sabato, Gennaio 22, 2022

Italia

Il cuore di Napoli

Malavita, disoccupazione e generosità

di Ettore Vittorini

La drammatica vicenda dell’assalto al Capitol Hill di Washington ci ha distratti dalle cronache italiane dell’inizio del nuovo anno. Una particolare attenzione merita la brutta avventura capitata a Napoli, la notte del 2 gennaio a un cinquantenne padre di famiglia.

Gianni Lanciano, questo è il nome del malcapitato, un macellaio disoccupato che per sbarcare il lunario lavorava come rider. E quella notte, mentre faceva delle consegne a domicilio, era stato aggredito da sei ragazzi – 4 minorenni e due ventenni – che volevano rubargli il motorino. Dopo essersi impossessati del mezzo avevano riempito di calci e pugni il povero Gianni.

 La vicenda ha avuto un lieto fine: un cittadino dal balcone di casa aveva ripreso tutta la scena, subito diffusa in rete. Il giorno dopo la polizia aveva arrestato tutti e sei gli aggressori; il motorino restituito all’aggredito. Nei suoi confronti era subito scattata una catena di solidarietà che in 24 ore aveva raggiunto 11 mila Euro e in più gli era stato offerto un lavoro di macellaio. Nei confronti degli aggressori Gianni Lanciano aveva commentato con umanità: «Sono poveri ragazzi che avrebbero bisogno di faticare. Gli farebbe bene».  

Questa è una storia italiana i cui protagonisti sono un disoccupato che si arrangia  per campare; un gruppo di ragazzi di uno dei quartieri più degradati di Napoli; la solidarietà immediata della gente nei confronti della vittima che a sua volta ha devoluto in beneficienza la somma raccolta. È anche una storia tra due ideologie istintive provenienti da gente umile: da un lato un disoccupato che per mantenere la famiglia fa un lavoro massacrante e malpagato; all’opposto giovani delinquenti, anche loro con una famiglia, ma solo segnata sui registri dell’anagrafe. In realtà sono giovani lasciati soli e avvolti da un ambiente malsano.

Non è, come hanno scritto alcuni giornali del Nord, una storia soltanto napoletana. Ragazzi senza una vera famiglia sono dappertutto. Per esempio a Gallarate dove un centinaio di giovani si sono dati appuntamento nel centro della città per prendersi a botte. Lo stesso è accaduto a Parma, Lucca e forse accadrà ancora. Viene subito voglia di chiedersi: i genitori di questi gruppi di sbandati dove sono? Come li educano? Cosa pensano?

Ho avuto un’esperienza sulla mentalità e il sistema educativo di certi genitori. Ero presente per caso a una partita di calcio tra due squadre di ragazzini tra i dodici e i quindici anni. La piccola gradinata era piena di genitori, zii e nonni il cui tifo per le rispettive squadrette era più acceso di quello che si nota nei derby di serie A. Padri e madri che incitavano i propri figli a tirare calci agli stinchi degli avversari; a inveire contro il giovane arbitro; invadevano in continuazione il campo. Episodi di questo tipo sono frequenti in tanti altri posti del nostro Paese.

È un quadro – fortunatamente limitato – di una parte delle famiglie italiane. Nel campo opposto i giovani sono i più attenti e impegnati verso gli aspetti più seri della loro vita. Lo dimostrano i tanti studenti che protestano contro la chiusura delle scuole; i ragazzi che si adoperano nel volontariato; i vari movimenti come quello delle Sardine. Tutti desiderano delle risposte concrete sul loro futuro di cittadini, non solo parole e promesse. Invece si trovano di fronte a una politica impreparata, a un governo debole, alle pericolose bizze di politici affetti da estremo egotismo, agli atteggiamenti populisti e spesso neofascisti della destra, all’incapacità del governo a spiegare ai cittadini dove porterà la crisi economica. Per adesso sentono ripetere in continuazione che il debito pubblico ricadrà sulle future generazioni e in un’Italia precipitata nell’incertezza

Renzi il “demolition man”

Il demolitore che sconvolge Roma, così Matteo Renzi è stato definito dal Financial Times, in un articolo sulla crisi del governo Conte. All’autorevole giornale britannico ha fatto eco tutta la grande stampa internazionale con tanti altri appellativi. Se l’ex sindaco di Firenze, ex presidente del consiglio e leader di Italia Viva andava in cerca di momenti di celebrità, li ha ottenuti in pieno. Ma si tratta di una fama al negativo, non quella di un costruttore ma di un demolitore. Ha creato in Italia una situazione che fa ridere e preoccupare mezza Europa.

Ciò che colpisce i giornalisti stranieri è che un rappresentante della maggioranza, in  tempi tragici per il Paese, abbia dichiarato guerra al governo fino a ritirarne il suo appoggio senza una motivazione ben chiara. Se lo chiedono da mesi anche i colleghi italiani e forse quasi tutti i cittadini della Repubblica che si domandano all’unisono: “Che cosa vuole Renzi?”.

Le risposte sarebbero tante: dalle frecciate sul suo ipotetico egocentrismo a quelle più politiche sulle manovre da lui architettate per rimanere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Oppure, la risposta più vicina alla realtà, che si sia fatto portavoce di quel mondo economico-finanziario che ha sempre comandato in Italia e al quale fanno gola i 209 miliardi di Euro che pioveranno dall’Unione Europea.  A quel mondo non piacciono Conte e il suo governo. Lo dimostrano i grandi giornali che da tempo ne attaccano le misure contro il Covid-19 e le iniziative prese sul fronte sociale ed economico.

Cito La Stampa, La Repubblica, da poco passata alla famiglia Agnelli, e il Corriere della Sera i quali, dopo aver dato grande spazio a Salvini, nelle ultime settimane sono passati a Renzi dedicandogli interviste a paginate. Nessuna di queste ha però chiarito il vero pensiero del politico di Rignano. E non è facile farlo perché anche lui dimostra atteggiamenti e posizioni contraddittorie come ha sempre fatto. Non è da dimenticare il “stai sereno” rivolto a Enrico Letta, il presidente del Consiglio da lui costretto alle dimissioni poco tempo dopo aver pronunciato quelle parole. Ora Renzi vuole che Conte se ne vada. 

Un’eventuale caduta dell’attuale governo, proprio in questo momento, sarebbe un salto nel buio dalle conseguenze drammatiche.  La destra lo vuole e chiede elezioni immediate certa di vincerle. (Salvini premier e Gallera ministro della Sanità?). Non è questo che vogliono i ‘poteri occulti’ indirizzati verso un governo tecnico, appoggiato dalla destra, ma guidato da un personaggio di grande autorevolezza come potrebbe essere Mario Draghi, il quale però si è ben guardato dal fare un commento su questa ipotesi.

Renzi potrebbe far parte di questo gioco politico con l’illusione che possa giovare alla sua leadership e a dare qualche voto in più al suo partito che rasenta appena il 3% dei consensi. Ma per adesso appare isolato: l’opinione pubblica è rimasta sconcertata continuando a non capire; alcuni dei suoi lo vogliono mollare e una parte dei senatori del gruppo misto, chiamati ‘voltagabbana’ oppure ‘costruttori’ è pronto a votare a favore del governo Conte il prossimo martedì, quando si presenterà alle Camere. Se questo avverrà, la maggioranza avrà ancora vita. Ma fino a quando?         

Sabato, 16 gennaio 2021

In copertina: L’assalto al rider napoletano (immagine dai social).

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