venerdì, Settembre 30, 2022

Economia, Italia

Mondeggi Bene Comune

Fattoria senza padroni

di Laura Sestini

Il progetto Mondeggi Bene Comune, nonostante la sua rapida notorietà, non è in atto da molti anni, di fatto solo otto. Però di lotta e di strada ne è stata fatta molta dai giovani universitari che lo hanno avviato.

Dal 2013 reiterati i tiramolla con la Città Metropolitana di Firenze, proprietaria dei beni, che infine ha trovato – finora solo sulla carta – una soluzione inaspettata e, speriamo, sostenibile che accontenti tutti. A fine luglio infatti, il Sindaco Dario Nardella, annuncia che Villa Mondeggi e annessi – immobile nel Comune di Bagno a Ripoli ex proprietà dei Della Gherardesca – sarà tolta dalla lista dei beni alienabili di pubblica proprietà. Fino ad allora l’idea era sempre stata focalizzata sulla vendita a privati per la realizzazione di una immensa struttura turistico-ricettiva e quindi la trasformazione di tutta l’area.

Al contrario, grazie al Pnrr, prossimamente in città arriveranno ingenti contributi per la rigenerazione urbana, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, le attività di inclusione sociale e di promozione culturale, tematiche che sembrano collimare totalmente con la filosofia di sostenibilità su cui è stato costruito fin da subito il progetto Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni. Il bando di concorso finalizzato al progetto di ‘riconversione’ che riguarderà la tenuta di Mondeggi è stato lanciato a livello internazionale e sarà relativo alla ristrutturazione degli immobili, la rivalutazione dei terreni e degli spazi naturali, coltivati o meno. Secondo la visione del Sindaco di Firenze ci verrà realizzato un grande centro socio-culturale. Al momento però tutto rimane sottotraccia; in totale silenzio.

Per saperne di più, sia sull’attività della Comunità di Mondeggi che di un prossimo futuro, abbiamo interpellato i diretti interessati. La collaborazione e le risposte sono a cura di Duccio e Filippo.

Come è nata l’idea di ‘occupare’ immobile e terreni dove poi è nata la Comunità di Mondeggi?

Nell’autunno 2013 il Collettivo di Agraria dell’Università di Firenze, in collaborazione con alcuni contadini del movimento Genuino Clandestino, promosse una campagna per l’accesso alla terra, comprendente una mappatura delle terre abbandonate. Durante questa prima fase di raccolta dati emerse la storia di Mondeggi e del suo abbandono, e subito gli sforzi si indirizzarono ad impedirne la privatizzazione. Iniziò quindi una prima fase di dialogo con la Città Metropolitana di Firenze, proprietaria del bene, che si risolse in un nulla di fatto; anzi, poco tempo dopo fu di nuovo messa all’asta tutta la tenuta. In reazione a questo colpo basso il neonato comitato Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni, molto variegato nella sua composizione, decise che l’occupazione era un buon mezzo per dissuadere un qualsivoglia acquirente a comprare la tenuta e perseguire un uso privatistico.

Attraverso quali eventi la tenuta – 170 ettari di terreno e numerosi immobili, ex proprietà dei Conti della Gherardesca – era stata abbandonata?

L’intera tenuta fu acquistata dalla provincia di Firenze negli anni Cinquanta, con l’obiettivo di instaurarvi un manicomio. Con la chiusura di quest’ultimi, avvenuta anni dopo, la proprietà prese atto che l’attività agricola era l’unica possibile da svolgere e diede vita all’azienda agricola Mondeggi-Lappeggi SRL. Tra alterne fortune questa rimase in vita fino al 2009, anno in cui, a causa dell’ingente debito accumulato negli anni, fu posta in liquidazione forzata; seguirono quindi vari bandi di vendita o affitto, andati deserti. All’epoca della nascita del percorso Mondeggi Bene Comune la tenuta era quindi abbandonata da circa nove anni.

La manutenzione degli immobili abitati

Quali sono state le maggiori difficoltà in questi anni per difendere Mondeggi dagli attacchi istituzionali?

