domenica, Maggio 22, 2022

Notizie dal mondo

Myanmar: le violenze del regime militare

I sostenitori militaristi usano i social per giustificare la barbarie della dittatura

di Nancy Drew

È passato più di un anno da quando l’esercito birmano ha preso il controllo del Paese ed ha arrestato i suoi leader democratici e circa 10 mila civili. Centinaia di persone sono state condannate a morte ed ai militari è stata attribuita anche l’uccisione di oltre 1.700 persone, compresi dei bambini. Dal colpo di Stato – il primo febbraio 2021 – centinaia di migliaia di giovani, studenti, professionisti e attivisti politici sono fuggiti nei Paesi vicini o si sono nascosti nelle zone interne del Myanmar.

A causa della massiccia repressione sui manifestanti pro-democrazia subito dopo la salita al potere militare, alcune migliaia di giovani hanno preso le armi in quella che può essere definita una guerriglia popolare. Molti di loro hanno ricevuto addestramento dalle milizie dei gruppi etnici che avevano già sfidato il governo dittatoriale per decenni. In Myanmar infatti il governo militare aveva governato dal 1962 al 2011, anno in cui era stato avviato un periodo di democratizzazione con la premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, subito incarcerata al momento del golpe, e condannata a cinque anni di detenzione per corruzione.

La nuova resistenza armata civile va sotto il nome di PDF – Forze di difesa del popolo – ed è in gran parte finanziata da donazioni della comunità birmana. In opposizione ci sono i sostenitori militaristi, appartenenti alla parte conservatrice della popolazione, che tentano di screditare e giustificare la violenza contro la resistenza armata popolare.

Nel 2021, la giunta birmana aveva vietato i social più comuni come Facebook, Twitter e Instagram, ma i manifestanti erano riusciti a ‘gabbare’ il sistema accedono ai siti utilizzando le VPN – le reti private di comunicazione. Le stesse reti adesso – andando contro le leggi militari – vengono usate anche dai simpatizzanti del regime come unico mezzo per stroncare la narrativa ed i contenuti a favore della democrazia. Da parte sua il Tatmadaw – come è conosciuto l’esercito – sta cercando di vietare del tutto l’uso delle VPN, interrompendo l’accesso a Internet nelle aree più significative per la resistenza popolare.

La popolazione birmana è divisa tra sostenitori pro e contro la democrazia, ma come succede anche adesso in Europa, nella guerra russo-ucraina, parte del discorso pro-militare si basa su contenuti fuorvianti o completamente falsi. Nel caso del Myanmar la propaganda viene utilizzata soprattutto per screditare la denuncia di violazioni dei diritti umani e le atrocità di massa. Secondo alcuni ricercatori di comunicazione, i contenuti sui Social variano da video di spensierati soldati che ballano a riprese di umilianti violenze. Per sfuggire ai moderatori dei contenuti sulle piattaforme Internet, al posto di utilizzare la lingua burmese, viene usato il sistema Unicode, che imputa ad ogni lettera un numero preciso da decodificare.

Dal colpo di stato del 2021, il Tatmadaw, è stato accusato di aver commesso brutali violazioni sui cittadini. A gennaio 2022, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha dichiarato che i militari hanno “un flagrante disprezzo per la vita umana”. Molti civili – non necessariamente legati alla resistenza armata – sono stati colpiti alla testa, bruciati a morte, arrestati arbitrariamente, torturati o usati come scudi umani. Ad esempio, lo scorso dicembre, un camion militare si è indirizzato contro una folla di manifestanti, uccidendo cinque persone. Qualche giorno dopo, i militari sarebbero stati coinvolti nell’atto di bruciare vive 11 persone nella regione di Sagaing.

Di fronte alla crescente repressione, migliaia di civili pro-democrazia si sono uniti per difendersi e contrattaccare. Negli ultimi mesi hanno preso di mira stazioni di polizia, camion e piccole unità dell’esercito, uccidendo militari e personale della polizia.

Mentre molte persone continuano a raccogliere fondi per sostenere il PDF, gli oppositori spammano i Social di fake news che mettono in allarme tutta la popolazione, per esempio incolpando i guerriglieri di avvelenare le falde acquifere.

Alcuni rappresentanti militari del passato regime con il Generale Than Shwe (primo a sx in prima fila)
Foto: Dominic Faulder

I simpatizzanti della giunta militare tendono ai valori tradizionali della religione, il nazionalismo e l’istruzione formale, si sentono protetti dai militari che mantengono quel tipo di società. Quando il Paese ha iniziato il suo percorso democratico nel 2011, questi si sono sentiti molto minacciati. Nelle elezioni generali del Paese del 2020, il partito dell’attivista pro-democrazia Aung Suu Kyi aveva vinto con ampio vantaggio, ma solo pochi mesi dopo, il Tatmadaw , su spinta dei nazionalisti e dei buddisti estremisti, ha ritenuto illegittimi i risultati e ha annullato del tutto il voto.

La narrazione politica incolpa le giovani generazioni di perversione, ed è strettamente collegata alla convinzione che solo i sostenitori militaristi apprezzino il Buddismo e si preoccupano della Nazione e del sentimento islamofobo.

Addirittura una parte dell’ala conservatrice più estremista della popolazione birmana – che aveva accolto con favore il colpo di Stato, la giunta e il nuovo consiglio militare guidato da Min Aung Hlaing, a distanza di un anno – nonostante le violente repressioni – ha espresso la propria insoddisfazione nei confronti del regime, tacciandolo di essere troppo morbido o indeciso nei confronti del movimento pro-democrazia; un punto di vista in gran parte motivato dalle notizie sui soldati uccisi negli scontri contro gruppi armati di ribelli che manifesta pensieri nostalgici verso il passato per i generali supremi Than Shwe e Khin Nyut.

Per approfondire: https://www.theblackcoffee.eu/scorre-sangue-in-birmania/

Sabato, 30 aprile 2022 – n° 18/2022

In copertina: Aung San Suu Kyi – Fermo immagine da video

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