venerdì, Gennaio 21, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

Fabio Morganti alla regia di ‘Dalle Stelle’

Avamposti Teatro Festival propone il testo vincitore del Premio di Drammaturgia Don Chisciotte “Teatro & Scienza” di Silvia Calamai

di Laura Sestini

A viva voce’ è il titolo di Avamposti Teatro Festival 2021, scelto dal Centro Nazionale di Drammaturgia/Teatro delle Donne di Firenze – Compagnia che produce il Festival insieme a Intercity Festival.

Il titolo vuole mettere in evidenza il disagio che stanno vivendo le donne entro i limiti fisici, sociali e lavorativi durante questo lungo periodo di pandemia. Un disagio maggiore di sempre, tantoché anche i femminicidi, dopo un breve lasso di tempo di relativa ‘calma’, hanno ricominciato a salire nei numeri, mentre, al contrario, i posti di lavoro al femminile sono sempre meno accessibili.

Un cartellone che vuole dare voce soprattutto alle donne – ma non solo – perché manifestino il loro disappunto senza autocensure e timori di essere percepite come poco credibili.

Nell’ultimo appuntamento del 2 dicembre, con ‘Dalle Stelle’ per la regia di Fabio Morganti, andato in scena al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci, si è dato voce anche ad un’altra importante tematica di disagio sociale, quale la malattia mentale. Il testo portato in scena è scritto da Silvia Calamai con la trama intrecciata in un vortice di parole, talvolta che si annodano volutamente tra loro senza che riescano ad esprimere un senso reale. La drammaturgia è vincitrice del Premio di Drammaturgia Don Chisciotte “Teatro & Scienza” (seconda edizione), organizzato dalla rete senese – ma ramificata con collaborazioni in tutta la Toscana – laLut -Teatro e Salute Mentale.

Entro un palco arredato solamente da due sedie ed un carrello multiuso, i due attori Annibale Pavone e Antonio Fazzini prendono le vesti di due uomini – età indefinita ma non giovanile – che risiedono in una casa di cura, un hospice per le malattie neurologiche degenerative.

L’ambito spaziale ed esistenziale è ristretto fisicamente – confinato nella stanza da letto e talvolta nella sala della televisione – ma soprattutto nella mente, costretto dalla malattia; ogni soggetto con le proprie devianze, ricordi strampalati o fissazioni quotidiane per il cibo, unico grande evento della giornata, all’interno di quello strano percorso che ha intrapreso la vita.

In maniera scanzonata e leggera si affronta la potenzialità di malattia mentale di ogni persona in età più avanzata. Una vera piaga sociale e tragedia personale.

Purtroppo in sala il pubblico è davvero scarso nel numero e ciò non aiuta, non riesce a sorreggere la recitazione ‘partecipata’ dei due attori – Zinni e Axxo i personaggi – che oltremodo, senza intoppi e qualche sorriso a mezze labbra per gli spettatori, portano avanti spediti i dialoghi frammentari che i due uomini tentano di intessere, senza essere entrambi in connessione entro se stessi e con l’altro.

Lo spettacolo, sintetico, senza fronzoli o corsie alternative, dura quasi un’ora. Bravi gli attori a reggere la parte, che talvolta riporta però ridondanti ripetizioni di testo, conciliandosi con la realtà della malattia ma influenzando altresì a diminuire l’attenzione dello spettatore. Con un tocco più robusto di regia, il lavoro potrebbe trasformarsi in un bell’atto di denuncia, di sensibilizzazione alle malattie degenerative della cognizione, così frequenti nella società contemporanea.

Sabato, 18 dicembre 2021 – n° 46/2021

In copertina: una scena dello spettacolo ‘Dalle stelle’. A sx Annibale Pavone, a dx Antonio Fazzini – Foto: Teatro delle Donne

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