domenica, Novembre 27, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

Boxing Margot

Il teatro-in-carcere di Paolo Billi e la Compagnia del Pratello al Teatro della Rosa di Pontremoli

di Laura Sestini

Margot non è una ragazza comune, ma fa le stesse cose dei sui coetanei, va a scuola e tenta di sopravvivere ad una società violenta che dà poche opportunità ed ogni istante sembra dover soccombere alla sua potenza negativa.

Margot ha 15 anni e non ha una vita facile, non riesce a socializzare troppo con gli altri studenti, i compagni di classe, e diviene vittima di bullismo entro delle mura che dovrebbero al contrario proteggerla, insegnarle a vivere, e a costruire ponti per il suo futuro.

In un momento di ricreazione tra i compagni, Margot riceve un forte colpo a tradimento che la fa vacillare violentemente a terra e trasportata di urgenza in ospedale. Sembra morta. Ma il destino come sempre è imprevedibile e dopo tre settimane di coma – un periodo che le chiama “la tempesta” – e nessuno dei sui coetanei che è andata a farle visita – il risveglio alla vita sarà catartico.

L’ultimo laboratorio teatrale che il regista Paolo Billi ha condotto entro l’IPM femminile di Pontremoli – unico in Italia dedicato alle ragazze, in collaborazione con il Teatro del Pratello di Bologna e il Centro Giovanile locale Mons. G. Sismondo – evidentemente indaga sul senso del riscatto personale e della lotta tra sfiducia e speranza, cadute e vittorie. Quale metafora migliore per le giovani ragazze di un istituto di pena?

Al risveglio Margot decide che “nessuno più la metterà a terra”. Si trasforma quindi in Boxing Margot, lo sport, la boxe sarà l’espediente di crescita, di ricostruzione di se stessa, di rivoluzione personale.

La vita è complicata, le mentalità chiuse e Margot deve appellarsi a molta pazienza ed alla scoperta della sua forte determinazione di riscatto per trovare un trainer, poiché la boxe è uno uno sport che tutti reputano non adatto alle ragazze. Nessuno crede in lei, nessuno si vuol prendere la responsabilità di aiutarla a diventare una ‘pugilante’.

Rimasta sola, dopo la morte della madre, Margot si ritrova a dover provvedere a se stessa nonostante la giovane età. La sua testardaggine a praticare la boxe la illumina al pensiero che questo sport possa diventare il suo lavoro, il sudore che anche le darà da vivere. Ma contro chi potrà combattere sul ring in un mondo prettamente maschile?

Lady Tiger sarà il suo nome di battaglia con la consapevolezza che “con la boxe non puoi evitare il dolore, gli devi andare incontro“.

Gli ostacoli non mancheranno, Margot tornerà nuovamente in ospedale dopo uno sfortunato ko durante un incontro clandestino – perché solo gli uomini si possono ‘battere’ ufficialmente – inciampando in uno sgabello entro le corde del ring.

Gli incontri clandestini sono ‘senza regole’, e l’avversario ti può massacrare anche mentre sei a terra: le ferite di Margot saranno l’orgoglio del contendente, la sua vittoria.

Se la drammaturgia di Boxing Margot può risultare a tratti un po’ forte, toccante e scioccante per lo spettatore, che viene introdotto nel mondo non troppo conosciuto del pugilato, e soprattutto sul mondo parallelo e violento dei combattimenti clandestini, sul palco al contrario, le giovani attrici – accompagnate da alcuni interpreti maschili del Centro giovanile di Pontremoli – sono molto convincenti e inducono a riflettere su più fronti.

La salubrità mentale e fisica che concede lo sport è ben nota, anche se troppe persone non ne praticano alcuno, e non ci sono dubbi in tal senso. Tutti gli sport – ad ognuno ciò che si gli confà meglio – sono attività che racchiudono intrinsecamente il riscatto per ripartire da un qualsiasi evento particolarmente avverso che può capitare nel corso della vita. Ciò vale anche per minori e adulti che stanno scontando una pena, quindi un messaggio educativo per le stesse ragazze sul palcoscenico del Teatro della Rosa di Pontremoli, di cui una vicina di poltrona suggerisce che sia stato paragonato a La Scala di Milano, ma in forma ridotta, opera settecentesca del Granducato di Toscana.

Osservare sul palco Margot colpire con solerzia il saccone con i guanti da pugilatore, ripetutamente, senza sosta, con sforzo, convinzione e sudore vero, sembra voler rispecchiare la quantità di lotta necessaria per affrontare la vita, che non è mai – per nessuno – come era stata immaginata, lineare, lusinghiera, appagante o divertente. Come la regina dei fiori che rimanda al nome del Teatro pontremolese ed al suo motto istituzionale, la rosa è bellezza ma anche spine: pungit et delectat“- punge e delizia.

Infine, Margot nell’ultimo letto dopo il suo match più bello, all’apice della carriera.

Foto: Courtesy Teatro del Pratello

Una performance teatrale e multimediale molto dinamica con interessanti innesti video, a cui si è concesso ampio spazio, stratificati con i movimenti degli attori, oltre alle sonorità prescelte che hanno sottolineato alcuni passaggi scenici. Colorati ed essenziali i costumi che sembrano voler alleggerire “i fatti” sul palco.

Il debutto di Boxing Margot conclude un lavoro collettivo di teatro, scrittura e video con le ragazze dell’Istituto Penale Minorile di Pontremoli che durante l’estate hanno lavorato in maniera intensiva, con l’allenamento di pugilato di Ivan Magnani e le riprese video di Agnese Mattanò.

Il progetto teatrale 2022 rappresenta la seconda tappa del progetto avviato nel 2021 sul tema del perdono. Se antecedentemente venivano perdonati gli altri, adesso è il momento di perdonare se stessi per i propri errori e le cadute.

La rappresentazione supera brillantemente il consenso del pubblico, in prevalenza femminile, che ha applaudito a lungo ai giovani performer. Senz’altro una realizzazione drammaturgica, nella sua accezione più stretta di significato, dove si esprime il dramma della vita, ma anche la possibilità di rivincita personale a cui si può dare inizio in ogni momento.

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Lo spettacolo è andato in scena mercoledì 5 ottobre 2022 al Teatro della Rosa di Pontremoli – Via Ponte C. Battisti, 2, 54027 Pontremoli (MS) alle ore 21.00

Boxing Margot

drammaturgia e regia Paolo Billi

aiuto regia Elvio Pereira De Assunçao, Francesca Dirani

scene Irene Ferrari

video Agnese Mattanò

con le ragazze dell’Istituto Penale Minorile di Pontremoli

e con un gruppo di attori e cittadini di Pontremoli

Un progetto di Teatro del Pratello e
Centro Giovanile Mons. G. Sismondo di Pontremoli

con il sostegno di

Istituto Penale Minorile di Pontremoli

Comune di Pontremoli
Regione Toscana

con il contributo di

Fondi Otto per Mille della CHIESA VALDESE

Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara

Fondazione Carispezia

Associazione CIO NEL CUORE

Sabato, 8 ottobre 2022 – n° 41/2022

In copertina: foto Courtesy Teatro del Pratello

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