venerdì, Marzo 01, 2024

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Carola Rackete candidata per le elezioni europee del 2024

Esponente indipendente per Die Linke – la sinistra tedesca

di Nancy Drew

Carola Rackete, in Italia è ben nota con il soprannome “la Capitana”, a causa della diatriba tra lei e l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, da cui ne è scaturita una lunga causa legale.

La donna, nonostante i suoi 35 anni, riporta nel suo curriculum molte attività marittime e scientifiche, tra cui essere stata la Comandante della Sea Watch 3, un natante battente bandiera olandese utilizzato per la ricerca, nel 2019, di migranti alla deriva nel Mar Mediterraneo.

L’episodio che elevò la Capitana alle cronache internazionali fu la forzatura al blocco delle autorità marittime italiane, per sbarcare a Lampedusa, nel giugno 2019, una quarantina di migranti soccorsi in mare, dopo aver ricevuto un rifiuto dai francesi. L’azione le costò un arresto di quattro giorni, poiché proprio a partire dallo stesso mese, il ministro Matteo Salvini aveva provveduto alla chiusura dei porti alle ONG attive lungo la rotta mediterranea.

Laureata in Scienze nautiche in Germania e in Gestione della conservazione ambientale nel Regno
Unito, l’esperienza dei salvataggi nel Mediterraneo di Carola Rackete è stata un intermezzo tra le varie spedizioni in Antartide e Artico, dove si occupa a tempo pieno di cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici saranno anche il cuore della sua battaglia politica, per cui sarà candidata al Parlamento Europeo per elezioni del 2024, esponente di punta del partito tedesco Die Linke – La Sinistra – movimento che sta attraversando una profonda crisi, dopo la scissione di ottobre, quando Sahra Wagenknechtvice presidente del Partito, insieme ad altri parlamentari, è si ritirata dal Bundestag per fondare un movimento separato, che prende attualmente il suo nome. Un vero shock per la politica teutonica. Un neo-partito già ridenominato populista di sinistra.

Presente a Firenze al Festival Eredità delle donne 2023, Carola Rackete – intervistata da Tonia Mastrobuoni – racconta che recentemente in Germania ci sono stati diversi “terremoti” politici e lei sarà una candidata indipendente insieme al partito Die Linke. A suo avviso la scissione del Partito è una divisione salutare.

La candidatura è legata a Die Linke perché ha una posizione pro-migrazione, giustizia climatica, diritti ambientali e sociali. Secondo le sue parole, il problema principale del Partito è stata la lunga presenza di soggetti che pensavano tutto il contrario rispetto al programma di base e le istanze principali. Quindi, con l’espansione della destra in Europa, è assolutamente necessario difendere la presenza del Partito, che può ripartire da quel programma originale.

Il logo del partito tedesco Die Linke

«Attualmente ci sono alcuni spostamenti tra i partiti in Germania – racconta Rackete. Molti dei nuovi aderenti a Die Linke arrivano dai Die Grünen – i Verdi – e sarebbe un peccato distruggere tutto ciò che è stato costruito negli anni, anche in termini di struttura politica e di finanziamenti. Oltretutto Die Linke è legato a molti movimenti sociali, come la Fondazione Rosa Luxemburg. Dopo la scissione l’agenda è più chiara, con una nuova direzione, che già da sola giustifica l’aumento dei sostenitori».

«I Verdi possono sentirsi traditi dal Governo socialdemocratico di Scholtz – continua la studiosa ambientalista – che si è spostato a destra su alcuni argomenti. Adesso ci troviamo davanti a questo indirizzamento verso la destra, attivo non solo in Germania ma anche altri Paesi europei. Il partito Socialdemocratico tedesco è un partito storico, guidato da Scholtz, un conservatore dalla linea dura che sta sbagliando direzione, anche facendo accordi con Giorgia Meloni, che invece è molto capace ad interfacciarsi con i leader europei. Questo però non sarà il futuro dell’Europa che ci può rappresentare, un futuro di distruzione. Dai cittadini, l’Europa è spesso percepita come lontana, dove vengono prese delle decisioni il cui impatto sulla vita comunitaria non è così chiaro. Oltre a livello europeo, anche in altre Regioni ci saranno le elezioni nel 2024, ed è probabile che la destra avanzi ancora. Noi non dobbiamo dimenticarci dei nostri principi ed essere fermi su essi, ricordandoci che dell’immigrazione abbiamo bisogno: in Germania orientale, dove le aree rurali sono completamente spopolate, c’è bisogno di persone. Inoltre è necessario applicare delle leggi progressiste e capire come risolvere la situazione ambientale».

