venerdì, Settembre 30, 2022

Ambiente, Società

Il canto delle cicale

Il saluto di fine estate

di Miriam Maddaloni

Di questa estate ricorderemo molte cose, dal caldo torrido estenuante, alla siccità preoccupante ad un turismo ballerino e trattenuto, la caduta di un governo in un momento già molto delicato di emergenza sanitaria, dovuto alla crisi del Covid e la guerra tra Russia E Ucraina, che sta portando gravi conseguenze e periodi di crisi per il Paese.

Ma ci ricorderemo anche di una cosa molto più piacevole, il frinire assordante delle Cicale che ci ha accompagnato nelle calde giornate d’estate. A qualcuno sarà capitato di sentire il loro fragoroso canto, che quest’estate quasi stordiva; forse anche loro percepivano un cambiamento, una situazione climatica non proprio normale, ma che, forse, purtroppo potrebbe diventare la normalità negli anni a venire.

Ma conosciamo un po’ più da vicino questi insetti canterini.

Le cicale appartengono all’ordine Hemiptera, delle superfamiglie Cicadoidea e Cicadidae – la stragrande maggioranza delle cicale – o Tettigarctidae, con solo due specie. Le cicaline, cimici e pidocchi saltellanti sono parenti stretti della cicala.

Gli emitteri sono diversi dagli altri insetti, in quanto sia la ninfa che le forme adulte hanno un becco chiamato rostro, che usano per aspirare fluidi chiamati xilema dalle piante con cui si nutrono.

Il corpo di una cicala è composto da testa, torace e addome; la testa presenta due antenne, due occhi composti, tre occhi semplici, un clipeo che collega il becco alla testa.

Il torace è dotato di due serie di ali – anteriori e posteriori – sei serie di zampe, spiracoli per respirare, opercoli che coprono il timpano

Le cicale iniziano la vita sotto forma di piccolo uovo, che la femmina deposita in un solco di un ramo di un albero, usando il suo ovopositore. Il solco, offre riparo e lo nutre con i fluidi degli alberi. Questi solchi possono anche uccidere i piccoli rami.

Una volta che la cicala si schiude dall’uovo inizierà a nutrirsi. In questa fase la cicala assomiglia a una termite o una piccola formica bianca. Una volta che la giovane cicala è pronta, striscia dal solco e cade a terra dove scaverà, fino a trovare radici su cui nutrirsi.

Inizia con piccole radici, fino ad arrivare alle radici dell’albero ospite. Pensate, che la cicala rimane sottoterra dai 2 ai 17 anni a seconda della specie. Sottoterra hanno una vita attiva, scavano tunnel e si nutrono e non dormono, o ibernano.

Dopo un lungo periodo le cicale risalgono dal terreno come ninfe arrampicandosi sulla superficie disponibile più vicina, solitamente una piana, iniziando a perdere il loro esoscheletro di ninfa.

Liberatesi della vecchia pelle, le loro ali si gonfieranno di liquido e la loro pelle adulta si indurirà.

Una volta che le loro nuove ali e il loro corpo sono pronti, dopo tanta fatica possono iniziare la loro breve vita adulta, che dura dalle tre alle sei settimane.

Le cicale adulte chiamate anche imagoe, trascorrono il loro tempo sugli alberi alla ricerca di un compagno. Sono i maschi a cantare, emettondo suoni molto striduli, per attirare le compagne. Questi suoni vengono emessi grazie a strutture che hanno ai lati, che funzionano come casse di risonanza. Quando le femmine rispondono, l’accoppiamento inizia e il ciclo della vita ricomincia.

Il suono delle cicale è considerato uno dei più forti al mondo. Il suo registro è più alto di quanto comunemente implica un concerto rock and roll: 115 decibel. Basti dire che un rumore è doloroso per una persona da 120 decibel in su.

Esistono tre tipi di cicli di vita della cicala.

Annuale: le specie di cicala con cicli di vita annuali emergono ogni anno, ad esempio, le cicale di palude, negli Stati Uniti e le Green Grocers in Australia.

Periodico: le specie di cicale con cicli di vita periodici emergono insieme dopo lunghi periodi di tempo, ad esempio le Magicicada septendecim emergeranno ogni 17 anni e sono organizzate in covate che corrispondono alla serie di anni in cui emergono.

Protoperiodica: le specie di cicala con cicli di vita protoperiodici potrebbero emergere ogni anno, ma ogni tanti anni emergono insieme in gran numero, a seconda di fattori, come la vicinanza ad altre specie e l’accumulo di precipitazioni.

Come per molti altri insetti, anche la cicala ha un alto numero di predatori, uccelli, formiche, ragni, rettili e alcuni piccoli mammiferi. Dovrà scappare dai predatori, nutrirsi in grandi quantità per poi accoppiarsi- “la sua missione” – dopodiché le femmine deporranno le uova a terra per poi morire.

Vi segnalo alcune curiosità su questi interessanti insetti.

Le femmine hanno sviluppato il meccanismo di identificazione del maschio nei suoni forti, per cui quando c’è un rumore simile nelle vicinanze, per esempio un tosaerba, le femmine ne sono naturalmente attratte e se ne vanno. I maschi le seguono, nel loro desiderio di corteggiarle.

Grazie al processo di muta, questo insetto ha assunto una forte valenza simbolica nell’immaginario comune. L’uscita dal suo involucro infatti, tende ad essere associata ad un significato di rinascita e della vita oltre la morte. Diviene un simbolo di un forte significato di bellezza e resurrezione, insieme a quello della frivolezza e della spensieratezza, come l’estate dove tutto appare più leggero e magico.

Gli scienziati hanno studiato le cicale per risolvere problematiche dell’uomo. Questo perché le ali delle cicale in tarda età sono ricoperte da una meraviglia dell’ingegneria naturale: minuscoli nanopilastri uniformi che respingono l’acqua, uccidono i batteri e si autopuliscono. Le ali che uccidono i germi sono fonte di ispirazione per chimici e ingegneri che vogliono sfruttare proprio questa proprietà.

Alcuni ricercatori hanno come obiettivo quello di progettare lo stesso meccanismo delle cicale sui pannelli solari. Altri studiosi dell’University College di Dublino sono rimasti affascinati dalle superfici antibatteriche essenziali per lo sviluppo della scienza biomedica. 

Un insetto pieno di significato e fonte d’ispirazione e di studi, che, speriamo porti l’uomo alla creazione di qualcosa che possa essere di aiuto per questo pianeta e i suoi abitanti.

Ed io, Vi auguro una buona rinascita, per questa nuova stagione che si sta preparando ad arrivare.

Sabato, 17 settembre 2022 – n° 38/2022

In copertina : la muta della cicala – Foto: Bluegate/Pixabay

Condividi su:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi