giovedì, Settembre 29, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

La mancanza

Lina Sastri inaugura il Napoli Teatro Festival 2022

di Laura Sestini

Si apre con un reading dell’attrice napoletana Lina Sastri l’edizione 2022 del Festival del Teatro di Napoli, entro la cornice della Reggia di Capodimonte, sull’omonima collina della città che apre sul panorama dal Vesuvio al mare.

Debutto assoluto, per un testo struggente e emozionante – che svela un periodo intimo e drammatico del vissuto quotidiano della famiglia Sastri – scritto di proprio pugno dall’interprete e dedicato alla dipartita del fratello Carmine, mancato a gennaio 2021, dopo una lunga lotta contro la malattia.

Il titolo, La mancanza, ha qui una doppia valenza semantica: la prematura scomparsa di Carmine, ma anche uno spazio vuoto che la sorella Lina sente, l’assenza fisica del fratello, la cui bellezza ed eleganza incantava tutti, nonostante lo stato di salute che lo minava mentalmente, continuamente negli ultimi anni.

In punta di piedi l’attrice si presenta sul palco con un comodo ed elegante completo bianco in stile orientale, adornato da una stola rossa, un look che rimanda a pellegrinaggi spirituali, riflessioni e scavi dell’anima contenuti nel testo che si appresterà a citare.

Le arie di Mozart – che tanto piacevano al defunto – aleggeranno melodiose, ma anche drammaticamente penetranti, nel cortile della Reggia di Capodimonte, a sottolineare l’importanza dei sentimenti personali, dei ricordi di Carmine e Lina che vengono resi pubblici, confidati, condivisi con gli spettatori.

Peccato tutti quegli aerei in atterraggio al vicino aeroporto di Capodichino che puntualmente hanno coperto parole e musica, e che l’interprete ha imparato, dopo i primi passaggi, ogni volta pazientemente ad aspettare in silenzio, per poi riprendere il suo discorso.

Una testimonianza generosa e coraggiosa, la malattia del fratello, che Lina Sastri dona alle persone presenti; una finestra aperta sulla sua vita privata negli anni del Covid, questo invadente sconosciuto che ha stravolto, rimodellato negativamente la vita di tutti i presenti e del mondo intero.

La vita di Carmine era improvvisamente cambiata, non a causa del virus, nel 2013, con un’emorragia cerebrale da cui si stava riprendendo, anche se essa lo aveva devastato mentalmente per paura di non essere più lo stesso.

E’ vero – racconta la sorella – non era più lo stesso, ma era migliorato umanamente, più sensibile, più attento alla vita. Il brutto evento non aveva compromesso le attività intellettuali, al contrario lui aveva iniziato a dedicarsi all’arte, al passato, alla gloriosa storia di grande civiltà durante il regno di Carlo III Re di Spagna, di Napoli e della Sicilia – nella città partenopea, a raccontarla alle persone, ai turisti, agli sconosciuti. Attraverso la malattia Carmine aveva ‘scoperto’ Internet, che utilizzava andando a cercare tutti i dettagli meno conosciuti su Napoli, e dove trovava appagamento attraverso la bellezza e la genialità artistica svelata dalla rete digitale. Lui era una calamita di positività per gli altri, anche se dentro di sé il timore della malattia e la solitudine della battaglia intrapresa lo attanagliava sempre.

Lina gli stava accanto, costantemente, lo sosteneva, voleva fargli sentire che non era solo, che le paure si possono sciogliere. Per rafforzare il suo intento, la sorella aveva deciso di smettere di fumare, una promessa, un fioretto in un momento importante della vita del fratello e anche della propria esistenza.

Poi, il destino non pago di avergli riservato abbastanza, lo aveva colpito ancora Carmine, questa volta con un tumore. Lì Carmine aveva vacillato, aveva pensato anche alla morte autoinflitta, alla possibilità di non farcela più a combattere la sorte. Ma ancora una volta non era il tumore che attentava davvero alla sua vita.

Come un fulmine a ciel sereno, nella vita e nella mente di tutti, nel 2020 è arrivato il virus maledetto, con le sue impennate senza senso, seguite da altrettante disumane regole per combatterlo.

A gennaio 2021 Carmine si ammala del virus, e in un primo momento, nonostante la spossatezza del suo corpo a causa delle chemioterapie, sembrava reagire bene ed era rimasto in cura nella sua abitazione, con le bombole di ossigeno introvabili e una badante diurna. Poi, improvvisamente qualcosa cambia, il virus affonda le sue radici sul quel corpo stanco e Carmine viene trasferito repentinamente – su ordine sanitario – all’ospedale. Lui non ci voleva stare lì “accà io ci muojo!!”, ma non si era potuto fare nulla contro il ‘regime sanitario’, indifferente alle richieste della famiglia di potergli far visita, di poterlo almeno un po’ rincuorare. L’entrata alla struttura ospedaliera era bannata a chiunque, anche se vestiti da palombari come i lavoratori della sanità che passavano – alieni ed alienati – sui notiziari nazionali e globali. La famiglia, le tante famiglie che hanno avuto vittime tra i propri cari erano inermi, nessuna alternativa concessa.

Onorare i defunti è un segno di civiltà, la consolazione dei vivi. Il divieto disumano. La famiglia non lo ha più visto Carmine, inghiottito dalle mura dell’ospedale, nove giorni dopo l’internamento. Nessuno dei suoi familiari ha potuto sapere quali fossero i suoi pensieri, i sentimenti, la profonda solitudine che ha accompagnato la sua morte.

Lina Sastri ha raccontato con grande passione la storia del suo Carmine, gli aneddoti di famiglia, gli spigoli caratteriali del fratello, ma anche la sua fragilità, come quando a 12 anni si era addormentato al cinema e nessuno riusciva a trovarlo, preoccupati per la sua scomparsa – anche allora – alla sua mancanza. Una performance teatrale di registro sinestesico, che ha attivato più sensazioni ed emozioni contemporaneamente, come avviene nei momenti topici dell’esistenza umana, la nascita, la morte….

La musica, anche, è stata grande protagonista sul palco, insieme a Lina Sastri ‘verace’ nella sua scrittura, e nell’esposizione interpretativa, e nondimeno documento storico contestuale all’esperienza pandemica che tante vite si è portata via. Grazie Lina.

Da sx Gennaro Desiderio, Lina Sastri, Ciro Cascino
Foto: Salvatore Pastore (tutti i diritti riservati)

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Lo spettacolo è andato in scena nel Cortile della Reggia di Capodimonte il 10 giugno 2022 alle ore 21.00 in ambito del Napoli Teatro Festival 2022

La Mancanza

di e con Lina Sastri
pianoforte  Ciro Cascino
violino Gennaro Desiderio
Brani eseguiti: Thais di Jules Massenet; Adagio dal concerto per pianoforte e orchestra K488 DI W. A. Mozart; Ave Verum di W.A. Mozart; Marcia Turca di W. A. Mozart.
Organizzazione e direzione tecnica Giampiero Fortunato per Everlive Italia Srl
audio Davide Faraso 
assistente ai costumi Rosaria Riccio direzione palco Massimiliano Pinto
Produzione Salina Srl

Sabato, 11 giugno 2022 – n° 24/2022

In copertina: Lina Sastri – Foto: salvatore Pastore (tutti i diritti riservati)

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