martedì, Aprile 23, 2024

Notizie dal mondo

Il problema della Turchia con gli oppositori politici

Arresti e registrazioni illegali come strategia per le elezioni amministrative

di Nancy Drew

Il Newroz, il capodanno curdo, quest’anno in alcune località del Kurdistan turco si è celebrato con qualche giorno di anticipo, poiché sono imminenti le elezioni amministrative che vedranno coinvolta tutta la nazione domenica 31 marzo.

Le bandiere del Partito Dem – Partito Popolare per l’Uguaglianza e la Democrazia – a maggioranza curda, nato in seguito alla messa al bando di HDP – Partito Democratico dei Popoli – poco prima delle elezioni presidenziali dello scorso anno, si confondono con gli abiti tradizionali per la festa del Newroz, le kefiah palestinesi, i colori e i simboli del mondo curdo.

Una violenta persecuzione di AKP – il partito di governo turco – si abbatte sui partiti di sinistra e sui movimenti politici pro-curdi, iniziata in maniera più determinata e stratificata con la giustificazione del presunto golpe gulenista del 2016, e l’arresto del deputato e presidente HDP, Selahattin Demirtaş, tuttora incarcerato.

La strategia politica del terrore sulle elezioni, in Turchia va avanti 365 giorni all’anno e non è mai troppo differente dalle precedenti tornate elettorali, un vero copione teatrale, ma si è intensificata e si differenzia per una maggiore restrizione dei diritti democratici in virtù del rinnovato mandato presidenziale a Recep Tayyip Erdoğan nel maggio 2023 e in prossimità dei giorni di votazione.

In un recente rapporto del Dem Parti, già dall’introduzione si riportano casi di illegalità sul diritto di voto degli elettori turchi: “A quasi due mesi dalle elezioni locali in Turchia, il governo dell’AKP è impegnato in attività illegali per ottenere la vittoria in diverse province. Secondo la Commissione Elettorale del Partito Popolare per l’Uguaglianza e la Democrazia (Partito DEM), esso ha svolto diverse attività illegali rilevate nelle province, distretti e città curde. La Commissione ha riscontrato che molti elettori che provengono da differenti città e dall’estero sono stati registrati nelle città curde con false informazioni anagrafiche, al fine di influenzare i risultati elettorali. La registrazione illegale degli elettori è un reato grave che mina il processo democratico e elezioni corrette. È stato segnalato che queste registrazioni illegali e le relative attività sono state svolte nelle città in cui l’HDP aveva vinto o era arrivato secondo nell’ultima competizione elettiva locale, tenutasi nel 2019.”

Il partito AKP – Partito della Giustizia e dello Sviluppo – del presidente Recep Tayyip Erdoğan, evidentemente teme molto gli avversari, tantoché per eliminarli dalla competizione politica vengono regolarmente attuati arresti in massa, con reiterata imputazione di terrorismo.

La minoranza curda in Turchia, circa 20 milioni di persone, rimane l’obiettivo preferito di Erdoğan, in primis perché il partito HDP, oggi DEM, è un vero movimento di opposizione politica per il consistente numero di elettori e, inoltre, la ruggine lunga decadi, dalla nascita nel 1978 del PKK – Partîya Karkerén Kurdîstan‎ – e la lotta armata dei Curdi in risposta alle violente repressioni di tanti governi turchi, comprese le dittature militari. I colloqui di pace tra Turchia e Curdi sono fermi dal 2015: il 21 marzo dello stesso anno Abdullah Öcalan, dal carcere di Imrali, chiese la fine di 40 anni di conflitto con lo Stato turco. Ad oggi del leader Öcalan – in prigione da 25 anni – non ci sono più notizie da circa 36 mesi. Oltre agli arresti in patria, i bombardamenti turchi in Kurdistan iracheno e siriano rimangono attività quotidiane dell’esercito di Erdoğan.

Il rapporto di DEM Parti riporta una lista di distretti del Kurdistan turco, dove la Commisssione legale interna del partito ha riscontrato illeciti elettorali.

Un esempio: “Nel distretto del comune di Kulp, nella provincia di Diyarbakir, nelle elezioni locali del 2019, l’HDP ha vinto con il 49,97% (8.866 voti), mentre l’AKP è arrivato secondo con il 40,07% (7.109 voti). Sei mesi dopo le elezioni locali, i co-sindaci dell’HDP del comune di Kulp sono stati rimossi dalle loro posizioni e un fiduciario è stato nominato e insediato con decisione del Ministero dell’Interno.

