giovedì, Settembre 29, 2022

Lifestyle, Società

Occhio, malocchio, shungite, tormalina, ambra, fluorite, ametista…

Una pietra al giorno…

di Miriam Maddaloni

Ecco, le pietre fanno parte di quel mondo affascinante che ogni volta che ne entro in contatto, vengo rapita totalmente.

Vi sarà capitato di trovare delle pietre, sassi sul mare, nei boschi o in altri luoghi, ed esserne attratti per la forma o il colore; e così raccogliendole, scrutandole, toccandole, passandole da una mano all’altra, alle volte a me capita anche di volerle annusare. Beh, uno dei motivi sicuramente validi sottostà al fatto che biologicamente ne siamo attratti, perché abbiamo nel nostro organismo dei componenti simili – come i sali minerali – e perché, come tutti i doni che la natura ci offre, emanano delle energie utili per il nostro benessere che inconsciamente riconosciamo, venendone immancabilmente attratti.

Vorrei parlarvi di una pietra dalle grandi proprietà che proprio in questo momento di cambio di stagione, quando le nostre energie si abbassano, può venirci in aiuto: la Shungite (formata di carbonio-60 o 70, in forma detta allotropica per la quale gli atomi si legano configurando una sorta di pallone da calcio da 60 o 70 atomi).

Ci sono diversi tipi di questa pietra di colore nero e leggera che ricorda il carbone, ma meno pregiata perché per il momento se ne trovano in grandi quantità; mentre un’altra varietà, più preziosa, è proveniente dal villaggio di Shunga in Russia che da esso prende il suo nome.

Sull’origine della Shungite esistono due ipotesi: amalgama di diversi organismi planctonici fossilizzati; oppure che arriverebbe da un meteorite proveniente da una stella morta – addirittura che sia parte dell’asteroide Phaethon. L’ultima potrebbe essere un ipotesi accettabile, vista la quantità limitata e l’età risalente all’incirca a due miliardi di anni. Cosa interessante, soggetta a studi, è che non esiste nessun altro minerale con la stessa composizione, perché contiene tutti gli elementi naturali della tavola di Mendeleev ed è una pietra ad alta conducibilità; un’altra cosa che rende questa pietra unica è la presenza di fullereni – abbondanti nell’universo -che, grazie alle loro proprietà fisiche e quantiche, sono probabilmente alla base di numerosi benefici su tutto ciò che è vivente.

La storia narra che lo Zar Pietro I – più noto con il nome di Pietro il Grande – vissuto nel XVII° secolo, soffriva di diversi problemi di salute come epilessia ed uremia; questi disturbi peggioravano sempre di più e necessitavano di trovare una soluzione per impedire di degenerare conducendolo ad avere problemi maggiori.

I suoi medici lo informarono dell’esistenza in Carelia di una sorgente che sgorgava da una roccia nera, la cui acqua si diceva avesse delle proprietà eccezionali per la salute.

Fu così che, bevendo l’acqua di questa sorgente che sgorgava dalla roccia di Shungite e immergendoci il volto, l’imperatore vide migliorare giorno per giorno la sua salute, sia fisica che mentale. Pietro, decise quindi di far aprire in quel luogo una sito termale, dove tutti potessero godere dei benefici di questa acqua. I primi a usufruirne furono i suoi soldati di ritorno dalle numerose battaglie dell’epoca. Un Vero Signore magnanimo, questo imperatore!!!

Viste le grandi proprietà di questa pietra, lo Zar illuminato ordinò al suo esercito di lasciare un pezzo di questa roccia sul fondo dei loro recipienti d’acqua, per garantirne la potabilità e trarne beneficio dalle sue preziose virtù.

Oggi la regione della Carelia è molto industrializzata ed inquinata, ma cosa alquanto strana ma non troppo, viste le grandi qualità del minerale, il lago locale chiamato Onega è ancor oggi un esempio di purezza in tutta Europa. Nonostante i rifiuti, i luoghi conservano un livello medio accettabile di purezza, anche nell’aria. Esistono più tipi di Shungite a seconda della diversa concentrazione di carbonio e di silicati.

Shungite di tipo I: apparenza semi-metallica, contiene fino al 90-98% di carbonio e silicati; ha un’altissima concentrazione di carbonio-fullerene, ma è così rara che rappresenta meno dell’1 % della produzione totale di Shungite ed è molto costosa.

Shungite di tipo II (nera): contiene il 60-90% di carbonio e silicati e circa il 30% di carbonio-fullerene, certamente è la migliore che si possa trovare avendo un buon rapporto qualità/prezzo, per cui gli oggetti armonizzanti (ad esclusione di quella per l’acqua da bere) riguardano questo tipo di Shungite – che proviene per lo più dalla cava di Zazhoghinskaia.

Shungite tipo III e IV: si tratta di qualità in genere provenienti dalle cave di Macsovscaia e di Nigozerscaia, aventi contenuto di carbonio e silicati rispettivamente del 30- 50%, e al di sotto del 3%, per cui la percentuale di carbonio fullerene è molto bassa -motivo per il quale gli effetti energetici di queste tipologie sono molto blandi.

La nostra Shungite – la tipo II – è di colore nero antracite e la sua superficie è vellutata sia allo stato grezzo che quando è levigata ed è facile da scolpire. La Shungite si comporta in modo del tutto diverso rispetto agli altri minerali; se la prendiamo in mano, constatiamo subito che non irradia come altri minerali, ma agisce come una spugna che opera una selezione di alcune cose dentro di noi. Sembra in effetti – e alcune testimonianze anche del passato ci danno ragione – che questa pietra si attivi solo in caso di necessità, agendo ad un livello conforme all’essere vivente che la usa. Infatti rispetto ad altri minerali neutri o attivi, assorbendo in modo grezzo, la Shungite si comporta in maniera diverso. Essendo dotata di una sua forma ‘d’intelligenza’ -grazie ai famosi fullereni – essa esegue il suo compito a seconda del bisogno, catalizzando e filtrando.

Un altro aspetto veramente favoloso è che questa pietra non si deve mai ricaricare e non ha bisogno purificazione, ma io per abitudine – dopo l’acquisto o il dono di pietre – le metto sempre a bagno con sale o le lavo con sapone e le risciacquo sotto l’acqua corrente, anche se al fine degli effetti, questo minerale non ne avrebbe bisogno.

Shungite tagliata in forma di piramide

Portare con sé un pezzo di questa pietra sotto forma di bijoux o grezza, non farà altro che armonizzare e regolare il campo energetico dell’organismo e soprattutto a normalizzare i processi nervosi, aiutando a superare i momenti di intenso stress psico-fisico. Per beneficiare di queste proprietà è facilissimo: basta portare su di sé un pezzo di Shungite, anche in una tasca; il minerale si attiva quando se ne presenta la necessità. Ottima anche per schermarci dalle onde elettromagnetiche, compreso il Wi-Fi, quelle prodotte dagli elettrodomestici e dai computer. Scegliete il minerale a forma di piramide, da posizionare in alto nei luoghi dove tenete gli apparecchi elettronici ed elettrici.

Insomma un grande aiuto come sempre dalla nostra meravigliosa Natura…

N.d.r. – Ricordo che l’uso di questa pietra non sostituisce in nessun caso il parere e la diagnosi di un medico competente per ogni vostro disturbo.

Sabato, 16 ottobre 2021 – n°38/2021

In copertina: pezzi di Shungite – Foto: Miriam Maddaloni

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