Tahrir al-Sham – propaggine di al Qaeda – a sud della città di Afrin già occupata dal 2018, per lanciare da lì attacchi alle aree curde.

L’AANES ha consegnato al Governo albanese diversi bambini e donne albanesi appartenenti a famiglie dell’ISIS. Il rimpatrio è avvenuto durante la visita di una delegazione congiunta dall’Albania e dal Kosovo.

Separatamente, le Forze di sicurezza nel campo di al Hol, dove sono controllate le famiglie dei militanti di Da’esh, hanno trovato una donna irachena decapitata: il 18° caso di omicidio dall’inizio del 2022. Le cellule dormienti di Da’esh sono state responsabili della maggior parte dei crimini avvenuti nel campo che contiene decine di migliaia di persone.

Sabato, 4 giugno 2022 – n° 23/2022

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