venerdì, Marzo 01, 2024

Notizie dal mondo

Il sacco di Gaza e della nostra Civiltà

Israele decreta la morte definitiva del principio “etico-umanitario” in Occidente

di Guido Tognola

Mentre Gaza, territorio sotto occupazione israeliana dal 1967, ricorda sempre più il ghetto di Varsavia durante l’insurrezione del 1943, Gilad Erdan, ambasciatore israelianoalle Nazioni Unite dal 2020, si è presentato all’assemblea ONU con la stella di David appuntata al petto, nel tentativo di risvegliare quella coscienza collettiva che, giustamente, dovrebbe ricordare all’Uomo il “male assoluto” del quale è padre e figlio, a prescindere.

Nel frattempo, donne, vecchi e bambini di popoli non eletti, eh sì, stanno morendo, anche atei e cristiani, non solo “bestie” palestinesi; non potevano che sperare, per la nostra coscienza, nell’intelligenza di quelle bombe intelligenti che da lì a poco li avrebbero inesorabilmente dilaniati, annientati, polverizzati, nel nome di una rappresaglia, da intendersi in senso “comune” e non di diritto, che, come tale, porterà solo ulteriore odio e ulteriore sangue di innocenti da entrambe le parti. Come ulteriore odio e sangue avranno come conseguenza diretta le violenze inaudite perpetrate dai coloni occupanti illegalmente sempre più vaste zone in Cisgiordania.

Dal 1946, al giorno prima della barbarie, dell’esecrabile atto di terrorismo perpetrato da Hamas il 7 ottobre, forse in pochi volevano ricordare certi numeri assordanti: a fronte di 307 vittime civili israeliane si contano ben 6’407 vittime civili palestinesi (un rapporto a dire poco spaventoso di 1 a 21); 70 Risoluzioni ONU disattese, sempre più territori sottratti illegalmente ai legittimi residenti, nel nome della necessità di quel “Lebensraum” (ambiente ndt), che sì, ricorda tempi nefasti.

Non si tratta di tifo da stadio, non si tratta di scegliere da quale parte stare aprioristicamente, se non da quella del Diritto Internazionale, ultima spiaggia di un mondo sempre più alla deriva e sempre più prossimo all’apocalisse, almeno nel senso etico.

La democrazia, da noi “eletti” tanto sbandierata, non può essere difesa arroccandosi in dogma e venendo meno ai propri valori fondanti o, semplicemente, isolandosi nella propria sacralità; non può essere Dogma, in quanto laica, umanista e non messianica. Una vera Democrazie implica la necessità, ogni secondo, di lavorare con le persone e non per le persone in senso verticistico, di lavorare nel principio di una vera partecipazione attiva di Tutti, nel rispetto e nel nome della Dignità di Tutti. Una vera Democrazia NON può scegliere a priori, acriticamente da che parte stare, ci piaccia o meno chi ci sta di fronte.

Inutile teorizzare, anche a mero scopo propagandistico, ipotetiche forme di “islam politico di estrema sinistra” (le teocrazie di per sé stesse sono già brutte di loro), se non per giustificare un mondo occidentale che si estremizza a sua volta, e sempre più, in destre populiste, o democrautre farlocche e che rifiuta perennemente l’assunzione delle proprie ineluttabili responsabilità.

Non esistono altre vie percorribili per evitare il Baratro, se non quelle della denuncia di tutte le ingiustizie, dell’applicazione “de facto” del Diritto Internazionale, di un Consiglio di Sicurezza ONU senza diritto di veto di chicchessia e dell’applicabilità vincolante di tutte le Risoluzioni ONU, con le relative sanzioni.

Sabato, 4 novembre 2023 – n°44/2023

In copertina: bambini palestinesi vittime dei bombardamenti israeliani – Foto di repertorio

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