venerdì, Ottobre 07, 2022

Lifestyle, Società

La natura come farmaco per la salute

Il Canada lo prescrive già in quattro province

di Laura Sestini

Durante la pandemia molte persone potrebbero aver acquistato o ri-acquistato familiarità con il potere curativo della natura che, come sappiamo, spesso non è nella percezione positiva dei singoli, tantomeno nei protocolli sanitari di qualunque periodo storico.

In realtà, dopo una lunga giornata trascorsa al chiuso di un ufficio, o di smartworking, uscire a fare una passeggiata e cogliere l’odore degli elementi naturali, siano essi alberi, fiori, pioggia o salmastro, consente al nostro ‘io’ più profondo di riconnettersi con la propria essenza naturale di esseri appartenenti all’ecosistema.

Purtroppo – specialmente con i restrittivi lockdown del 2020 – diverse volte abbiamo assistito, riportate dai tg nazionali, a situazioni surreali di solitari, e molto sporadici runners inseguiti e multati dalle Forze dell’Ordine, o ancor peggiore, segnalati da comuni cittadini ertisi a guardiani dell’umanità.

In contrapposizione a quanto sopracitato, nelle rarissime apparizioni in programmi televisivi, i medici di famiglia, psicologi e psicoterapisti, hanno sempre dato l’allarme sulla cattiva condizione di salute mentale – manifestatasi con ansia e depressione – di cui tanti hanno sofferto proprio durante i periodi di maggiori restrizioni fisiche a causa della pandemia.

In un futuro che ci auguriamo ravvicinato, la situazione però potrebbe cambiare e la natura eventualmente assumere il ruolo che veramente le spetta nella sua stretta connessione con la salute di tutti gli esseri viventi sulla Terra.

La strada in questa direzione ha iniziato ad aprirla il Canada, Paese dove certamente non mancano ampissime aree di natura selvaggia, ma accessibile, nei percorsi tracciati, anche alle persone meno allenate. Infatti, già nelle province di British Columbia (BC), Ontario, Manitoba e Saskatchewan gli operatori sanitari possono prescrivere ai loro pazienti di curarsi anche attraverso percorsi nella natura fornendo un pass gratuito – il Discovery Canada Pass – inserito in un programma nazionale di salute mentale e fisica, con la convinzione che trascorrere almeno due ore nella natura ogni settimana possa portare ad un notevole miglioramento della salute e del benessere psicofisico.

Al momento i lasciapassare vengono offerti attraverso un sinergia di intenti tra Canada Parks e la British Columbia Parks Foundation.

Alla presentazione del protocollo sanitario ‘in natura’ è il Ministro dell’Ambiente e del cambiamento Cìlimatico Steven Guilbeault – anche responsabile di Canada Parks – a sottolineare i risultati degli studi sulla relazione uomo-natura: «La ricerca medica mostra chiaramente che l’ansia e altri problemi di salute mentale possono esserlo trattati con dosi di tempo trascorso in natura, ed i benefici positivi che si ottengono nella connessione con essa. Allo stesso modo, l’accesso alla natura può anche ridurre la cronicità di malattie come ipertensione, diabete e malattie polmonari. Questa entusiasmante collaborazione con la rete dei Parchi Nazionali candesi è una svolta per il modo in cui tratteremo i problemi di salute mentale e fisica da ora in poi, e non potrebbe arrivare in un momento migliore, mentre continuiamo a fare i conti con gli impatti della pandemia da COVID-19 sulla nostra vita quotidiana».

Per naturo-terapia si intende dal giardinaggio all’avventurarsi nella natura più selvaggia, ma più ci immergeremo nella biodiversità e in vaste vedute di spazio verde o ambienti marini, lacustri ed altro, e più i benefici saranno profondi.

Guilbeault ha affermato anche che si prevede che il programma PaRx sarà disponibile in ogni provincia e territorio del Canada entro la fine dell’anno in corso.

Per evitare discriminazioni di chi abita più lontano dai parchi nazionali, il programma prevede altresì di ridurre le barriere di raggiungibilità dei medesimi, per renderne più facile l’accesso a tutti, cercando di coinvolgere gli enti di trasporto pubblico per inserire più fermate nei tragitti lungo le aree naturali.

Inoltre, secondo gli studi condotti, sentirsi in contatto con la natura ha dimostrato che porta a produrre un circolo virtuoso, non solo utile alla propria salute, ma per una maggiore probabilità anche di partecipare attivamente alla protezione degli ecosistemi e alla sostenibilità ambientale.

Con la lotta al cambiamento climatico a cui si stanno preparando, con qualche riserva, tutti i Paesi al mondo, il nuovo progetto sanitario canadese, inteso come relazione uomo-natura a protezione della salute dell’individuo, indirettamente disinnescherà quel circolo vizioso che finora, al contrario, ha indotto tanti danni sulla salute umana, specialmente agli apparati respiratori e cardiologici. Come si augurano in Canada, che il progetto faccia proseliti in altre nazioni, noi lo attendiamo anche per i protocolli sanitari italiani.

Sabato, 5 gennaio 2022 – n° 6/2022

In copertina: ‘La casina nel bosco’ – Foto: ©Laura Sestini (tutti i diritti riservati)

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