Sapevamo per esperienze pregresse che prendere parola dal basso, in contrapposizione alle logiche basate sulla delega che guidano la politica istituzionale, ci avrebbe fatto cadere sul capo un pesante stigma, soprattutto in un contesto rurale e non metropolitano. Numerosi pregiudizi, per lo più riferiti all’aver infranto la barriera della legalità, sono stati cavalcati strumentalmente dalla controparte per screditare il lavoro che stavamo portando avanti. Lavoro che ciò nonostante negli anni è cresciuto, sia a livello agricolo che politico, in modo onesto, trasparente e coerente a tal punto da essere diventato il nostro scudo migliore di fronte ad ogni accusa.

Anni di lotta e resistenza: contro le autorità della Città metropolitana di Firenze e il neoliberismo?

Siamo arrivati ormai a più di otto anni di presidio; anni intensi, pieni, non sempre facili ma sicuramente ricchi di stimoli e soddisfazioni. Tenere in piedi una realtà di questo tipo, che si fonda sulla critica radicale al modello sociale e produttivo vigente, tentando al contempo di immaginare e progettare alternative praticabili, è stata un’impresa che ha assorbito anima e corpo coloro che in questi anni hanno animato il comitato. Provare a farlo in maniera completamente orizzontale, prendendo le decisioni in assemblee su base consensuale, è una partita che stiamo tutt’ora giocando. Le insidie da superare, così come i nodi da sciogliere, sono state moltissime e ciò che siamo riusciti ad ottenere fino ad oggi è il frutto di tenacia e perseveranza; ovvero il contrario della rassegnazione.

Quali sono le attività che sono state sviluppate nella tenuta di Mondeggi dall’inizio dell’occupazione ad oggi?

Le attività sono svariate e molteplici: si annoverano, tra tutte le attività promosse da Mondeggi Bene Comune, attività culturali (presentazioni di libri), ricreative (momenti di festa), didattiche (scuola contadina), attività che mischiavano le varie cose (campeggi circensi, per bambini), ma soprattutto attività agricole. Correntemente a Mondeggi produciamo olio, vino, pane, birra, olio, zafferano, cereali e ortaggi, e in parte anche le sementi di cui abbiamo bisogno. Alleviamo qualche maiale e dei polli, in passato ci sono state anche le capre e un laboratorio di prodotti erboristici. Le attività sono svolte su diversi livelli, per permettere ad ognuno/a di partecipare secondo le proprie possibilità: si va dalle produzioni destinate alla vendita nei mercati contadini a quelle per autoconsumo, per permettere a chi lo desideri di prodursi parte del proprio cibo. Col progetto Mo.T.A. e Mo.V.A. sono stati affidati a numerosi abitanti della zona e non, piccole porzioni di oliveta, orto e vigna da curare in maniera autonoma ma collaborativa.

Agricoltura sostenibile ed allevamento

Quale obiettivo hanno dette attività?

Gli obiettivi del progetto Mondeggi Bene Comune sono tanti e ambiziosi. Sicuramente tra gli obiettivi principali c’era quello di evitare la vendita della tenuta, e questo forse è la più grande vittoria ottenuta. Altro obiettivo importantissimo, che è il fine del nostro lavoro agricolo, è dimostrare che un’altra agricoltura, diversa dal modello agroindustriale, è possibile. Un’agricoltura che si basa sui principi dell’agro-ecologia, che sia radicata sul territorio e crei legami tra le persone, che diminuisca la distanza tra produttore e consumatore e quindi crei una comunità basata sul cibo sano e genuino, anche se clandestino. Mondeggi vuole anche essere uno spazio di incontro, convivialità e di crescita personale che, ruotando intorno alla terra e al suo utilizzo, sia in grado di estrinsecare pienamente, a trecentosessanta gradi, le potenzialità di quest’ultima.

Oltre al nucleo fondatore del ‘progetto Mondeggi’, molte persone girano attorno alle attività, magari ne fanno parte per un periodo e poi escono. Cosa trovano qui che non c’è altrove?

Le persone che si fermano a vivere a Mondeggi sono spesso molto diverse tra loro per formazione, età e vissuto personale, anche se gli abitanti sono principalmente ragazzi/e intorno ai trent’anni. Quello che attira di più probabilmente è la la voglia di provare a vivere in un contesto più comunitario e magari allontanarsi da un certo stile di vita più urbano e atomizzato, per provare a vivere più a stretto contatto con la natura. Un esempio lampante di questa cosa ce l’ha fornito il periodo di quarantena durante il primo anno di emergenza sanitaria: la città era diventata un luogo altamente ostile, dove nemmeno ai bambini era permesso di stare al parco; le persone e le famiglie hanno vissuto nell’isolamento quasi totale. Da noi la situazione è stata totalmente diversa.

