sabato, Ottobre 01, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

La cortesia dei non vedenti

Al Festival Inequilibrio di Castiglioncello la performance di Giuseppe Cederna

di Laura Sestini

Nell’affascinante anfiteatro del parco del Castello Pasquini di Castiglioncello, l’epilogo della performance-monologo di Giuseppe Cederna – attore divenuto famoso con il film premio Oscar ‘Mediterraneo’ di Gabriele Salvatores del 1991 – coincide con la lettura di ‘La cortesia dei non vedenti’ -una composizione in versidella poetessa polacca Wislawa Szymborska – Premio Nobel per la Letteratura nel 1996.

La tematica del monologo ha confini molto ampi, basata su esperienze personali di Cederna – figlio d’arte di Antonio Cederna e nipote di Camilla – prendendo spunto da un meeting dove lui ha intrattenuto circa 500 studenti per parlare della Prima Guerra Mondiale.

In realtà, per quasi tutta la durata dell’esibizione – si racconta di un viaggio alle sorgenti del fiume Gange in India – dove l’attore ha intrapreso un percorso tra la propria scoperta spirituale e la l’esplorazione geografica dei luoghi sacri agli Hindu e dei numerosi personaggi incontrati casualmente.

Certo, per riuscire in una così ampia divagazione, il racconto-monologo ha naturalmente una serie di connessioni che ben si intrecciano tra loro e confluiscono – come un fiume si getta nel mare – nella poesia finale della poetessa polacca Szymborska.

Dalla Grande Guerra ad Ungaretti che – tornato velocemente in Italia da Parigi per sostenere la madre Patria – ancora non sapeva che sarebbe divenuto così un grande poeta, ai fiumi. Ancora il Gange – meta antica dei pellegrinaggi degli Indiani anche per accompagnare i cari nell’ultimo viaggio – ma anche i fiumi di Ungaretti: l’Isonzo, luogo di battaglia, ma pure di furtive immersioni per sentirsi ancora vivo, con l’acqua che leviga la pelle e toglie di dosso l’odore del sangue dei caduti. E poi il Nilo sulle sponde del quale aveva vissuto l’infanzia a causa del trasferimento della sua poverissima famiglia proveniente dalla Lucchesia, per il lavoro del padre ingaggiato come operaio alla costruzione del canale di Suez. 

La poesia è uno dei fil rouge che tiene la trama del monologo di Giuseppe Cederna, tra le quali parole si recitano delle strofe tratte da ‘Fiumi’ di Ungaretti.

La domanda principale che viene posta dall’attore, e punto di partenza per la costruzione della storia – reticolo di storie – esposta sul palco, pone un quesito aperto a tutti; agli studenti iniziali che ancora si aspettano di sentire parlare di guerra e forse di morte, ed al contrario ascolteranno solo esperienze di vita, agli spettatori che occupavano gli spalti dell’arena di Castiglioncello: “Cosa deve succedere perché una esperienza rimanga tale per tutta la vita e in qualche modo possa cambiarne il corso quotidiano?”. Può essere la morte improvvisa di una persona cara? Oppure anche non così drastica, anzi – viceversa – gioiosa, ma ad ogni modo comporti in un attimo una visuale differente della vita?

Per la signora Wislawa Szymborska, già ottuagenaria, un cambio di percezione dell’esistenza umana si innescò per mezzo di un invito da parte di un istituto di ciechi – a Cracovia, la sua città – chiamata a recitare alcune sue poesie. Ciò lasciò sorpresa la scrittrice, la quale si chiese come avrebbe potuto far immaginare un arcobaleno o il luccichio delle stelle a delle persone che non avevano mai potuto godere di queste meravigliose circostanze naturali.

Cederna racconta di sé e del film ‘Mediterraneo’, ma anche del Mar Mediterraneo, dove nei traghetti gremiti di turisti che si recano sulle isole greche si trovano famiglie intere di migranti che hanno appena raggiunto l’Europa – magari scappando dalla guerra siriana. Tutti sbarcheranno nelle medesime isole – Samos o altro – ma a differenza dei turisti di tutte le nazionalità che corrono verso i bar e gli hotel, questi – i migranti – saranno parcheggiati in tendopoli e campi profughi recintati, e strettamente controllati dalle gendarmerie.

Lo spettacolo-monologo-racconto di vita è come diviso in due parti: la prima – 50 minuti – sostenuta, interessante, che induce anche a delle riflessioni e dove non si perde mai l’attenzione.  Una seconda – subito dopo il primo applauso – invece è risultata troppo frammentata, e anche un po’ forzata, quasi a voler aggiungere minuti per ‘trattenere’ il pubblico. Ci vogliamo immaginare che fosse improvvisata, altrimenti l’armonizzazione con tutto l’intreccio primario stenta a ritrovarvisi – non per tematica – ma per differente intensità performativa e attrattiva per gli spettatori.

Lo spettacolo è andato in scena all’Anfiteatro del Castello Pasquini di Castiglioncello (LI) in ambito del Festival Inequilibrio 2021 – Lunedì 28 giugno ore 21.30

LA CORTESIA DEI NON VEDENTI – di e con Giuseppe Cederna

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La cortesia dei non vedenti

Wislawa Szymborska

Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
Non pensava fosse così difficile.
Gli trema la voce.
Gli tremano le mani.

Sente che ogni frase
è qui messa alla prova dell’oscurità.
Dovrà cavarsela da sola,
senza luci e colori.

Un’avventura rischiosa
per le stelle dei suoi versi,
e l’aurora, l’arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell’acqua,
e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.

Legge – perché ormai è troppo tardi per non farlo-
del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.

Vorrebbe tacere – benché sia impossibile-
di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
di quel gesto d’addio al finestrino del treno,
di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell’anello
e degli schermi e degli specchi e dell’album dei ritratti.

Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
grande la comprensione e la generosità.
Ascoltano, sorridono e applaudono.

Uno di loro persino si avvicina
con il libro aperto alla rovescia,
chiedendo un autografo che non vedrà.

Sabato, 3 luglio 2021 – n°23/2021

In copertina: Giuseppe Cederna – foto Antonio Ficai – Armunia (tutti i diritti riservati)

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