mercoledì, Gennaio 19, 2022

Lifestyle, Società

Illusione Rivoluzione

Una chiave di lettura (aggiuntiva) alla Casa di Carta

di Giorgio Scroffernecher

Su La Casa Di Carta ho già scritto (https://www.theblackcoffee.eu/la-casa-di-carta-brucia/) e non voglio ripetere i miei entusiasmi da fan. Tuttavia, vedendo l’ultima trance del serial spagnolo online da dicembre su Netflix, mi si è aggiunta una chiave di lettura che non posso tenere solo per me. Sia ben chiaro, lo dico subito agli amici che mi leggono: qui non ci sono spoiler! Solo mie personali e moleste opinioni.

Tutta la vicenda di questa banda con la tuta rossa e la maschera di Dalì, alla somma dei fatti, tratta principalmente di un tema: l’illusione. No, non perché loro si sono illusi di fare cose impossibili, ma perché hanno sfidato la Grande Illusione di Tutti, con una illusione ancora più grande e simmetrica che ha cambiato Tutto. Come un antidoto creativo per un veleno antico.

Forse è questa la vera e grande intuizione di Álex Pina? Anzi, forse è questo il vero suggerimento rivolto a chi vorrebbe un mondo migliore?

Se l’illusione è una percezione errata della realtà, ovvero una proiezione fondata solo su desideri e vane speranze, beh, il nostro mondo procede su una strada lastricata di illusioni. Eccone alcune, sparse a caso…

Il surriscaldamento del nostro pianeta ci sta mostrando inequivocabilmente micro anteprime della grande catastrofe imminente. Eppure ci illudiamo che, dopo anni di totale irresponsabile inerzia, abbiamo a disposizione ancora qualche decennio per ridurre (sic!) in modo sensibile le emissioni di CO2 e avviare una transizione nei tempi determinati dagli ammortamenti industriali.

La chimica applicata all’agricoltura ha realizzato l’illusione che il terreno non sia un sistema complesso e vitale con il quale interagire con attenzione per ricavare il nostro cibo, ma solo una stratificazione inerte da riempire di sostanze in grado di pompare prodotti belli, poveri e inquinati da vendere a caro prezzo al supermercato. Risultati belli per la vista – il nostro senso più mentale – molto meno per il gusto e la salute, nostra e della stessa agricoltura.

Crescere è la parola magica che la parte più evoluta dell’umanità si è data come ricetta di prosperità. Ma come è possibile pensare ad una crescita infinita in un sistema finito come è un pianeta, sia pur generoso, come la Terra? Un’illusione che sta riempiendo il mondo di scarti inquinanti e di tristezza, questa sì, infinita.

Interi popoli sono costretti a migrare a causa di guerre volute da chi vive in posti relativamente pacifici, oppure costretti da povertà indotte da saccheggi di interi continenti, o da cambiamenti climatici che iniziano a sommergere parti del Pianeta. Fermare questi crescenti flussi migratori con muri, armi, cani da guardia, crudeltà indicibili delegate e ben retribuite a stati come la Turchia o la Libia è un’illusione che ci porterà verso il peggio e sempre più lontano dalla assunzione di responsabilità di chi e cosa le ha causate.

Un virus semina morte nel mondo, probabilmente altri virus seguiranno dato che nessuno è interessato davvero alle cause certamente correlate al nostro modo di vivere e alimentarci che non cambiamo, è il caso di dirlo, manco a morire. E qualcuno si illude che tutto ciò sia dovuto semplicemente ad un disegno mondiale per l’instaurazione di una dittatura sanitaria.

E poi l’economia finanziaria: la ricchezza sempre peggio ripartita che si costruisce non sul successo di un prodotto industriale, un servizio, un bene ma sulla scommessa del successo tout court. Ovvero una ricchezza realizzata sulla parte astratta delle attività umane; o peggio: una ricchezza che condiziona e dirige l’economia in direzioni sempre più lontane dall’umanità delle opere d’ingegno. E’ il trionfo scintillante dell’illusione che la cinica speculazione di pochi possa sostituire la ricchezza sociale intesa nel senso più universale.

E sta proprio qui – secondo me – il ’suggerimento’ della Casa di Carta di Álex Pina attraverso le genialità del Professore: se la ricchezza è un’idea, un’illusione, io rovescio quell’idea, la sua sostanza, e così cambio il mondo raddoppiando la ricchezza e rendendola altrimenti disponibile. Se il denaro è il valore unico, primario, assoluto, generatore di tutti gli altri sub valori, allora è nello scrigno che lo contiene che va iniettato l’antidoto, l’antiveleno, l’anti-illusione che potrebbe far crollare l’intero sistema di valori.

Quindi, non un cambio di modello di sviluppo come direbbe Landini, ma provoco un azzeramento dei modelli economici esistenti, per far largo a un pensiero nuovo… che è ancora da inventare.

Buon Natale!

Ah, lo sapete che anche Babbo Natale è un’illusione?



Immagine: Clker/FreeVectorImages/Pixabay

Sabato, 18 dicembre 2021 – n° 46/2021

In copertina: frame dal trailer originale spagnolo – La Casa de Papel – Netflix

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