La conferenza annuale

Anche molti fiorentini frequentano gli spazi di Mondeggi. Sostengono anche la ‘causa’?

Certamente! Gran parte delle persone che attraversano Mondeggi provengono dal contesto urbano; si può dire anzi che Mondeggi rappresenta un luogo di evasione temporanea dall’ambiente cementificato che caratterizza Firenze e il suo hinterland. Alcuni vengono solo per iniziative specifiche e momenti ludici, molti altri sono custodi di olivi o di filari di vigna, partecipando inoltre all’assemblea del comitato di Mondeggi, ovvero l’organo che, così come riportato nel nostro atto costituente, è deputato a prendere le decisioni sostanziali.

Dopo sette anni di tentata vendita dell’immobile, Dario Nardella – sindaco di Firenze – annuncia che si cambia strategia e grazie al PNRR Mondeggi sarà cancellata dai beni da alienare. Cosa ne pensate?

La notizia è stata un fulmine a ciel sereno: fino al giorno precedente stavamo aspettando che si riunisse il consiglio metropolitano per deliberare l’ennesima l’alienazione della tenuta! Siamo sicuramente contenti che finalmente sia stato recepito il messaggio che “Mondeggi non si vende”, nostro slogan da ormai più di otto anni, e siamo convinti che se siamo arrivati a questo risultato è in gran parte per merito nostro. Vedremo se le istituzioni terranno fede alle proprie parole e se a queste seguiranno i fatti. Per adesso, nonostante le scadenze imminenti circa l’assegnazione dei fondi europei e le promesse di dialogo da parte del sindaco, nulla si è mosso; siamo consci che, in ogni caso, niente ci verrà regalato e siamo pronti e determinati ad affrontare anche questa battaglia in difesa del nostro progetto.

E’ stato promesso che diventerà un centro socio-culturale e che si troverà un compromesso con ‘gli occupanti’: è una possibilità credibile?

A quanto ci risulta i soldi europei sono vincolati alla presentazione di un progetto che abbia certe caratteristiche (ad esempio l’utilizzo sociale del bene) e certe parole d’ordine, che sono all’incirca le stesse che noi adoperiamo fin dall’inizio. Perciò un’operazione di tipo speculativo che conti sui quegli stessi fondi è altamente improbabile. Dall’altro lato, però, al di là di alcune vaghe dichiarazioni, non abbiamo avuto nessun ragguaglio ufficiale sul modo in cui l’amministrazione intende collaborare con Mondeggi Bene Comune. Noi dal canto nostro agiamo alla luce del sole e abbiamo un presidio permanente sul territorio attraversato da centinaia di persone, un progetto già in essere che potrebbe essere implementato e idee abbastanza chiare sul come farlo: prima o dopo le carte dovranno essere scoperte anche dalla controparte.

Spazi ludici

Come vedete il futuro di Mondeggi?

Se otto anni fa Mondeggi Bene Comune nasceva grazie a una spinta dettata da alcune necessità oggettive, oggi tali motivazioni sono sicuramente rafforzate. Sotto l’insostenibile peso di un sistema economico pervasivo e ubiquitario il Pianeta sta vivendo una crisi ecologica enorme, accentuata negli ultimi anni dalla pandemia, che impone la ricerca di nuovi paradigmi e diverse soluzioni. In quest’ottica Mondeggi e il suo messaggio hanno guadagnato un’attualità sempre maggiore, anche in platee normalmente abbastanza impermeabili. L’auspicio è che possa divenire un modello di riferimento e che tante Mondeggi nascano, a prescindere dalla durata dell’originale. Per quanto ci riguarda strettamente, se otto anni fa ci avessero fatto la stessa domanda probabilmente non avremmo saputo rispondere. Oggi non sappiamo rispondere ugualmente, ma almeno abbiamo un pezzo di passato a farci da zattera per affrontare le tempeste che verranno.

https://mondeggibenecomune.noblogs.org/la-fattoria-senza-padroni/

Sabato, 25 dicembre 2021 – n°47/2021

In copertina: immobili disabitati della Tenuta di Mondeggi – Foto courtesy: Mondeggi Bene Comune e Frédérique Plas

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