sabato, Aprile 20, 2024

Lifestyle, Società

Il presente, questo sconosciuto

Focalizzare il presente per interpretare il passato e accedere al futuro

di Giorgio Scroffernecher

Per la fisica relativistica il presente di un evento coincide con l’evento stesso. La differenza tra passato, presente e futuro è relativa, arbitraria, dunque, il presente non esiste.
Su queste affermazioni, se il lettore si sente smarrito sappia che lo sono anch’io.
Mi trovo un po’ più comodo con la psicologia e la filosofia per le quali il presente e la consapevolezza nel “qui e ora” è il faro che illumina – dovrebbe illuminare – le nostre vite faticose.

Guardati dentro e intorno, vedrai che la grandissima parte dell’umanità non frequenta per nulla il precetto: cerchiamo nel passato nutrimento per i nostri rancori, frustrazioni, dolori; mentre ci volgiamo al futuro con ansie, paure, pre-occupazioni, aspettative. Il nostro presente risulta schiacciato, corrotto, annientato. E l’infelicità assicurata.
Eppure, è falso che non siamo felici perché in passato abbiamo sofferto. Non è vero che solo in futuro potremo esserlo, magari in un altro posto, con un altro partner, un altro reddito. L’unico contatto possibile con la realtà è nel presente, qui possiamo trasformare, vivere un sano dolore o brillare di appagamento. Il passato non esiste più e il futuro è un’illusione densa di imprevedibilità.

Nelle arti marziali si insegna bene l’applicazione di questo principio di presenza nel presente. Nell’Aikido per esempio, il maestro ti chiede di essere ‘Uke’ (colui che riceve la forza) con la mente completamente vuota, silenziosa, senza giudizio e congetture; solo così, mentre ‘Tori’ (colui che proietta la forza) sferra il suo attacco imprevedibile, ‘Uke’ lo riceve nel tempo che accade, come con un presentimento, e lo neutralizza applicando la tecnica opportuna, come ispirata, non scelta. In altre parole, può accadere tutto, quello che fa la differenza è come sei presente in quello che accade.

Ma, circa il modo di stare nel presente, cosa succede sul tatami della nostra società? C’è poco da stare allegri. Statisti che guardano alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni non se ne vedono, mentre pullulano politici che guardano al prossimo sondaggio o, peggio, ai like del post su Facebook o Tik Tok. Come se la centratura nel presente e le sue criticità fossero senza passato e con la prospettiva di pochi minuti. Un esempio? L’Unione Europea da anni conduce studi e ricerche sul catastrofico impatto ambientale della nostra alimentazione basata su allevamenti intesivi, portatori di enormi danni ecologici, climatici, sanitari ed etici. Nel progetto “Novel Food” sono stati considerati potenziali nuovi cibi ricavati dagli insetti (un interessante articolo della nostra Simona Podestà qui: https://www.theblackcoffee.eu/locuste-e-champagne/) e la Commissione ha chiesto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di effettuare una valutazione scientifica. Alla positività del riscontro, ecco quello di Matteo Salvini che si guarda bene dal considerare le motivazioni della ricerca: «Polvere di grillo… No, grazie. Se qualcuno in Europa ha piacere a mangiare insetti faccia pure, per i miei figli preferisco i sapori e i profumi della nostra terra e li difendo. E voi?» certo di solleticare i suoi fan, aggiungendo «Ma andate a farvi fottere! Se questo è il futuro folle che ci prepara l’Europa, andiamocene!!!».

Nell’altro schieramento, il presente reclama una revisione di valori e progetti Dem, eppure tutto sembra ridursi alla ricerca di un nuovo segretario. Interrogato Bersani, l’ex PD risponde chiaro «Il mio candidato? Meglio chi innova di più». Giusto, ma la maggior parte di militanti piccoli e grandi considerano la più giovane e interessante candidata, poco corrispondente alla storia del partito. Una storia finita nel silenzio del presente.

La politica sembra pervasa tutta da una vecchia e puzzona fedeltà allo “Status quo”, invece che di un appassionato “Hic et nunc” (qui e ora) come suggerisce Orazio con il suo principio del “Carpe diem” (cogli il presente), scintilla per chi vuole risolvere i problemi, non crearli.

Nel frattempo Uto Ughi al secolo Bruto Diodato Emilio Ughi, celebre violinista, si è rivolto al miglior gruppo musicale mai offerto dall’Italia al mondo con queste parole: «I Måneskin sono un insulto all’arte e alla cultura». Un vero e malinconico rifiuto del presente da accettare almeno come attualità.

A Uto e ai noiosi tardoni conservatori di ogni colore, offro le parole attribuite al più grande creativo di tutti tempi circa la possibilità, nel presente, di creare un futuro nuovo, magari migliore.

«Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. Se credi che i tuoi pensieri abbiano qualcosa a che fare col tuo futuro e il 90% di quei pensieri sono esattamente gli stessi del giorno prima, allora la tua vita o il tuo futuro non cambieranno molto, questo perché gli stessi pensieri portano sempre alle stesse scelte, le stesse scelte portano sempre agli stessi comportamenti, gli stessi comportamenti creano le stesse esperienze e le stesse esperienze producono la stessa realtà». Albert Einstein

Sabato, 28 gennaio 2023 – n°4/2023

In copertina: immagine grafica di Stefan Keller/Pixabay

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