Ci sono molti nessi tra i cambiamenti climatici e le migrazioni, una reale escalation della crisi climatica. E non solo nei posti lontani, basta soffermarsi sulle recenti inondazioni nelle provincie di Firenze e Prato, che hanno causato nove morti.

Inoltre, ci sono le ondate di calore, evidenti anche in Europa. L’aspetto più semplice del cambiamento climatico sono proprio queste, che danneggiano l’agricoltura e minacciano la sicurezza alimentare, abbassando i livelli dell’acqua, causando problemi alle popolazioni, non solo con uragani e alluvioni ma con un processo più lento ed inesorabile.

Gli agricoltori, prima autosufficienti, adesso sono costretti ad evacuare altrove, verso i centri urbani, ed anche superando i confini di altri Stati, perchè non hanno più mezzi di sussistenza. Secondo le Nazioni Unite questo processo riguarderà milioni di persone che forzatamente dovranno cercare altri territori dove vivere. «Queste persone non hanno alcuna protezione internazionale – afferma Rackete. E’ necessario quindi trovare una soluzione a questo movimento, ai migranti climatici che, quando è stato istituito l’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1950, non erano stati contemplati, allora inimmaginabili i problemi ambientali, e quindi esclusi dalla Convenzione di Ginevra. Ma principalmente è obbligatoria una soluzione alla crisi climatica, che gradualmente interesserà tutti».

I negazionisti della crisi ambientale sono spesso politicamente di destra. In Germania, per l’estrema destra i nemici sono i Verdi.

«C’è una campagna della destra contro l’ambientalismo molto forte. La destra è completamente opposta a qualsiasi progresso, in primis penso alle lotte delle donne – afferma Carola Rackete – i diritti dei trans, e naturalmente tutti loro sono contro le migrazioni e le politiche ambientaliste. A Bruxelles ci sono 25 mila persone che fanno lobbying per le aziende. Sono così potenti che non hanno fatto passare il regolamento sui pesticidi (glifosato ecc.), con il blocco voluto dalla destra che ha attaccato fortemente il Green Deal, un percorso che non è sufficiente sulla tutela ambientale, ma di meglio al momento non abbiamo. La destra ha annacquato tutte le politiche ambientaliste e le vuole cancellare completamente a livello europeo. Quindi, adesso i due temi più urgenti sono le migrazioni e l’ambiente. Per questo sono così importanti le prossime elezioni europee. Avremo, o giustizia climatica e diritti umani salvaguardati oppure, in alternativa, l’estrema destra».

A Carola Rackete viene chiesta anche un’impressione sulla attuale guerra a Gaza.

«Una cosa che pensavamo fosse superata, dopo la Seconda Guerra Mondiale, era proprio la guerra, invece adesso è vicina all’Europa, e anche a Gaza, per cui ci siamo dovuti ri-abituare alla parola genocidio, che soprattutto in Germania fa tuttora molto male».

La Germania, sulla guerra israeliana su Gaza ha una posizione molto particolare, che ha fatto spaccare anche il movimento Fridays for Future, a cui Carola Rackete guarda con grande attenzione. Una parte di Fridays for Future ha preso le distanze da alcune dichiarazioni filopalestinesi, fatte da altri membri del movimento, tra cui Greta Thunberg.

«La situazione in Germania è sempre in relazione all’Olocausto, e all’antisemitismo, ancora presente. Però questo argomento non dovrebbe essere divisivo per il movimento ambientalista, per la lotta per il clima. Per quanto riguarda la guerra su Gaza abbiamo dei dati evidenti: c’è Hamas, un movimento terrorista da un lato, e un governo di estrema destra dall’altro. Non credo che aiuti concentrarci su un aspetto così divisivo, semmai su qualcosa che abbia un impatto, una posizione chiara, magari su situazioni locali che spesso non sono coperte dai media. Qui ne avete una, la storia della GKN, che ha ispirato tantissime persone in altri paesi, e anche in Germania. Un’azienda di licenziati, occupata da due anni, che gli operai tentano di riconvertire in un’azienda green, che produca pannelli solari e cargo-bici elettriche. In Germania adesso c’è un’alleanza dei lavoratori del settore dei trasporti con gli attivisti di Fridays for future, un ottimo esempio per dimostrare come si può lavorare insieme per perfezionare le condizioni di lavoro e migliorare il sistema dei trasporti. Esempi di alleanze che si possono creare anche per la giustizia climatica».

Durante il soggiorno a Firenze, Carola Rackete ha incontrato nella fabbrica occupata gli ex-operai GKN; sul palco del Festival indossava orgogliosamente una felpa del Collettivo di fabbrica.

Carola Rackete ha pubblicato più libri sul tema ambientalista.

Sabato, 2 dicembre 2023 – n° 48/2023

In copertina: Carola Rackete – Fermo immagine da video

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