domenica, Aprile 14, 2024

Multimedialità, Teatro & Spettacolo

Circus Don Chisciotte

Visioni esistenziali e multimedialità

di Laura Sestini

In prima assoluta – in ambito del Campania Teatro Festival 2023 – Battiti per la bellezza – è andato in scena al Teatro Mercadante di Napoli, Circus Don Chisciotte, per la regia di Antonio Latella, e la drammaturgia di Ruggero Cappuccio, Direttore artistico dell’importante appuntamento culturale campano.

In scena, Marco Cacciola interpreta una variante napoletana del leale scudiero di Don Chisciotte – Salvo Panza – mentre la figura del nobile decaduto e visionario Alonso Chisciano della Mancia – El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha – è impersonato da Michelangelo Dalisi. Assieme a loro, componenti una sorta di scenografia vivente, numerose comparse vengono condotte a sedersi davanti ad apparecchi televisivi fuori sintonia, che proiettano righe, producono rumori disturbanti, disegni elettronici psichedelici, stranianti e destabilizzanti.

La platea, sgombrata dalle sue abituali poltrone, allarga il palcoscenico fino ai bordi dei palchetti del settecentesco teatro, diventando una vera e propria arena, dove Don Chisciotte e Salvo Panza cavalcano i loro “ronzini”, inseguendo i propri sogni visionari.

Salvo esprime per primo le proprie delusioni, i sogni non realizzati della sua vita, lui migrato dal suo paese per una vita migliore, o forse per conoscere il mondo, è dovuto tornar sui suoi passi, al punto di partenza, poiché i suoi desideri non sono coincisi con la realtà; ciò che nell’idea pareva il paradiso si è invece dimostrato una maggiore disgrazia.

Michelangelo Dalisi
Foto ©Ivan Nocera (tutti i diritti riservati)

E’ qui, nel punto esatto dove i sogni, le visioni, si dissolvono e lasciano frustrati, che Salvo incontra Don Chisciotte, uomo di una certa levatura estetica e culturale, così lui si rappresenta, appassionato lettore, svagato personaggio che, con tono pungente e ironico, deride l’analfabetismo e la disillusione dell’uomo di campagna, che diverrà il suo altrettanto errante compagno di viaggio.

Appeso in aria, sul palcoscenico del teatro, un grande tabellone elettronico, oggetto scenografico folgorante, genera ininterrottamente lettere e numeri senza senso, che producono rumore, quasi una cascata, per un mondo che non riesce a fermarsi, vorticoso, ma non produce che vuoti interiori e disorientamento. Risulta naturale l’associazione con i Big Data, cui tutti rientriamo sotto forma di numeri.

Questa non è una tradizionale messa in scena del celebre romanzo cavalleresco di Cervantes, seppur ne riprenda in pieno i presupposti principali. Adesso il contesto è trasferito nella contemporaneità Voi borghesi ignavi, mi fate schifo! – sentenzia Don Chischiotte, un motto che, a dire il vero, potrebbe risuonare a tutte le epoche.

Marco Cacciola
Foto ©Ivan Nocera (tutti i diritti riservati)

I televisori riflettono la società multimediale che omologa i cittadini globalizzati, che a loro volta si adeguano alla ignara metamorfosi a cui sono sottoposti, senza consapevolezza, senza resistenza.

Interessante il testo, a tratti in spagnolo, e affinato al registro linguistico del romanzo di Cervantes, pubblicato nel 1605.

La performance non è adatta a tutti, con un’accezione positiva di quanto affermato. Lo spettacolo dura circa due ore, e contiene anche lunghi silenzi, che talvolta possono spiazzare lo spettatore. Qualcuno lo abbiamo visto irrequieto in attesa della chiusura del sipario. Ciò non significa che lo spettacolo non sia stato interessante, seppur metta alla prova il pubblico, “ingannato” più volte, con la sensazione di essere vicini alla conclusione, ed invece è una nuova ripartenza.

Il testo drammaturgico è molto loquace, a differenza delle scene, in maggioranza uguali a loro stesse, nei movimenti degli attori, spesso davanti alle Tv, similarmente alle immobili comparse.

E’ uno spettacolo-denuncia, come anche il cammino “controsenso” di Don Chisciotte e Sancho Panza che conosciamo nelle parole di Cervantes.

Inseguire i propri sogni, le proprie visioni, non tutti ne sono capaci, la maggior parte degli esseri umani si adatta al contesto: nascono, mangiano, lavorano, guardano la Tv e muoiono, senza lasciare nessuna impronta del proprio fugace passaggio. Ci vuole coraggio, AMORE, come apparirà nel tabellone, che verso il temine della performance, emetterà delle parole di senso compiuto.

Amore per la vita, amore per se stessi e le proprie aspirazioni, con coraggio, contro tutti gli ostacoli, contro le ingiustizie. L’immaginazione è il fulcro di questo incedere verso la luce interiore. Si può essere poveri ed erranti, ma più realizzati di chi ha tutto ciò che si pensi possa materialmente dare gratificazione e felicità. Anche il tempo non esiste, è un’illusione, un’invenzione umana.

Bravi gli interpreti, identici negli abiti di scena, omologati in apparenza, ma più consapevoli, alla ricerca di un’esistenza differente.

Lo spettacolo intreccia differenti media, interessante il gioco di luci, attraverso cui si compongono ambienti surreali con l’uso di effetti monocolore folgoranti e spiazzanti per la percezione visiva umana.

Don Chisciotte rivisitato e traslato nella contemporaneità, contesto temporale e esistenziale che non appare migliore di quello del XVII secolo, dove è ambientato il romanzo del famoso scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra, seppur molto diverso nelle forme.

Infine Salvo Panza, che non sa né leggere, né scrivere quando incontra Don Chisciotte, e si esprime per simboli recuperati dal suo ristretto ambiente di vita, ha imparato a riconoscere le lettere dell’alfabeto, il suo risveglio è già avviato.

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Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Mercadante di Napoli, in ambito del Campania Teatro Festival 2023

Martedì 13 giugno 2023 alle ore 21.00

Circus Don Chisciotte

di Ruggero Cappuccio 
regia Antonio Latella 
con Marco Cacciola e Michelangelo Dalisi 
scene Giuseppe Stellato 
costumi Graziella Pepe
musiche Franco Visioli
sound design Franco Visoli e Dario Felli 
luci Simone De Angelis 
Assistente al progetto artistico Brunella Giolivo
I viaggiatori: Marina Cappelli, Generoso Ciarcia, Rachele Esposito, Ciro Giacco, Dante Maggio, Sergio Marchi, Antonio Milizia, Bruno Minotti, Aurora Paglia, Elena Pandolfi, Vincenzo Pengo, Manlio Petagna, Patrizia Quarto, Vanda Riccio, Adriana Sparano, Antonietta Tammaro, Maria Titomanlio, Francesco Vaccaro, Luigi Vinci.
assistente alla regia Paolo Costantini
direttore di scena Domenico riso
macchinista Marco Di Napoli
datore luci Simone De Angelis
fonico Dario Felli
tecnico video Alessandro Papa
sarta Annalisa Rivercio
tirocinante per il disegno luci Thomas Gschwantner
foto di scena Ivan Nocera
Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival

Sabato, 24 giugno 2023 – n° 25/2023

In copertina: una scena dello spettacolo – Foto: ©Ivan Nocera (tutti i diritti riservati)

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