sabato, Aprile 20, 2024

Alimentazione, Ambiente

Il veleno rimane in tavola

Glifosato: confermato l’uso in Europa per altri 10 anni

di Nancy Drew

Secondo la presentazione dell’EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – “Il glifosato è una sostanza chimica ampiamente utilizzata negli erbicidi. I prodotti fitosanitari a base di glifosato, ossia formulazioni contenenti il principio attivo “glifosato” nonché coformulanti ed eventualmente altre sostanze chimiche – sono utilizzati principalmente in agricoltura e orticoltura per combattere le erbe infestanti che competono con le colture.

Nel 2017 era già stato ri-autorizzato l’uso del glifosato dalla Commissione Europea, in scadenza al 15 dicembre 2023.

A seguito di quella decisione nacque un’iniziativa dei Cittadini Europei “Vietare il Glifosato”, con una grande raccolta di firme – 1.070.865 dichiarazioni di sostegno alla campagna – che mirava a tre obiettivi: vietare il glifosato, riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi di riduzione obbligatori a livello dell’UE per quanto riguarda l’uso dei pesticidi. Il suo obiettivo principale era quello di conseguire un futuro senza pesticidi senza erbicidi a base di glifosato.

Secondo gli organizzatori, l’esposizione agli erbicidi a base di glifosato è legata al cancro negli esseri umani e al degrado degli ecosistemi.

Fonte dati e grafico: Stop Glyphosate

Secondo l’ECHA – Agenzia Europea per le sostanze Chimiche – “il glifosato è uno dei principi attivi più utilizzati nei pesticidi per prevenire la crescita indesiderata delle piante attorno alle colture piantate o per uccidere piante o parti di piante. Queste sostanze sono spesso chiamate “erbicidi” o “diserbanti”. Il glifosato viene utilizzato in agricoltura e orticoltura per combattere le erbe infestanti prima della semina. Laddove vengono coltivate piante geneticamente modificate resistenti al glifosato, la sostanza viene utilizzata anche dopo la semina per eliminare le erbe infestanti che crescono tra le colture. Questa pratica, tuttavia, non avviene all’interno dell’Unione Europea”.

La proposta di rinnovo dell’approvazione si basa su valutazioni di sicurezza approfondite effettuate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), insieme agli Stati membri.

Questo lavoro scientifico è il risultato di un approfondito processo di valutazione iniziato nel dicembre 2019 con il lavoro di un gruppo di Stati membri – Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia, designati come Stati membri relatori (e che hanno formato il gruppo di valutazione sul glifosato ( AGG)).

La valutazione effettuata dall’EFSA sull’impatto del glifosato sulla salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente non ha individuato aree critiche di preoccupazione che impedirebbero un rinnovo dell’approvazione.

In che modo la decisione sul rinnovo dell’approvazione a livello UE influirà sull’autorizzazione all’uso di prodotti contenenti glifosato negli Stati membri?

Gli Stati membri rimangono responsabili dell’autorizzazione nazionale dei prodotti fitosanitari (PPP) contenenti glifosato.

Dopo l’approvazione dei principi attivi a livello UE, prima che qualsiasi prodotto fitosanitario che li contenga possa essere immesso sul mercato o utilizzato, deve essere valutato e autorizzato individualmente in ciascuno Stato membro.

L’uso del glifosato in agricoltura è stato autorizzato per la prima volta negli anni Settanta ed è oggi diffuso in oltre 140 Paesi nel mondo. Nel 2011 è scaduto il brevetto in possesso della Monsanto, prima multinazionale a produrre il glifosato, che nel 2020 inglobata da Bayer.

Oggi sarebbero 750 i prodotti in commercio a base di questo erbicida, le cui tracce, come aveva documentato la Germania qualche anno fa, possono essere ritrovate nel terreno, negli alimenti, nell’aria e nell’acqua.

In questa settimana, dopo due sessioni che non avevano rilevato la maggioranza dei voti pro o contro l’uso del glifosato, la Commissione Europea preso posizione sul disaccordo interno degli Stati Membri, autorizzando l’uso dell’erbicida per altri 10 anni.

LAgenzia per la Ricerca sul Cancro, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha catalogato il glifosato come un «probabile cancerogeno per l’uomo» e come tale lo ha inserito nel gruppo 2A, dove sono inserite sostanze e fattori di rischio per contrarre questo tipo di malattia.

Per approfondire: https://www.theblackcoffee.eu/glifosato-e-incidenza-tumorale-cosa-succede-in-europa/

Sabato, 18 novembre 2023 – n°46/2023

In copertina: agricoltura e pesticidi – Foto: Erich Westendarp/Pixabay

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