martedì, Novembre 29, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

Pinocchia Dark

La femminilizzazione del tradizionale burattino di legno

di Laura Sestini

Le bambine saranno anch’esse bugiarde tanto quanto ha narrato Collodi nella sua famosissima favola su Pinocchio? Si faranno anche loro attrarre dalla luccicante ‘voglia di far nulla’ ?

In una piccola arena sotterranea del Museo Marino Marini di Firenze si è consumata una allegra performance teatrale con l’attrice Silvia Guidi ed il musicista Alessio Riccio che, intrecciando le loro abilità artistiche, hanno portato in scena le parti forse ‘moralmente’ più significative di tutto il romanzo per ragazzi ‘Le avventure di Pinocchio’ del fiorentinissimo Carlo Collodi, ovvero il Paese dei Balocchi, figurando i personaggi di Gepetto e del Grillo Parlante, attraverso voci fuori campo.

Pinocchia Dark è una versione ‘femminilizzata’ del famoso burattino, il quale – nella versione tradizionalmente di legno – ha troneggiato seduto in prima fila insieme agli spettatori, quasi a volersi confrontare, guardarsi allo specchio attraverso le movenze e le parole di Silvia Guidi/Pinocchia, per comprendere in quale punto preciso il suo percorso aveva deragliato, dove lui aveva sbagliato. Infatti Pinocchia dark vuole indagare la parte oscura di Pinocchio, poichè – secondo questa specifica visione – le favole non sono mai a lieto fine.

Gli arrangiamenti teatrali, cinematografici o letterari del famoso personaggio collodiano sono numerosi, da Sergio Tofano a Carmelo Bene, da Carlo Monni a Luigi Malerba, fino a quelle ideate e mai realizzate di Federico Fellini e Francis Ford Coppola. Pinocchio è un personaggio leggero e curioso, scansafatiche e un po’ bugiardo ma simpatico, che ha sempre affascinato grandi e piccini e suscitato indagini psicologiche, riflettondosi anche sugli adulti, che spesso continuano a dire bugie come le proprie versioni infantili.

Pinocchia raggiunge l’area scenica sorprendendo il pubblico da dietro le spalle. Tutti si voltano per accogliere questo insolito personaggio dalle forme più morbide del celebre burattino di legno, mentre si destreggia tra scalini, inchini, frasette, movenze che sottolineano le parole.

La performer Silvia Guidi interpreterà anche parti di personaggi paralleli, ma indispensabili alla narrazione, mutando all’occasione la vocalità che connota le altre figure. La rappresentazione è molto dinamica – ilare, leggera e scherzosa – come può essere il Pinocchio classico. Corporea.

Nei fatti la Fata Turchina sta organizzando una festa per trasformare Pinocchio-burattino in Pinocchio-bambino, ma il ragazzo, mentre va in giro ad invitare i suoi amici per il grande evento – come ben sappiamo – quando incontrerà il suo caro amico Lucignolo, alla fine si lascerà attrarre dal seguirlo al Paese dei Balocchi, un luogo dove non ci sono scuole e libri e la settimana è composta da sei giovedì e una domenica. Un paese fantastico dove ci si trastulla e ci si diverte, eludendo il mondo reale e le sue infinite scocciature.

L’epilogo della scorribanda in quel paese dove vengono calamitati moltissimi giovani sfaticati è ben noto, ed altrettanto in quel punto di narrazione la versione di Pinocchia dark chiuderà il suo cerchio retorico.

Pinocchia/Silvia Guidi
Foto: Lorenzo De Siate (tutti i diritti riservati)

Pinocchia Dark si esprime in cadenza fiorentina, come si addice al personaggio. Silvia Guidi è molto mobile fisicamente, un po’ arlecchinesca, rapida anche nelle varianti vocali. La musica di Alessio Ricci, dall’elettronica alla componente lirica, sottolineerà puntualmente, e talvolta con scelte inaspettate, tutte le scene ed i monologhi della rappresentazione.

In un momento, dalla voce dell’interprete, è sembrata anche apparire la Sibilla di Cuma, con le sue profezie. Lì, spinta da rimandi letterari remoti, parallelamente è emersa l’odissea di Ulisse che, insieme ai suoi compagni di viaggio tra i Campi Flegrei ed il Lazio, si faranno ‘imbambolare’ dalla Maga Circe – una donna senz’altro fuori dalle righe per quei tempi – che per incantesimo e vendetta li trasformerà in porci. Altrettanto Pinocchio e Lucignolo, per le loro superficialità finiranno nelle movenze e le fattezze di raglianti somari.

La prima assoluta di Pinocchia Dark ha catturato grande attenzione del pubblico, che ha ricambiato con applausi scroscianti ed ha proseguito nel percorso collodiano del Museo Marino Marini visitando – in un ambiente adiacente – l’installazione sul potere delle parole del designer Stefano Rovai ‘Le avventure di Pinocchio’.

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Lo spettacolo è andato in scena al Museo Marino Marini di Firenze – Piazza San Pancrazio – domenica 15 maggio alle ore 18.00

Pinocchia Dark

drammaturgia e regia di Silvia Guidi

musiche di Alessio Ricci

Sabato, 21 maggio 2022 – n° 21/2022

In copertina: Silvia Guidi/Pinocchia – Foto: Lorenzo De Siate (tutti i diritti riservati)

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