giovedì, Giugno 13, 2024

Lifestyle, Società

Gabriel-ino Princip-ino

Oltre al silicone ci vorrebbe di più

di Samanta Giannini

Noi nate negli Anni ’70 sappiamo bene cosa significhi sognare il Principe Azzurro. Svezzate a pane e Cenerentola, cresciute a tea, biscotti e John John Kennedy, maturate a suon di Pretty Woman, ci siamo convinte che quello fosse, seppur un pochino edulcorato, una sorta di sogno realizzabile. Ora, a distanza di decenni e con il senno di poi, sarei pronta a scommettere che alcune di noi quasi, quasi, rimpiangerebbero i fidanzamenti per procura.

Nel secolo della decadenza delle monarchie, milioni di ragazzine, ragazzotte e sposine pentite, appartenenti a questo globo (almeno così ci dicono) terracqueo, hanno, anche se pur per un attimo – più o meno fuggente – pensato che il Principe potesse essere sostituito dalla rockstar di turno. In “Sposerò Simon Le Bon”, perla della cinematografia Anni ’80, dove anche un paio di pattini a rotelle avrebbero potuto recitare, il messaggio era chiaro, chiarissimo. Quel biondone inglese aveva tutto ciò che una donna potesse desiderare in un principe azzurro: altezza (che fa sempre mezza bellezza), occhione languido (che fa tanto va la gatta al lardo), fisichetto niente male (che fa piatto ricco mi ci ficco), soldo (che fa e stop) e per ultima, ma non meno importante, uno spiccato appeal sessuale (che fa quel “che te lo dico a fa”).

Certo che, per molte, passare da “che sogno” a “che tragedia”  è stato ‘n attimo, eh, e molte ancora questo vizio non lo hanno ancora perso. Ora il perché ed il per come questa attitudine tutta femminile, pur barcollando, stia ancora in piedi è stato affrontato, discusso, sviscerato dalla shenzah a più riprese. Tra chi sostiene sia una questione ormonale e chi ritiene sia un retaggio socioculturale, sarà che ormai degli esperti mi fido più ben poco, personalmente salto le motivazioni e vado alle soluzioni.

E quindi come fare? Dove andare a cercarne uno? A svelar l’annoso arcano ci viene in aiuto una bionda e bella ragazzotta americana, Karley Sciortino, esperta, anzi espertissima (bon per lei!) in relazioni sessuali.

Ora, non che a noi, le sex situationships ci siano mancate, questo va detto, però lei ne annovera, per sua stessa ammissione, un gran bel botto numerico e a quanto traspare dal suo blog, la sua è stata, è, e – finchè Dio le dà la verve – sarà, una mission; una sorta di raccolta dati senza limiti di “genere”, con – a detta sua – obiettivi, che non siano solo quelli delle telecamere con cui spesso prende appunti e poi credo sbobini succulente informazioni!  

Foto:Med Ahabchane/Pixabay

Conoscere sé stessa e combattere lo slut shaming – in italiano tradotto con un semplicissimo ed efficacissimo “stigma da sgualdrina”–  sia stato il vero scopo del suo immolarsi alla causa. Noi ci fidiamo sulla parola ovviamente.  Non sono persona invidiosa io, ma a lei invidio questa sua dedizione per lo studio, “matto ed eruditissimo”,  dei  “fenomeni”!  Noi decisamente più svogliate ci siamo fermate giusto a banali e misere classifiche su ciò che passava il convento e per molte di noi è stato già più che sufficiente! Ma del resto di Giovanna D’Arco c’è n’è stata una e….tutte le altre se ne son ben guardate! Quella di Karley Sciortino è decisamente  una immensa banca dati da far invidia alla Pfizer, Moderna e “per aspera ad Astra”_Zeneca, che, diciamocelo, sotto gli occhi di tutti (beh forse a qualcuno ancora ‘sto dettaglio sta sfuggendo) son state delle grandi figlie di “data”.

