martedì, Gennaio 25, 2022

Ambiente, Lifestyle, Società

Una transizione verso la scienza che ascolta

Agricoltura biodinamica: una riflessione sui limiti della scienza quando giudica fuori dal suo mondo

di Giorgio Scroffernecher

«I suoi testi erano assolutamente originali e complessi, impossibili da dimenticare e nei quali mescolava tutta la sua cultura, il gusto per la ricercatezza, il misticismo e l’esoterismo». Sono parole pronunciate in Senato in apertura della seduta del 20 maggio, celebrando l’arte e la spiritualità di Franco Battiato appena scomparso.

Poi si passa al disegno di legge 988 già approvato alla Camera: “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. Un tema importante in epoca di promessa e finanziata transizione verso un mondo più pulito e salubre.

Tutto giusto, tutto bene: 195 voti a favore, 1 contrario, 1 astenuto. Voto contrario probabilmente di Elena Cattaneo, Senatrice a vita dal 2013, immagine personificata della Scienza (cellule staminali e altro), che, ieratica, con riferimento al biologico, ha detto: – “Ho espresso in più occasioni come non vi sia alcun interesse nazionale in un protocollo produttivo di nicchia i cui prodotti non offrono alcuna garanzia di maggiore salubrità e alcun maggiore apporto nutrizionale significativo, come è scientificamente accertato”. E poi con riferimento alle coltivazioni biodinamiche: – “Provo sconcerto, sconforto e, quindi, dissento di fronte alla legittimazione per via parlamentare nell’ordinamento di uno dei Paesi più avanzati al mondo di pratiche antiscientifiche, esoteriche e stregonesche”.

Ora, chiunque abbia un minimo di cultura e conoscenza di alimentazione naturale sa bene che l’agricoltura biodinamica offre i migliori prodotti alimentari sul mercato – ricavati da campi di coltivazione puliti e vitali. Il tutto certificato da Demeter – il più severo e prestigioso marchio di qualità tedesco – e da numerose comparazioni imparziali pubblicate in tutto il mondo.

In questo momento storico sembra che tutto e tutti devono orientarsi verso una transizione. A sentire la Cattaneo – poi rilanciata dai soliti Burioni, Garattini e altri alfieri della Monoteistica Verità Scientifica – sarà la transizione nella piena e unica luce della scienza che salverà il mondo.

Tuttavia, una transizione in nome della scienza tout court, forse, sarebbe solo segnare il passo nel punto in cui siamo se questa – la scienza – ha atteso che una ragazzina svedese urlasse «La nostra casa è in fiamme!» per accorgersi dell’urgenza assoluta della questione climatica, peraltro generata dalle scienze applicate. E dal ricco stile di vita occidentale.

Dal nucleare all’aereospaziale passando per la chimica e la mobilità, è come se le nuove scienze del ‘900 non avessero mai considerato gli effetti collaterali delle loro grandi scoperte: cambio climatico, oceani pieni di plastica, fiumi inquinati, campi desertificati, scorie ineliminabili, il cielo pieno di spazzatura volante, crollo della biodiversità, sofferenze umane e animali.

La scienza senza un dialogo con l’etica, la filosofia, l’arte (e la spiritualità, direbbe Battiato) evidentemente non è in grado di vedere oltre il presente. Qualcuno dirà: “Esiste l’epistemologia, la filosofia della scienza!” Ma l’avete mai visto un epistemologo in un talk show, o in una prestigiosa rivista scientifica?

La scienza impari dai suoi errori e limiti trasformandoli in aperture di ricerca integrata con le scienze umane e spirituali.

La scienza è indispensabile al nostro futuro, meglio se è una scienza che sa ascoltare chi può aiutarla a chiarire le motivazioni del presente e a immaginare un futuro di tutti e per tutti. Chi? Ecco qualche esempio a partire dallo ‘stregone’ disprezzato dalla Senatrice Cattaneo.

Rudolf Steiner, fondatore della Biodinamica e Antroposofia 1861/1925: «Una vita sociale sana si trova soltanto quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono».

Edgar Morin, filosofo e sociologo francese, epistemologo, classe 1921: «Viviamo questa avventura incredibile, con le sue possibilità scientifiche al tempo stesso meravigliose e terrificanti. Penso che l’umanesimo, quindi, non sia soltanto il sentimento di una comunione umana, di una solidarietà umana; è anche il sentimento di essere all’interno di questa avventura sconosciuta e incredibile, e di sperare in continue metamorfosi, da cui nascerà un nuovo divenire».

Amitav Ghosch, grande scrittore indiano che definisce la crisi planetaria ‘una malattia dell’anima’. «Il linguaggio della scienza, infatti, non basta a far cambiare l’atteggiamento nei confronti di ciò che ci circonda. Serve un nuovo linguaggio della sacralità e la consapevolezza che il capitalismo non è che una macchina che produce scontento».

Papa Francesco ai rappresentanti della Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti: «Ritrovare l’amore per la terra come Madre dalla quale siamo tratti e a cui siamo chiamati a tornare costantemente. Custodire la terra, facendo alleanza con essa, affinché possa continuare ad essere, come Dio la vuole, fonte di vita per l’intera famiglia umana».


http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/360849.pdf

Sabato, 5 giugno 2021 – n°19/2021

In copertina: illustrazione di Enrique Meseguer

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