venerdì, Dicembre 09, 2022

Notizie in breve

Mosca apre un’inchiesta per terrorismo internazionale

 A seguito delle detonazioni sottomarine che hanno aperto delle falle nelle condutture Nord Stream 1 e 2, nel Mar Baltico tra Svezia e Danimarca, la Russia ha chiesto e ottenuto una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’accaduto, mentre Svezia e Danimarca sono state incaricare di fornire tutte le informazioni in merito ai membri del Consiglio, visto che le tre falle che si sono aperte nei gasdotti, sprigionando bolle di gas in mare, si trovano due nella zona economica esclusiva di Copenaghen, l’altra in quella di Stoccolma.

L’agenzia danese per l’Energia ha fatto sapere che oltre la metà del gas contenuto nel Nord Stream – pieno di gas sebbene fermo da agosto – si è già disperso nell’atmosfera e che il resto fuoriuscirà entro domenica. Solo quando il gas nel tubo sarà finito, sarà possibile scendere in profondità per indagare, ha spiegato il ministro della Difesa danese Morten Bodskov, mentre ad Amsterdam i Ttf segnano un nuovo rialzo dell,11,3%, chiudendo a 207 euro per megawattora.

Dopo che l’Occidente aveva più o meno velatamente puntato il dito verso Mosca, il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha spiegato come il Nord Stream fosse pieno di gas “molto costoso” e di proprietà russa, e che se non fosse stato per i danni subiti “il sistema sarebbe stato pronto a pomparlo”.

A quale scopo, è il ragionamento di Peskov, la Russia si sarebbe inflitta da sola un danno così grave? Per Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, dovrebbe essere piuttosto il presidente americano Joe Biden a chiarire il ruolo degli Usa in quando accaduto. Il riferimento è a una dichiarazione dello stesso Biden risalente al 7 febbraio, prima dell’invasione russa in Ucraina, in cui il capo della Casa Bianca, al termine di un incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ammoniva: “Se la Russia attraversa il confine ucraino, non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi metteremo fine”. E alla domanda di una giornalista su come gli Stati Uniti avrebbero potuto fermare un gasdotto sotto il controllo dell’alleato tedesco, Biden rispose: “Ve lo assicuro, saremo capaci di farlo”.

Il video di questo scambio circola sui social da ieri, e Zakharova non ha dovuto fare altro che rilanciarlo sul suo canale Telegram, chiamando in causa il presidente americano: “Ha il dovere di dire se gli Usa abbiano messo in atto la loro minaccia”

Oltre ad avviare un proprio procedimento preliminare per terrorismo internazionale, Mosca si è anche detta disponibile a considerare richieste per un’indagine congiunta da parte europea. Gli 007 svedesi dal canto loro hanno annunciato un’inchiesta per “sabotaggio aggravato” contro la sicurezza e gli interessi nazionali, mentre la Norvegia, la Germania e la Commissione europea hanno innalzato il livello di vigilanza sulle loro infrastrutture energetiche.

Nel frattempo il danno ambientale è imponente. Il governo danese stima che nelle due condutture ci fossero 778 milioni di metri cubi di metano, circa 400.000 tonnellate, perché una pipeline anche se ferma deve comunque mantenersi in pressione. Il metano è il gas serra più potente in assoluto con il potere di trattenere i raggi solari 82,5 volte maggiore dell’anidride carbonica. Una massa di 778 milioni di metri cubi nell’atmosfera, ha lo stesso effetto climalterante delle emissioni di 2,08 milioni di auto in un anno. 

Sabato, 1 ottobre 2022 – n° 40/2022

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