martedì, Giugno 28, 2022

Arte, Cultura

La Fiumara d’Arte

Quando la bellezza vince sull’incuria

di Laura Sestini

La Fiumara d’Arte è un progetto dedicato alla bellezza artistica che si unisce al territorio che la accoglie.

Inaugurata ufficialmente ad ottobre 1986, il suo visionario ideatore è Antonio Presti, allora giovane imprenditore, successo alla scomparsa del padre alla guida dell’azienda di famiglia. La prima opera, collocata alla foce della Fiumara di Tusa, in provincia di Messina – e titolata La materia poteva non esserci dell’artista trapanese Pietro Consagra – fu posizionata al di sotto dei giganteschi piloni dell’autostrada, e dedicata proprio al genitore scomparso nel 1982.

Il museo open air della Fiumara d’Arte da allora ha abbracciato un territorio piuttosto ampio all’interno della provincia messinese, inserendosi tra i più grandi Parchi artistici d’Europa. Nel 1991 – a seguito di numerose cause legali nelle cui Presti fu coinvolto con l’accusa di ‘abuso di suolo pubblico’ – nasce anche l’Atelier sul Mare, un albergo che si affaccia sulla costa di Castel di Tusa con le camere differenti l’una dall’altra – magnificamente decorate da artisti di più correnti di ispirazione – ognuna con un proprio titolo che rappresenta l’opera d’arte, dimensione che avvolgerà totalmente il viandante.

La storia e l’idea della Fiumara d’Arte si rivela avere un grande valore etico rispetto all’incuria (ancora) vigente nel territorio messinese; tra grandi apprezzamenti del pubblico e del mondo dell’arte e tentati affossamenti delle istituzioni pubbliche, il suo fondatore Antonio Presti non si è mai lasciato intimorire dalle evidenze e dagli attacchi legali – proseguendo nella sua ricerca della bellezza, di cui ha tanto bisogno il mondo e per cui possiamo essere ampiamente grati.

La vicenda ce la racconta Antonio Presti – mecenate ed uomo di cultura – attraverso le domande che gli abbiamo posto.

Lei ha iniziato in età molto giovane con il percorso artistico-estetico sul territorio intorno alla città di Messina. Come mai ha scelto di realizzare proprio un museo all’aperto?

Antonio Presti: – “Il museo all’aperto è un bene comune condiviso con la comunità nella bellissima Valle della Halaesa – che contemporaneamente si chiama anche ‘del Tusa’, prendendo nome dal fiume che la attraversa – dove ci sono otto Comuni. In gioventù ho sentito la necessità di donare bellezza, e soprattutto di dare un futuro alla bellezza. L’aver creato e donato queste grande opere monumentali mi ha restituito il senso della vita, che io ho trovato sempre nel ‘dono’, condiviso come bene comune. E quale bene comune è più potente di quello della conoscenza, del sapere e dell’estetica? Estetica che poi è stata nutrita di etica di resistenza all’ignoranza, alla mafia, ad uno Stato a volte sordo. Questo modo di essere ‘differenza’ mi ha dato quel senso della vita che ancora oggi continua con la sua semina. Nella mia terra di Sicilia. Senza ‘anti’, senza ‘contro’, ma sempre ‘per’. E’ sempre il ‘per’ che restituisce il senso della bellezza. L’anti e il contro a volte non ripagano, con effetto di cortocircuito che non crea condivisione. Quindi ho scelto un’altra via, un altro modo. Ho scelto l’eresia invisibile della bellezza.”

La Fiumara d’Arte ha passato lunghi periodi ‘burrascosi’ di cause legali a causa del contrasto delle pubbliche amministrazioni per abuso di suolo pubblico, ma infine la bellezza ha avuto la sua rivincita. Secondo lei è cambiata la sensibilità degli amministratori, oppure è solo un tornaconto economico per attirare e offrire qualcosa in più al turismo?

A.P.: – “No, non è cambiato nulla e si è confermata la mia resistenza politica e di coerenza fino alla fine. E’ stata una vittoria politica – con la P maiuscola – del valore della bellezza e la sconfitta di politiche mediocri e mendicanti che gli amministratori di turno rappresentano a titolo pieno. Qui vinceva la mediocrità invece che la bellezza che guarda verso l’alto. Non è cambiata la sensibilità, anzi è peggiorata perché ci sono amministratori ignoranti e barbari che non trovano senso nella cultura, che hanno restituito identità ai territori solo attraverso le sagre; non sanno innestare ‘il nuovo’, non sanno trasformare la bellezza. Quindi non è cambiato nulla. Ciò che è stato forte, nella mia resistenza, ancora fino ad oggi è che gli amministratori, la mafia, l’ignoranza, le istituzioni, con me hanno perso. Questa è bellezza.”

Nel tempo Fiumara d’Arte è divenuto tra i parchi d’Arte più grandi in Europa, una grande soddisfazione, direi…

A.P.: – “Soddisfazione perché è stata restituita l’identità del territorio a livello internazionale. Oggi la comunità ignorante e mafiosa rappresentata da sindaci ignoranti, trova in questa grande opportunità solo un becero opportunismo. Io questo lo disprezzo. L’opportunità è futuro, l’opportunismo è prendere qualcosa di mediocre e questo lo sanno fare benissimo. Adesso questi otto Comuni – che grazie alla Fiumara hanno ottenuto un’identità internazionale – fanno di questa meta un uso e consumo che anche io ho voluto, perché donato alla comunità; ma ci vuole rispetto. Se non si ha rispetto, questi devono rispondere di quello che sono – dimostrando ancora mediocrità.”

