mercoledì, Gennaio 19, 2022

Italia, Politica

L’Italia incoronata Nazione dell’anno: Economist elogia Draghi

Ma c’è chi vuole Berlusconi a capo dello Stato

di Elio Sgandurra

In pochi giorni l’Italia ha ricevuto molti elogi sul piano internazionale: dalla cancelliera Angela Merkel nel suo ultimo viaggio ufficiale avvenuto nel nostro Paese; da Ursula von der Leyen, commissaria dell’Unione Europea; dall’autorevole settimanale britannico Economist che ha incoronato l’Italia come The Country of the Year – Nazione dell’Anno – sottolineando la competenza di Mario Draghi, ammirato a livello internazionale e invitandolo a rimanere al suo posto di premier molto efficiente.

C’è da andarne orgogliosi, ma sembra invece che di fronte a tutti quegli elogi gran parte degli Italiani siano rimasti indifferenti. Hanno altro a cui pensare, cioè allo stato attuale del Paese condizionato dalle limitazioni imposte dal Covid, dai rincari, dai bassi stipendi, dalla disoccupazione e da tutti gli altri mali secolari che inquinano la nostra Penisola come la classe politica incapace, la corruzione, l’evasione fiscale, le mafie e tanto altro.

Gli elogi provenienti dall’estero non tengono conto di questi gravi aspetti, ma si riferiscono al balzo in avanti che hanno fatto l’economia italiana, l’industria – con un PIL del 6% contro il 4% della Germania – alla concretezza del PNRR, alla battaglia contro il Covid.

Poi c’è il problema dell’elezione a fine gennaio del Presidente della Repubblica che per ora vede un solo nome sicuro che è proprio quello di Draghi. Ma lui di fronte alle pressioni di quasi tutti i partiti, tace ed è un silenzio comprensibile visto che per andare al Quirinale dovrebbe lasciare la carica attuale che sia all’estero che in Italia viene ritenuta indispensabile. Era stato chiamato a Palazzo Chigi da Sergio Mattarella per “commissariare” un Parlamento e una politica incapaci di varare un Governo serio, e vi riesce ricucendo giorno dopo giorno le fratture tra coloro che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo.

A proposito di serietà, una parte del mondo politico ha già proposto come candidato alla presidenza della Repubblica Silvio Berlusconi, una scelta sostenuta apertamente da Giorgia Meloni – che vuole un “presidente patriota” – e la corrente salviniana della Lega.

Siamo dunque al ridicolo: ve lo immaginate l’ex cavaliere di Arcore al Quirinale? Già quand’era premier non era ben visto da una parte degli italiani e soprattutto all’estero. Alle riunioni internazionali era bravo a raccontare barzellette, a fare apprezzamenti da osteria sull’aspetto fisico della cancelliera Merkel o dichiarazioni imbarazzanti come quella sul presidente Americano Barak Obama, appena eletto. “E’ un po’ troppo abbronzato”, disse.

Se li meritò i sorrisi d’intesa carichi d’ironia tra la Merkel e l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, quando a una conferenza stampa un giornalista fece il suo nome. E quanti italiani all’estero venivano aggrediti con battute su “Italia bunga bunga” e altre frasi simili che ci emarginavano tra i popoli poco raccomandabili. Uscì di scena con le dimissioni del 12 novembre del 2011 lasciando le finanze del Paese sull’orlo della bancarotta. Oggi la stampa e le televisioni sembrano aver dimenticato quei trascorsi.

Purtroppo al di là di Draghi e Berlusconi – due personaggi dalle personalità e dalle esperienze totalmente contrapposte – non ci sono altri nomi, a parte la Cartabia o la Moratti, venute fuori come i numeri della lotteria. La sinistra continua a restare in silenzio o perché non ha persone autorevoli da presentare oppure perché ha un “asso nella manica” da esporre all’ultimo momento. Ma oltre a Draghi, l’Italia ne ha ancora di “assi” da presentare come capi dello Stato e garanti della Costituzione e dell’unità della nazione?

Sabato, 25 dicembre 2021 – n° 47/2021

In copertina: Mario Draghi alla conferenza stampa di fine anno – Foto: www.governo.it – licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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