Ora, detto in confidenza, io non penso mica alla estenuante fatica di questa cow girl; penso invece a tutte quelle che si sono sparate lunghi viaggi in Oriente, tra gastrointeriti e zanzare, sfiancanti ed estenuanti sedute di meditazione, rebirthing, trance dance, chi da Osho e chi da Sai Baba! Penso anche a quante paccate di soldi le signorine in cerca di profondità avrebbero potuto risparmiare, nonché forse pure guadagnare con “quel” tipo  di “ricerca”, se e solo se (senza accento) avessero seguito le orme della Sciortino. Vabbeh, oramai è andata. Ma ora voi direte, giustamente, che ce frega a noi delle faccende “intime” di una “brillantona” d’oltreoceano? Ah beh a me personalmente un cisterna ricca di niente, non fosse che la nostra amica tra tutti quelli con cui ha “collaborato” in questa ricerca del suo Sé più profondo, ha scelto (o le hanno proposto, vallo a sapè) Gabriel –  robot sessuale!

Quei filibustieri del Fatto Quotidiano, sempre al pezzo sulle notizie che contano – e io che li snobbo sempre – già ne parlavano a Febbraio del 2017, peccato che l’accesso all’articolo risulti depennato. Cerca e ricerca, in Italia, a quanto pare, a parte i grillini, sembra non ne abbia parlato approfonditamente nessuno. Ma porca miseria una volta che davvero c’è qualcosa di interessante su cui porre l’attenzione, non la si diffonde. Brutto vizio della stampa mainstream! Cerca che ti ricerca finisco in Spagna. Aiaiai tengo que traducir la lengua de los toreros! Mi dispero per questo? MaSsìe (traduzione dal toscano “niente affatto”) quei mesi passati a vivere ad Ibiza un segno lo hanno lasciato… anche sul curriculum “linguae”!

Su www.culturainquieta.com, Karley ci fa sapere che  “Estos muñecos son de silicona 100%, lo que hace que el pene se sienta increíblemente realista. Por momentos era indistinguible de uno real”, ovvero pare che  Gabriel (e tutti i suoi possibili cloni futuri, esperemos !) sia ricoperto da silicone al 100% e  che in alcuni momenti (beh meglio di nulla cavallo zoppo), il suo  ammennicolo, sia indistinguibile da uno reale. Oh queste sì che sono ottime notizie! Un po’ meno ottima per le amanti del maschio glabro; eh, la Sciortino ci tiene a precisare che Gabrielito non si fa la ceretta! Eh vabbeh dai, “ni” si farà la lametta! Le foto che ritraggono Gabriel, sono poche e scarsamente espressive; in una la posa è decisamente intellettuale, steso sul letto, occhiali sul naso e libro di cortesia, ci mostra un bel manzetto, per i miei gusti un po’ troppo pocket, li prediligo più bistecconi ma fa niente; in un’altra, lui è in piedi sul letto, nudo, come costruttore lo ha fatto ma, ahime, proprio lì dove, si presume si debba passar di lametta è tutto sfocato (mai ‘na gioia) . Sulla “30ina” il nostro Gabriel; e non sono centimetri ! 

“Definitivamente no es lo mismo que tener relaciones sexuales con una persona real” Tradotto : “ Non si può certo definire, questa, la stessa relazione sessuale che si ha con una persona reale”. Che pacchia, ma lo volesse il cielo! Niente bugie, niente sotterfugi, niente poliamori, niente balle spaziali che fanno saltare gli appuntamenti, niente più gaslighting,niente più spettri narcisistici, nessun impegnato, accasato, affigliato! Niente, niente, niente, niente di tutto ciò: Dio c’è e ora ne ho le prove!

Dove si compra? Quanto costa? Boh per ora non ho approfondito la ricerca, ma se volete mi impegno eh! Scrivete pure in redazione.

Ad ogni modo, non credo che il costo sia proprio, proprio economico. Voci di corridoio, parlano di 35.000/40.000 Euro, con una, non ancora bene specificata, possibilità di personalizzazione; il ché detto tra noi mi pare un costo equo per un investimento di questa portata.