  • Secondo il sistema di verifica degli indirizzi, un indirizzo denominato “Turgut Özal,
    l’edificio, Turgut Özal Avenue, n.104″ è una pensione militare. Non era stato menzionato alle elezioni precedenti. A ottobre 2023, a questo indirizzo si registrano 1.062 elettori registrati, solo 13 di loro hanno votato a Kulp alle elezioni precedenti. Il numero totale degli elettori registrati non originari di Kulp sono 2.100, di cui 1.049 registrati a questo indirizzo. 572 degli elettori sono soldati trasferiti dal distretto di Lice a Diyarbakir.
  • Secondo il sistema di verifica degli indirizzi, un indirizzo denominato “Uzunova, Sivrice Street, n.55” è una caserma della polizia. Mentre 21 elettori erano iscritti alle elezioni generali del 2023, il numero è salito a 375, di cui solo 12 hanno votato nel distretto di Kulp alle ultime elezioni generali. 363 di questi elettori registrati non erano origini di Kulp ma sono stati registrati a questo indirizzo.
  • Secondo il sistema di verifica degli indirizzi, “Zeyrek Neighborhood, Zeyrek Street, n.5” è un edificio pubblico. Mentre il numero degli elettori registrati qui era di 38 alla ultima elezione generale, il numero è salito a 385, di cui solo 5 hanno votato a Kulp alle ultime elezioni.
  • Secondo il sistema di verifica degli indirizzi, un indirizzo denominato “Hamzalı, l’edificio, via Hamzalı BM, n. 55” è un edificio pubblico. Mentre solo 5 elettori erano precedentemente registrati all’indirizzo, il numero è salito a 163, di cui solo 3 hanno votato a Kulp alle ultime elezioni.
  • Mentre 267 elettori non originari di Kulp hanno lasciato il distretto negli ultimi sei mesi, 2.100 sono stati registrati come elettori, non originari della città né del distretto. 1.952 di questi gli elettori recentemente registrati all’indirizzo sopra menzionato.

Nelle conclusioni del rapporto si legge: “Come si comprende dai dati riportati, l’alleanza AKP-MHP è apertamente coinvolta nelle frodi elettorali nelle province popolate dai Curdi. Anche se la Commissione Legale del partito DEM e i suoi avvocati si sono rivolti a 31 diversi Consigli di commissione elettorale per 52.959 registrazioni di elettori illegali, solo 222 di queste petizioni sono state accolte. I principali “motivi” di rifiuto possono essere elencati come segue:
1) Quegli elettori registrati sono forze di sicurezza e hanno il compito di garantire le elezioni locali nella regione elettorale.
2) Gli elettori registrati appartengono alle forze di sicurezza e sono stati inviati nella regione per pratiche militari
o essere coinvolti in operazioni.

È evidente che tutti i mezzi dello Stato sono stati mobilitati per garantire i distretti elettorali citati perché restino nelle mani del partito al governo, così come i preparativi in corso effettuati in questo contesto.
Le frodi elettorali perpetrate nelle regioni a maggioranza curda significano un’ingerenza diretta sulla volontà di una popolazione di oltre 4 milioni di elettori.
Invece del modello democratico e trasparente di governo locale del partito DEM, il governo di AKP-MHP
sta cercando di imporre un modello di municipalità marcio in cui vengono nominati burocrati che usurpano il controllo, oltre alla corruzione su larga scala nascosta dal Governo stesso.

Il governo AKP-MHP intende governare illegittimamente la Turchia per un periodo molto più lungo attraverso le regioni curde, dove sono sempre più frequenti le frodi elettorali e l’implementazione delle pratiche dei fiduciari governativi. Le violazioni elettorali nelle regioni curde devono essere monitorate molto più da vicino da organizzazioni internazionali.”

Inoltre, il partito affiliato ad AKP in Germania – Demokratische Allianz für Vielfalt und Aufbruch (Dava) – si candiderà alle elezioni europee con quattro candidati, gli stessi che alle elezioni presidenziali turche di maggio 2023 hanno fatto ampia campagna elettorale per Erdoğan entro la diaspora.

Per approfondire: https://www.theblackcoffee.eu/turchia-la-soppressione-della-democrazia/

https://www.theblackcoffee.eu/la-turchia-delle-elezioni-presidenziali/

Sabato, 23 marzo – Anno IV – n°12/2023

In copertina: Newroz, Capodanno curdo – Foto: Dem Parti

Condividi su: