mercoledì, Ottobre 14, 2026

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I Paesi Baschi nonostante gli ostacoli

Parla l’eurodeputato Pernando Barrena

di Devriş Çimen

Rispetto ad altre regioni, i Paesi Baschi sono la regione autonoma più attiva politicamente dello Stato spagnolo per quanto riguarda quella che a volte viene definita una politica di “federalismo senza nome”.

In risposta alla repressione e all’esclusione sistematica imposte dal dittatore Francisco Franco, che comprese misure che andarono dal divieto della lingua basca ad altre forme di persecuzione, il popolo basco fece ricorso non solo alla lotta armata, ma anche a numerose forme di lotta politica. In passato, è stato loro impedito di partecipare alla vita politica, i loro politici sono stati arrestati, le loro candidature sono state limitate e i loro partiti furono chiusi. Una delle figure che è stata testimone, imputato e vittima di questo processo e dei suoi sviluppi è Pernando Barrena, membro del Parlamento europeo con il gruppo La Sinistra (The Left) per conto di EH Bildu, la coalizione di sinistra indipendentista dei Paesi Baschi.

Dopo aver iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale all’età di 19 anni, Barrena è poi diventato parlamentare regionale e portavoce del partito. La sua candidatura è stata bloccata due volte, è stato arrestato tre volte e i documenti ufficiali attestano che sia stato torturato. Tutte queste esperienze hanno ulteriormente rafforzatola lotta di Barrena per i diritti del popolo basco.

Barrena ha parlato con Devriş Çimen della storia della Comunità Autonoma Basca all’interno dei confini spagnoli, nonché del modo in cui cultura e lingua si riflettono nella sfera pubblica, in particolare attraverso le istituzioni politiche, educative e di sicurezza.

Durante il periodo buio dell’era franchista, quando la lingua basca e i suoi diritti furono messi al bando, l’istruzione in lingua basca continuò clandestinamente nelle scuole Ikastola. Qual era la natura di queste scuole e attraverso quale modello organizzativo nacquero in quel periodo?

Pernando Barrena – Negli anni ’60, inizialmente gruppi di genitori si organizzarono in appartamenti privati ​​per garantire ai propri figli un’istruzione in lingua basca. Alla fine della dittatura, nel 1975, le scuole basche nacquero sotto forma di cooperative di genitori che hanno mantenuto vivo quello spirito fino ad oggi. Il movimento delle scuole Ikastolak è tuttora forte e dinamico e coinvolge circa 50.000 studenti in tutti i Paesi Baschi.

Dal 1968 in poi, l’ETA condusse una lotta armata per l’indipendenza dei Paesi Baschi, prendendo di mira la burocrazia militare e civile spagnola. Quali erano le rivendicazioni fondamentali dell’ETA e quale tipo di coscienza politica generò questo movimento nella società basca?

P. B. – L’ETA nacque all’inizio degli anni ’60 nel contesto mondiale della decolonizzazione e in particolare delle guerre di liberazione dell’Algeria e del Vietnam. Fu durante la dittatura di Franco che la sua attività in quel periodo alimentò nella popolazione basca le idee di liberazione nazionale e sociale che col tempo divennero molto popolari e si organizzarono politicamente in diversi partiti.

Dopo la morte di Franco, il processo di “Transizione alla Democrazia” diede origine a nuove ricerche di una soluzione democratica alla questione basca. Oltre ai diritti costituzionali riconosciuti in questo periodo, quali cambiamenti politici e sociali fondamentali si verificarono nei Paesi Baschi?

P. B. – La democrazia spagnola, e in particolare la Costituzione post-1978, riconobbe alcune libertà fondamentali e un sistema politico teoricamente basato sullo stato di diritto. Le principali criticità di quella situazione erano: in primo luogo, l’assenza di una rottura politica con la dittatura, per cui il regime rimase profondamente radicato nelle sfere di potere dello Stato; in secondo luogo, ai baschi non fu concesso alcun diritto di decisione; e in terzo luogo, si attaccò l’autonomia territoriale dei Paesi Baschi, dividendoli in due comunità autonome: la Regione Autonoma Basca e la Comunità Autonoma di Navarra. Ciò provocò grande delusione e scontro con Madrid da un lato, e tra i baschi, così come alcuni partiti di sostenere l’accordo di autonomia proposto, mentre la Sinistra Nazionale Basca lo rifiutò.

Come si sono definiti i confini e lo status giuridico della Regione Autonoma Basca? Quali istituzioni politiche, culturali ed educative possiede oggi la regione e quale funzione svolgono queste istituzioni nel meccanismo di autogoverno del popolo basco?

P. B. – La struttura istituzionale è stata imposta da Madrid, che è riuscita a dividere i Baschi in due distinti quadri istituzionali. Entrambe le comunità godono di un proprio parlamento e di un proprio governo. Entrambi i quadri istituzionali hanno poteri in materia di istruzione e lingua, ma poiché il potere giudiziario è nelle mani di Madrid, le decisioni prese dai Baschi sono spesso invalidate da potenze straniere.

La Regione Basca è descritta come “una struttura autonoma ampiamente dotata di poteri”, con un proprio parlamento e un proprio governo. Quindi, cosa fanno concretamente il Parlamento e il Governo basco per la società basca e come influenzano il futuro della regione?

P. B. – Sia la Comunità Autonoma Basca che la Navarra godono di ampia autonomia, governando sulla maggior parte degli aspetti della vita, ad eccezione dei poteri riservati allo Stato (esercito, magistratura, casa reale, ambasciate, politica monetaria). Direi però che ciò che fa la differenza è che sono le uniche comunità autonome nello Stato spagnolo autorizzate a riscuotere le tasse, quindi incassano le imposte dai cittadini e ne inviano una parte a Madrid secondo una formula concordata in precedenza. Questo rende entrambe le istituzioni finanziariamente molto potenti ed efficienti rispetto alle altre comunità autonome spagnole.

Passando ai giorni nostri… Come si mantiene l’equilibrio tra basco e spagnolo? In particolare, qual è il livello di utilizzo della lingua basca nella vita pubblica e nel sistema giudiziario? Come si valuta l’interesse delle giovani generazioni per la propria lingua madre?

P. B. – Un terzo della popolazione basca parla basco e tre quarti dei giovani sotto i 30 anni lo parlano fluentemente. Il sistema scolastico basco svolge un ruolo centrale nella rinascita della lingua basca. Data l’enorme pressione linguistica esercitata dallo spagnolo e dal francese, una delle principali sfide è promuovere l’uso della lingua basca. L’uso del basco nel sistema giudiziario rimane pressoché simbolico, poiché i poteri giudiziari sono ancora interamente spagnoli.

Quali sono le responsabilità dei rappresentanti eletti dalla regione basca al parlamento nazionale di Madrid nei confronti dei loro elettori? Che ruolo politico svolgono esattamente i deputati baschi a Madrid?

P. B. – I deputati a Madrid vengono eletti nelle quattro province basche per un mandato di quattro anni e rappresentano i loro collegi elettorali nelle istituzioni spagnole. I membri degli stessi partiti si uniscono per formare gruppi parlamentari nel Parlamento spagnolo. In questo momento, i parlamentari di EHBildu sostengono la presidenza spagnola nello scambio di collaborazione sulla legislazione per il miglioramento degli standard sociali e sulle questioni relative al conflitto basco. Inoltre, la posizione dei parlamentari baschi è cruciale per impedire l’ascesa al potere dell’estrema destra.

I Paesi Baschi hanno una propria forza di polizia, l’Ertzaintza. Con quali criteri vengono selezionati i suoi membri e in quale quadro giuridico garantiscono la sicurezza? Inoltre, qual è la situazione riguardo alla partecipazione dei giovani baschi all’esercito spagnolo, o alla questione del servizio militare in generale?