Antonio Presti
Foto courtesy: Fondazione Fiumara d’Arte (tutti i diritti riservati)

Come sono stati scelti gli artisti commissionati di realizzare le opere da destinare alla Fiumara: in base al loro stile, notorietà in campo artistico, bellezza estetica delle opere?

A.P.: – “La scelta è stata su grandi artisti a livello internazionale – anche estetica di artisti che potevano creare grandi opere in funzione del paesaggio, dell’arte e della natura. Le opere della Fiumara hanno un carattere monumentale imponente e quindi bisognava avere anche la componente del gesto poetico della creatività per non violentare il paesaggio. Tutte le opere raccontano della poesia e di monumentalità, ma raccontano anche la grande carezza della natura che si riflette come impegno etico. Gli artisti che ho scelto sono chiamati anche in funzione al rapporto di conoscenza, di amicizia e di rispetto. A questi artisti ho dato l’immortalità: Staccioli con la ‘Piramide’ è immortale. Il potere del nulla nasce e finisce nel suo nulla che si illude di niente. La bellezza consegna futuro, consegna senso, consegna immortalità ad un pensiero di differenza.”

Quale è il suo fine ultimo per investire sì tanto denaro, per una regione (in senso pubblico) che si è rivelata per anni ingrata alla sua idea di arte legata al territorio?

A.P.: – “La Fiumara è un dono mio privato della mia Fondazione che spero poi di poter consegnare al futuro. L’importante adesso è proteggere questo patrimonio – questi ‘figli’ – che non posso lasciare in mano ad amministrazioni becere. Quindi l’ultimo atto che devo affrontare e lottare è consegnare il patrimonio ad una continuità. A questo scopo ho istituito la Fondazione, ma non è questa – come istituzione – che garantisce la continuità. Bisogna creare dei processi artistici e anche di condivisione per proteggere il patrimonio, e non saranno certamente amministrazioni locali o la Regione siciliana.”

Quanto la popolazione locale è interessata e apprezza i percorsi d’arte realizzati? Oppure questa rimane solo una ‘virtù’ dei turisti?

A.P.: – “Finalmente la popolazione oggi ha capito, dopo 40 anni di ignavia e di ignoranza, quanto è importante un percorso internazionale turistico e culturale, e quanto è importante anche per le piccole imprese ritrovare un’economia libera che trova senso nell’industriosità del fare. E’ questa un’economia che trova nella cultura un bene comune, e la restituisce soprattutto a quei giovani che non devono più abbandonare il territorio. Anche questo costituisce un innesto di una generazione nuova che deve trovare sempre nel fare il senso: nel lavoro, nell’industriosità, nell’artigianato, nell’alimentazione. Adesso la Fiumara, dalla gente, non è soltanto capita ma si comprende anche l’utile che possono avere da questo indotto. E quando il Ministro di turno dice che ‘con la cultura non si mangia’, da noi si dice ‘economia libera per tutti e indotto politico e culturale’.”

Infine, a seguito delle questioni legali, lei ha deciso per la costruzione di un hotel dedicato all’arte. Ottima idea, ma non crede che così si selezioni il pubblico, che naturalmente deve usufruire i servizi dell’hotel per poter ammirare le opere d’arte offerte?

A.P.: – “Il mio albergo – l’Atelier sul Mare – è un museo della contemporaneità che dona al pubblico educazione alla bellezza, che passa attraverso la fruizione della cosiddetta ‘opera d’arte’. L’artista crea queste stanze del sogno, dello stupore e della meraviglia, ma la creatività non è completa fintanto che una persona non condivide quello spazio e si abbandona allo stupore e alla meraviglia che corrispondono l’arte e la bellezza. Il museo-albergo non è un albergo classico ma un luogo dell’arte e dell’anima. Un ambiente che genera bellezza ed è dentro di essa. Successivamente, quando le persone si emozionano entro questi spazi, si passa alla conoscenza degli artisti e dei perché, quindi l’arte è vettore di conoscenza. Non bisogna dimenticare che il più grande potere che l’uomo ha è la conoscenza. Più si ‘offre’ conoscenza col cuore, più questa aumenta. Il denaro come bene comune non funziona, si indebolisce. La conoscenza quando è in comune si rafforza. Quindi più che mai in questi tempi di ignoranti e dittatura mondiale – dittatura dell’ignoranza e la schiavitù della paura – bisogna contrastare i terroristi dell’anima armandosi di diritti, conoscenza e parole. Il museo-albergo è aperto a tutti ed anche i prezzi dei servizi sono ‘politici’ e in democrazia di fruizione.”

Lei contempla anche le coordinate terrestri per le istallazioni e il posizionamento delle opere: hanno queste qualche influenza energetica sugli spettatori? Per quale motivo?

A.P.: – “Certo. La Piramide, il Labirinto sono ubicate in delle posizioni dove – come opere – hanno segnato il territorio non solo come conduttori di energia ma anche dei ‘luoghi’. Ambienti di grande magnetismo e forza. Sono aree che io scelgo per rianimare l’anima mundi che sempre deve riconsegnare il genius loci, e quindi l’emozione, l’abbandono e il valore di unità, e la visione che queste opere rimandano anche alle persone più semplici. Sicuramente queste opere – energeticamente – riflettono cuore ed emozione.

Ubicazione delle opere della Fiumara d’Arte

Sabato, 4 settembre 2021 – n° 32/2021

In copertina: Piramide – 38° parallelo, di Mauro Staccioli – Foto courtesy Fondazione Fiumara d’Arte (tutti i diritti riservati)

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