mercoledì, Gennaio 19, 2022

Italia, Politica

La politica vista da Beppe Grillo

Il padre-padrone mette in crisi il M5Stelle

di Elio Sgandurra

Nello scorrere i vari giornali si nota ormai che gli esperti di politica interna non riescono più a esporre un quadro preciso sulla situazione e la condotta del partito dei 5Stelle. Ed hanno ragione: tra Beppe Grillo, Giuseppe Conte e “Rousseau“, la massa del popolo del Waffa day – che alle ultime elezioni politiche aveva portato il 33% di voti – si è disintegrata in diverse fazioni. Già alle Europee i risultati davano una percentuale di sostenitori ridotta quasi della metà, grazie alla alleanza, prima con Salvini, capovolta in seguito da quella col PD e infine con l’inatteso entusiasmo di Grillo verso Draghi. Pertanto risulta difficile fare pronostici sulla sorte del movimento.

Il fatto certo è che negli ultimi tempi il fondatore e “padre padrone” ne ha combinate di tutti i colori portando lo sgomento tra la maggior parte dei suoi sostenitori di un tempo. Già il suo intervento in rete a favore del neopremier Draghi, definendolo familiarmente “una brava persona, un grillino” aveva portato tra i suoi un forte sconcerto, aggravato poi dalla sconclusionata difesa del proprio figlio Ciro, coinvolto in una storia stupro.

Era ormai arrivato il momento di cambiare, di trasformare il movimento in un partito politico, di sganciarsi dalla piattaforma “Rousseau”. Sembrava che i “saggi” e lo stesso fondatore fossero d’accordo sulla scelta naturale dell’ex premier Conte come nuovo leader. In questo li seguiva la maggioranza dei grillini, tanto più che il candidato godeva ancora – secondo i sondaggi – del favore di una buona parte dell’opinione pubblica.

Poi c’è stato il colpo di scena: Grillo non ha voluto deporre lo scettro preferendo alla guida dei 5stelle una diarchia, ma con Conte in posizione subalterna. Lo ha praticamente sfiduciato affermando in una conferenza stampa che il suo nuovo “avversario” era ‘privo di una visione politica, di esperienza di organizzazioni e di capacità di innovazione. 

Viene da dire: ’ma da che pulpito…’

Sembra ormai che la spaccatura sia inevitabile e già sono partiti i sondaggi tra i 5stellati che danno a Conte il 15% di preferenze contro il 5 del “padre padrone”. Ci sarà dunque una scissione? “Nessuno la vuole, ma se Grillo non cambia sarà inevitabile”, fanno capire i ‘saggi’ del movimento-partito. Solo Luigi Di Maio non si pronuncia e continua a mediare.

Questa battaglia se non viene risolta, vantaggerà ancor di più i partiti di destra pronti a raccogliere i voti di quell’elettorato deluso che nei 5Stelle sperava di trovare la certezza di una politica nuova. Le elezioni per la presidenza della Repubblica e per il Parlamento sono vicine.     

Sabato, 3 luglio 2021 – n°23/2021

In copertina: Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro – video in rete

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