venerdì, Marzo 01, 2024

Italia, Politica

SPECIALE SICILIA – La base militare di Sigonella

Il controllo del Mediterraneo inizia da qui

Redazione di TheBlackCoffee

La base Nato più importante e strategica sul territorio italiano è la Naval Air Station di Sigonella, in Sicilia. Si trova nella piana di Catania e da qui opera la componente aerea della Marina statunitense; si tratta del principale snodo per le operazioni americane nel Mediterraneo.

La base militare di Sigonella è la più attrezzata per la logistica in appoggio alla Sesta flotta americana nel Mediterraneo. Da qui partono i temibili droni spia “Usa Global Hawk”, essenziali per le missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

La base aerea di Sigonella, aeroporto “Cosimo Di Palma” è gestito dalla Aeronautica italiana, che qui risiede con il 41º Stormo AntiSom, svolgendo un compito primario di contrasto alle potenziali minacce derivate da unità navali subacquee e di superficie, e quello secondario di coordinamento aereo nel servizio di ricerca e soccorso (SAR) in mare aperto concorrendo all’individuazione di navi in difficoltà e di eventuali naufraghi alla deriva. Inoltre sono in attività l’11° Reparto Manutenzione Velivoli e il 61° Gruppo Volo Predator. L’aeroporto è considerato Main Operating Base – MOB. Qui si effettuano esclusivamente attività militari, non essendo aperto al traffico commerciale, il secondo aeroporto militare più trafficato d’Europa.

Durante particolari attività vulcaniche dell’Etna, come nei mesi estivi di quest’anno, la base di Sigonella ospita i voli commerciali dell’aeroporto civile Fontanarossa di Catania, a causa delle temporanee chiusure per la caduta di ceneri e lapilli lavici che disturbano le attività di decollo ed atterraggio degli aerei.

La base aerea ospita realtà internazionali stanziali, ovvero la Naval Air Station, della Aviazione di marina statunitense, ed è utilizzata anche per operazioni NATO AGS Force –  Alliance Ground Surveillance – nonché assetti stranieri impegnati periodicamente nelle attività e operazioni di Eunavformed Irini.

L’aeroporto dispone di due piste parallele in comune ai vari reparti aeronautici.

A Sigonella sono presenti circa 4-5 mila militari – di cui gli italiani sono circa 800 unità, una netta minoranza – secondo il bisogno e il momento.

Ambedue i lati dell’autostrada Catania-Palermo, all’altezza di Sigonella, sono occupati dall’area militare, a Sud, e dall’area civile dedicata alle abitazioni dei militari statunitensi e le loro famiglie, e gli altri militari stranieri, a Nord.

Atterraggio di un aereo U.S. Air Force C-5 verso la base di Sigonella
Foto: 2023©LauraSestini (tutti i diritti riservati)

Nell’ottobre del 1985, un arduo caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti d’America, la cosiddetta Crisi di Sigonella, mise a rischio la pace tra le due nazioni, ponendo al centro della geopolitica mondiale la base militare di Sigonella.

La delicatissima questione verteva circa la sorte di un gruppo di militanti politici palestinesi che avevano sequestrato e dirottato la nave da crociera italiana Achille Lauro, uccidendo un passeggero statunitense.

I sequestratori si erano dichiarati esponenti dell’OLP – Organizzazione per la Liberazione della Palestina – ma durante le operazioni di mediazione diplomatica per la liberazione degli ostaggi si scoprirono appartenenti alla fazione filosiriana, una sua componente minoritaria, il FDPLP – Fronte Democratico popolare per la Liberazione della Palestina.

L’accaduto rischiò di sfociare in uno scontro armato tra VAM – Vigilanza Aeronautica Militare e Carabinieri da una parte, e i militari statunitensi della Delta Force dall’altra, al momento della rottura politica tra il Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, a causa dei continui rifiuti degli Stati Uniti alle operazioni militari italiane sulla nave, di cui volevano il comando.

La nave era riuscita ad inviare il mayday, captato in Svezia, segnalando il dirottamento da parte dei militanti, che chiedevano la liberazione di 50 loro compagni imprigionati in Israele.

Le trattative, tra servizi segreti e diplomazie, coinvolsero molti attori politici internazionali, da Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini, al presidente siriano Hafiz al Assad, ed egiziano Hosni Mubarak, fino a Yasser Arafat e la Croce Rossa internazionale.

Sabato, 7 ottobre 2023 – n°40/2023

In copertina: bandiere contro i militarismi – Foto: 2023©LauraSestini (tutti i diritti riservati)

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