domenica, Marzo 03, 2024

Arte

La pittura di Ebrima Danso

L’arte oltrepassa i confini geografici, giuridici e mentali

di Laura Sestini

Ebrima Danso è un giovane di 25 anni, un ragazzone alto, che appare più grande della sua età, non solo per la mole fisica.

E’ arrivato in Italia nel 2017, dal Gambia, una nazione subsahariana che conta solo 2,6 milioni di abitanti, un passato di schiavitù, ex colonia portoghese e poi inglese, indipendente dal 1965.

Il reddito pro-capite dei cittadini gambiani si aggira intorno ai 500 dollari l’anno, mentre un terzo della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

In Gambia, la mortalità infantile è del 38.2%, di cui il 57,8% sotto i cinque anni. L’età media nazionale è di 17,8 anni, con un’aspettativa di vita – media tra uomini e donne – pari a 63,3 anni.

Sarebbe molto facile raccontare la storia di Ebrima, che nell’insieme si assomiglia a quella di centinaia di migliaia di altri giovani africani che tentano di raggiungere l’Europa con la speranza di una esistenza migliore; al contrario non gli è stato chiesto neppure un dettaglio del suo percorso di migrazione; riportiamo con più convinzione alcuni dati del suo Paese, per dare una possibilità in più – specialmente a chi rifiuta l’accoglienza di chi cerca lavoro e dignità, Governi o singoli non fa differenza – per comprendere le motivazioni di quei lunghissimi e pericolosissimi viaggi che tutti questi giovani, spesso anche minorenni, di 12-15 anni, hanno il coraggio di intraprendere attraverso mezza Africa, il deserto del Sahara e il mar Mediterraneo.

Il Presidente Meloni nei giorni scorsi, tra le altre, ha pronunciato una frase piuttosto contorta: “il diritto di non emigrare”. L’ha pronunciata qualche giorno dopo anche Papa Francesco, e senz’altro il significante, ovvero la rappresentazione mentale del concetto, scommettiamo che sia stata totalmente differente, rispetto all’espressione della premier. Forse si potrebbe pronunciare una frase più semplice e comprensibile per tutti, senza contorsionismi lessicali e strane negazioni: il diritto a vivere in pace e serenità nel proprio Paese di origine – comprensivo del diritto di espatriare come scelta personale e non obbligata dalle circostanze di povertà, di conflitti, di autoritarismi, di persecuzioni politiche, religiose, eccetera – motivazioni reali e plausibili per ambire a qualcosa di migliore, almeno una visione futuribile.

Il giovane Ebrima racconta di sé che già da bambino amava disegnare, attività che adesso pratica per rilassarsi, per passare il tempo quando il lavoro non c’è, per non perdere la memoria di ciò che ha vissuto di persona durante il suo viaggio. Una maniera per raccontare le sue dure esperienze senza doverle spiegare con le parole. Uno dei temi suoi preferiti da dipingere sono i paesaggi naturali della bellissima Africa.

L’estate scorsa Ebrima Danso è stato ospite con le sue opere al Villaggio Globale di Riace, dove ha ricevuto molti apprezzamenti positivi.

Tra i commenti nei profili social di Riace troviamo quello di Simona Ponzù Donato, anche lei una giovane artista, a Riace con il fratello Paolo che nel Festival estivo che ogni anno si organizza nel piccolo borgo calabrese ha presentato un proprio libro titolato Magog, che tratta di migrazioni. Il post è datato 9 agosto 2022.

“[…] Poi ha parlato un’artista bravissimo, Ebrima Danso, che io non conoscevo e che ho avuto l’onore di ascoltare in un intervento a chiusura della presentazione. Ho trattenuto le lacrime con tanta difficoltà.

Parlava dei colori Ebrima, di come sono tutti diversi, eppure quando ci vestiamo li indossiamo tutti insieme, e di come ogni cosa è più bella quando la diversità si mescola. Ha detto che la paura c’è quando siamo tutti separati, ma quando i nostri cuori stanno insieme tutto si supera e si vince.

Ebrima ha una mostra in corso lì a Riace. Da artista devo dire che i suoi quadri mi hanno sconvolta per la loro bellezza e per la loro enorme carica e forza. I suoi quadri parlano dell’Africa, parlano delle prigioni in Libia, parlano della sofferenza enorme che si attraversa per cercare una nuova vita, parlano di quanti fratelli e sorelle che sono morti nel cammino, ma parlano anche di speranza.

Ebrima dipinge con straordinaria sensibilità e grande talento la realtà, ma ve la mostra coi suoi bellissimi occhi scuri e profondissimi, gli occhi di una persona che ha tanto sofferto e che ha tanto da raccontare.

Andate a trovarlo, sarà un’esperienza che non potrete mai dimenticare e per questo non finirò mai di ringraziarlo perché ha riempito il mio cuore di realtà e bellezza e mi ha consentito di vedere qualcosa coi suoi occhi, che i miei occhi non avrebbero mai potuto immaginare.

Ebrima Danso – Le sculture in fondo al mare: “ogni anima è un universo di dignità infinita”
Foto courtesy: Ebrima Danso (tutti i diritti riservati)

Nelle opere di Ebrima Danso si riscontra una grande delicatezza, nonostante la drammaticità delle scene. Un tratto essenziale ma molto espressivo, dove i soggetti pare abbiano da dire qualcosa e di poter sentir la loro voce da un momento all’altro; sono immobili, eppure vitali. La sensibilità di Ebrima, sottolineata anche da Simona nel suo commento, si percepisce nelle tante espressioni delle persone da lui rappresentate.

Il giovane ragazzone gambiano è un po’ intimidito dalla curiosità che hanno generato i suoi quadri, ed alla nostra videocall risponde più con sorrisi di sorpresa che con parole esplicite, seguiti da numerosi grazie ai meritati compimenti ricevuti.

La retorica politica contro le persone straniere in arrivo verso l’Europa – la cosiddetta (falsa) emergenza migranti – è man mano divenuta sempre più arrogante, restrittiva, incarognita; eppure basterebbe davvero poco per tendere una mano che aiuti “a raggiungere la riva”.

In attesa di una nuova esposizione delle pitture dell’artista – forse allestita a Vicofaro, la comunità di Don Biancalani a Pistoia – per ricompensare il talento del giovane Ebrima si può valutare di acquistare un dipinto. Chi è interessato prenda contatti con redazione@theblackcoffee.eu.

Sabato, 25 marzo 2023 – n° 12/2023

In copertina: Ebrima Danso – La barca dei salvati, verso l’accoglienza o il rifiuto – Foto courtesy: Ebrima Danso (tutti i diritti riservati)

Condividi su: