A Livorno Global Sumud Flotilla e i lavoratori portuali bloccano un carico militare statunitense smascherando i doppi standard statali
Redazione TheBlackCoffee
Con un’azione diretta contro la logistica bellica, la Global Sumud Flotilla (GSF), l’Unione Sindacale di Base (USB) e i lavoratori portuali del Gruppo Autonomo Portuali Livorno (GAP) hanno bloccato (23 ottobre us.) con successo la nave cargo Sunaid X nel porto di Livorno, lasciando il suo carico destinato a scopi militari intatto in acqua.
L’operazione, che ha combinato la resistenza marittima diretta con uno sciopero generale di due turni da parte dei lavoratori portuali a terra, ha ritardato l’arrivo della nave di diverse ore e ha completamente bloccato le operazioni di scarico. I dati investigativi raccolti dai ricercatori e supportati dall’USB confermano che la Sunaid X opera sotto contratto con la Defense Logistics Agency (DLA) delle Forze Armate statunitensi. La nave rifornisce direttamente la base aerea navale e il centro di smistamento droni di Sigonella, in Sicilia, fungendo da principale canale logistico per le operazioni militari statunitensi e i conflitti in corso in Asia occidentale.
Azione diretta in mare e solidarietà incrollabile a terra – Dieci attivisti della GSF e della comunità locale a bordo di tre piccole imbarcazioni hanno intercettato la Sunaid X nel canale di accesso, attuando un blocco marittimo non violento. Gli attivisti hanno ripetutamente segnalato alle autorità portuali che stavano bloccando selettivamente il carico bellico, lasciando libero il passaggio alle navi commerciali.
Le autorità italiane (Guardia di Finanza) hanno intercettato gli attivisti, trattenendoli a bordo delle loro imbarcazioni per due ore prima di sequestrarle. Gli attivisti sono stati rilasciati dopo i controlli di identità e denunciati alle autorità giudiziarie con l’accusa di “interruzione di un servizio pubblico”. Tutte e tre le imbarcazioni della resistenza civile rimangono sotto sequestro da parte della polizia.
Contemporaneamente, i lavoratori portuali aderenti legati al sindacato USB hanno incrociato le braccia per due turni interi, rifiutandosi di scaricare la Sunaid X. Il carico della nave rimane congelato, generando ingenti perdite finanziarie per gli operatori marittimi, poiché la nave rischia di partire vuota. Davanti alla Capitaneria di Porto, una folla sempre più numerosa di lavoratori, residenti locali e gruppi studenteschi si è riunita in segno di solidarietà.
Un porto trasformato in un centro di guerra : violazioni costituzionali e legali – Il blocco mette in luce la misura in cui le infrastrutture civili vengono strumentalizzate secondo un grottesco doppio standard. Mentre le autorità governative agiscono rapidamente per sequestrare imbarcazioni civili pacifiche e criminalizzare gli attivisti, proteggono e agevolano attivamente il transito di navi che trasportano strumenti di genocidio e di guerra.
L’utilizzo dei porti italiani per convogliare armi verso zone di conflitto attivo viola direttamente l’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia esplicitamente la guerra come strumento di aggressione contro la libertà di altri popoli. Inoltre, viola la legge italiana 185 del 1990, che proibisce esplicitamente l’esportazione, il transito o la gestione di armamenti inviati a paesi coinvolti in conflitti armati o che commettono gravi violazioni dei diritti umani. I dati di tracciamento del porto rivelano che, solo da gennaio 2025, 634 tonnellate di esplosivo di Classe 1 sono transitate per Livorno, tra cui 240 tonnellate di motori a razzo a propellente solido e 380 tonnellate di proiettili veri.
Anticipazione allo sciopero globale del 30 ottobre – L’azione a Livorno rappresenta il capitolo di apertura della prossima Giornata Internazionale di Azione del 30 ottobre. Sono state confermate mobilitazioni in oltre 100 porti di più di 17 paesi in quattro continenti, dove portuali, lavoratori marittimi e società civile attueranno scioperi e blocchi coordinati per spezzare le catene di approvvigionamento della guerra.
Comunicato GSF – Livorno, 23 ottobre 2026
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Sabato, 24 ottobre 2026 – Anno VI – n°43/2026
In copertina: Aree industriali e mercantili del porto di Livorno – Foto: I. Etienne – CC BY-SA 3.0