P. B. – L’Ertzaintza è una forza di polizia basca autonoma, composta da membri che hanno superato una selezione basata su criteri di merito pubblico. Tale selezione è legalmente garantita da un accordo tra il governo basco e quello spagnolo. L’infiltrazione di membri di estrema destra è uno dei problemi più gravi che affliggono attualmente questa forza di polizia. I giovani baschi non si arruolano nell’esercito spagnolo. Il servizio militare obbligatorio è stato abolito negli anni ’90 nello Stato spagnolo in seguito a una potente campagna di boicottaggio da parte dei giovani baschi che si rifiutarono di prestare servizio e che per questo furono persino incarcerati. La campagna di insubordinazione, sostenuta dalla stragrande maggioranza dei giovani, riuscì a ottenere l’abolizione del servizio militare obbligatorio.

In termini di diritti legali, quali sono le differenze fondamentali che distinguono un cittadino basco dagli altri cittadini spagnoli? La tua carta d’identità o il tuo passaporto riportano qualche indicazione che specifichi la tua identità nazionale?

P. B. – In termini legali, i cittadini baschi godono di diritti civili ed economici leggermente diversi, regolamentati in particolare dai parlamenti basco e navarrese. Per quanto riguarda le carte d’identità o i passaporti, ai baschi vengono rilasciati documenti spagnoli.

Dopo la fine della lotta armata da parte dell’ETA, come è stato accolto dalla società il metodo della negoziazione democratica, che ha sostituito la violenza nella politica basca? A che punto è oggi il processo di confronto con il peso storico del passato?

P. B. – La decisione di porre fine alla lotta armata è stata presa unilateralmente dall’ETA, senza alcun accordo bilaterale. Tale decisione ha aperto la strada alla politica indipendentista nei Paesi Baschi, poiché i baschi hanno accolto con favore la pace e le decisioni prese; in questo contesto, EHBildu è diventato la principale forza politica del Paese e il partito politico basco più rappresentativo nel parlamento spagnolo. A causa degli equilibri parlamentari, il governo spagnolo ha bisogno del sostegno di EHBildu per assicurarsi la maggioranza, e questo apre nuove prospettive per la politica a favore dei baschi.

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Pernando Barrena – Nato nel 1965 a Pamplona, ​​capoluogo della Comunità Autonoma di Navarra, ha iniziato la sua carriera politica nel 1984, a soli 19 anni, venendo eletto al Consiglio Comunale di Berriozar. Fu arrestato nel 1985. Tra il 1999 e il 2003, ha ricoperto la carica di membro del Parlamento Regionale di Navarra. Ha ricoperto posizioni di rilievo ed è stato portavoce dei partiti baschi Herri Batasuna e Batasuna, entrambi messi al bando dalla Corte Suprema spagnola per presunti legami con l’ETA. Durante questo periodo, la sua candidatura è stata bloccata due volte dalla magistratura spagnola e ha subito interdizioni politiche.

Nel 2006, fu arrestato con l’accusa di aver organizzato uno sciopero degenerato in scontri con la polizia e fu rilasciato su cauzione di 200.000 euro. Nel 2008, fu detenuto per due anni con l’accusa di “sostegno alle attività di un partito politico illegale” e fu rilasciato nel 2010 su cauzione di 50.000 euro. Nel 2025, il governo della Navarra riconobbe ufficialmente che Barrena era stato vittima di torture da parte della polizia in passato e gli concesse formalmente lo status di vittima. Barrena è stato eletto membro del Parlamento europeo alle elezioni del giugno 2024 per conto di EH Bildu, la coalizione di sinistra indipendentista dei Paesi Baschi guidata da Arnaldo Otegi. Aveva già ricoperto la carica di membro del Parlamento europeo tra il 2019 e il 2022.

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Sabato, 26 settembre 2026 – Anno VI – n°39/2026

In copertina: Pernando Parrena al Parlamento Europeo

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