Non abbiamo 40K per acquistarlo? C’è sempre il prestito. Già me lo immagino il colloquio con il direttore di banca: “Buongiorno Dottore, sono X, avevamo appuntamento per il prestito”; “Prego Signora si accomodi, mi dica: a cosa Le servono questi soldi?”. Eh si perché quando andate in banca, oltre a verificare se mai avreste la possibilità di averlo, il prestito intendo, dovete specificare, al direttore di turno, anche come li volete spendere ‘sti du spicci; altrimenti “stecca”! Meglio andare dritte al punto e non tergiversare: “Devo acquistare un uomo”. Silenzio di tomba. Lui, el jefe de la Caixa, ex belloccio di quartiere, Romeo er più bello der Colosseo, “palleggiatore” del giovedì, dagli amici soprannominato Er Trivella, sgrana gli occhioni blu ed esterna un “Mi scusi, temo di non aver compreso la finalità della Sua richiesta di prestito”. La Signora: “No, no, Ha capito bene! Devo comprare un uomo robot e non ho abbastanza soldi”.

immagine: Daniel Steinke/Pixabay

Ecco, conoscendo la curiosità morbosa di certi maschi, che a cose normali sulle vicende femminili non gli appartiene, quando si parla anche solo alla lontana di qualcosa che potrebbe riguardarli (i soldi, che siano loro o li abbiano per procura ), scattano come centometristi alle Olimpiadi; padri, mariti, direttori di banca son tutti uguali. Ma che te frega a te di sapere cosa ci faccio? “Eh no Sa è fondamentale sapere la finalità del prestito. Scusi Signora se mi permetto, ma che ora vendono uomini robot? Ma Lei, così piacente non ne trova uno vero?”

Ecco fatto! Già si comprende che quel prestito non ci verrà concesso e probabilmente dovremmo trovare una banca il cui responsabile sia Donna, perché  ad un lui di turno, una povera crista deve elencare pedissequamente tutte le virtù di tale oggettino mentre con una “lei” almeno questo passaggio se lo  risparmierebbe. Una “lei” non farebbe domande, capirebbe al volo l’immensa utilità del prestito. Domande, difatti, che non ha fatto nemmeno Fabiana, quando le ho accennato che, seppur in ritardo rispetto alle blasonate testate giornalistiche, avevo scovato questo singolare “elettro”- “domestico”.

L’entusiasmo è andato alle stelle: “Un (non) ci posso crede! Ma Davero? Ma questa è una notizia fantastica bì (bimba)! Ma voi (vuoi) mette un omo che s’accende e si spenge? “Un (non) ha prezzo!” “Oh Fabi, ma che s’accenda e si spenga un è nulla ! Pare si possa pure personalizzare. Ma ti rendi conto? A parte le prestazioni basic, quelle per cui è al momento stato costruito, che un si buttan via per carità….ma pensa se disgraziatamente, anche solo come optional, “ni ci si pole fa” mette dentro il programma “Aggiustatutto” o quello “supermercato senza lista e senza foto” o un generico programma “Colloquio”. Siamo sellate a vita!!”

Fabiana:  “Ma te sei matta! “Quel che ci sa” (quello che abbiamo) va venduto per comprallo, st’affare! Si, si “colloquio” va bene, “intelligenza” ci costerebbe troppo. Ma per te “tuttofare” puoi anche non metterlo, te la cavi su tante cose!” Io: “ Eh sì, ma mi sarei anche sfavata (stancata) di cavarmela. Guarda, io rinuncio a “colloquio”, tanto ci sono abituata, ed investo invece in aggiustatutto, dall’idraulica alla carpenteria!”

I maschi già li sento borbottare: “Eh,sì, ma mica potrà mai fare quello che riesco a fare io a letto!” disse il sedicente  trapezista del cirque du pornò de whatssapp!! “Eh ma poi non c’è rapporto umano” – disse il mentitore seriale. “Eh ma poi non c’è il gusto di conquistarsi”– disse il pescatore a strascico. “Eh ma poi non ci puoi costruire qualcosa” – disse l’esperto in demolizioni.

Dell’agenda 2030, 40 o 50 che sia, tra case green, sistemi domotici, macchine elettriche, casse automatiche, valuta digitale, vaccini e guerra nucleare, molte di noi non vorrebbero un bel niente, ma su Gabrielino Principino, forse, forse ce lo facciamo….. un pensierino!

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Sabato, 25 maggio 2024 – Anno IV – n°21/2024

In copertina: foto di Canvas

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