lunedì, Giugno 27, 2022

Lifestyle, Società

Love is my religion (Ziggy Marley)

Quanto le religioni sono fedeli alla verità dell’amore?

di Giorgio Scroffernecher

Gli amici che hanno l’affetto e la pazienza per leggermi, cominceranno a pensare che sono andato in fissa a partire dalla storia di Natale con Maria e il pastorello innamorato (https://www.theblackcoffee.eu/storia-falsa-di-una-stella-cometa-e-una-nativita/ ), poi con la rivoluzione sessuale mancata dell’Epifania (https://www.theblackcoffee.eu/riflessioni-tra-le-cosce-di-yoko/ )… prometto che con il presente contributo chiudo l’argomento.

E’ la cronaca che mi ha tenuto sul tema.

Titolo di fine anno su Rete Abuso – Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero

Torino: smantellata rete di pedofili, tra gli arrestati c’è anche un sacerdote

E’ il direttore della Caritas di Benevento. L’operazione tra Piemonte, Campania e Puglia: 26 indagati, sequestrati migliaia di files con “immagini raccapriccianti”

Titolo di inizio anno su Il Corriere della Sera

Capodanno a Milano, molestie del branco in piazza Duomo: salgono a nove le ragazze aggredite

L’inchiesta della Procura sulla notte di San Silvestro: tre gli episodi ricostruiti, due documentati dai video. Le giovani accerchiate dal branco: «I molestatori tutti di origine nordafricana»

Che le religioni, in particolari quelle monoteiste, o meglio le loro applicazioni dottrinali, siano causa diretta o indiretta di deviazioni significative nel campo della sessualità e dell’amore, mi pare sia di una evidenza lapalissiana. Lo dico ben apprezzando le fatiche ercoline di Papa Francesco per dare finalmente una rotta nuova alla Chiesa Cattolica, dopo silenzi, coperture e omertà anche di suoi illustrissimi predecessori.

Circa la seconda notizia, i fatti di piazza Duomo, mi hanno ricordato un fatto raccontatomi dal mio amico Orlando di Milano. Gran buongustaio, frequentava un bel ristorante della città che aveva in cucina Mahir, egiziano, ottimo chef ineccepibile anche per i piatti della tradizione meneghina. Orlando e la sua simpatica compagnia di tiratardi, spesso ricevevano al tavolo Mahir alla fine del suo lavoro e lui, in modo del tutto occidentale si divertiva a conversare e scherzare amabilmente con tutti, donne incluse, in tutto relax.

Un argomento che appassionava la combriccola, era il progetto del giovane egiziano di farsi raggiungere dalla moglie a Milano e con questa riunirsi finalmente dopo anni di lontananza forzata. Tutti tifavano per la giovane coppia e si interessavano alla loro storia. Finalmente, una sera, Mahir annunciò la buona notizia: Aisha era arrivata a Milano e da due giorni abitava con lui in un appartamento proprio sopra il ristorante. Applausi, brindisi, sorrisi e… immediata la richiesta di conoscere finalmente la sposa! Alla ritrosia di Mahir si è contrapposta l’insistenza determinata del gruppo. Tanto che il giovane si è convinto e, dopo una decina di minuti di assenza, si è presentato con una creatura del tutto invisibile, completamente coperta di tessuto nero, mani incluse. Dopo lo stupore, forti della confidenza storica condivisa con Mahir, il gruppo ha fatto la richiesta esplicita di vedere davvero! e conoscere sua moglie. Lui, ancora più ritroso e molto irrigidito, lasciando tutti basiti, ha annunciato che avrebbe potuto farlo solo a condizione che la parte maschile della compagnia fosse uscita dalla sala da pranzo.

La storia di Mahir, come quella dei giovani nordafricani di capodanno, in seconda generazione locale di famiglie con fede musulmana, rendono bene l’idea della contraddittoria relazione tra attualità, tradizioni, pulsioni, cultura religiosa, comportamenti violentemente misogini.

Così come – a mio parere – è inequivocabile come la sessuofobia di tradizione cattolica, e pure, anche qui, la misoginia di fatto, producano da sempre devianze orrende a danno soprattutto di fanciulli traditi in luogo di essere accuditi.

Senza ostilità per qualsiasi religione, io trovo insensata la narrazione che il figlio di Dio fatto uomo non possa essere concepito con un atto d’amore tra umani; per non parlare delle 72 vergini che attendono in paradiso ogni maschio che è vissuto e morto con fede islamica.

La verginità femminile è una vera ossessione. Laicamente: materia per una rigorosa terapia psicoanalitica, fortemente raccomandata.

Circa l’Islam, tanto si è detto sulla giustissima necessità da parte dei musulmani perbene, di screditare quelli che tagliano le gole sotto le bandiere nere, in nome di Allah. Forse una necessità simile è da mettere all’ordine del giorno per rivedere profondamente la questione sessuale nell’universo delle religioni monoteiste tutte. Urgentemente!

Sembra impossibile? Non è impossibile!

Enzo Bianchi, il fondatore della Comunità monastica di Bose ha appena concluso un importantissimo lavoro editoriale di ri-traduzione della Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, recuperando con rigore scientifico le parole e i contenuti originali dei Sacri Testi «senza debiti da pagare alla dottrina o alla tradizione cristiana per l’Antico Testamento e, eventualmente, alle varie confessioni per il Nuovo Testamento» come dice lui stesso.

Nelle edizioni normalmente diffuse de La Bibbia curate dalla CEI, per esempio, viene citato Isaia a 7,14 che dice «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele», nella nuova edizione curata da Enzo Bianchi e il suo gruppo di studiosi, Isaia dice «Ecco, la ragazza resterà incinta e partorirà un figlio, il suo nome sarà Emmanuele». La differenza, non di poco conto, è quella tra la parola “betulah” (vergine) e la parola “almah” (ragazza) scritta in realtà nei testi originali in lingua ebraica. Una vera e propria falsificazione che cambia radicalmente il senso della narrazione.

Bello annotare anche le parole dell’ex Priore di Bose a proposito dell’erotismo esplicito del Cantico dei Cantici, ravvivato ulteriormente nella edizione fedele al testo originale: «E’ vero che Il Cantico dei Cantici celebra l’amore umano, ma è l’amore umano che è l’unica esperienza che noi possiamo fare dell’amore divino. Dove si parla di amore, si parla di Dio».

Sabato, 15 gennaio 2022 – n° 3/2022

In copertina: immagine di Isabel García/Pixabay

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