mercoledì, Gennaio 19, 2022

Lifestyle, Società

Il dividendo della Pace

L’appello di 60 premi Nobel e presidenti di società scientifiche

di Nancy Drew

Ridurre la spesa militare del 2% in tutti i Paesi, risparmiando 1.000 miliardi di dollari in 5 anni per combattere le emergenze planetarie.

E’ questa la proposta di una rete di scienziati e Premi Nobel, tra cui il fisico italiano Carlo Rovelli che ne è il promotore.

La spesa militare mondiale è raddoppiata dal 2000. Si avvicina a 2 trilioni di dollari USA all’anno e sta aumentando in tutte le regioni del mondo.

I singoli governi sono sotto pressione per aumentare le spese militari perché altri lo fanno. Il meccanismo di feedback sostiene una corsa agli armamenti a spirale: un colossale spreco di risorse che potrebbero essere utilizzate molto più saggiamente.

Le passate corse agli armamenti hanno spesso avuto lo stesso risultato: conflitti mortali e distruttivi.

Gli aderenti alla rete hanno una semplice proposta per l’umanità: i governi di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero negoziare una riduzione congiunta delle loro spese militari del 2% ogni anno, per cinque anni.

La motivazione della proposta è semplice:

  • Le nazioni avversarie riducono la spesa militare, quindi la sicurezza di ogni Paese è aumentata, mentre la deterrenza e l’equilibrio sono preservati.
  • L’accordo contribuisce a ridurre l’animosità, diminuendo così il rischio di guerra.
  • Vengono messe a disposizione vaste risorse – un “dividendo della pace” di ben 1.000 miliardi di dollari entro il 2030.
Stockholm International Peace Research Institute

I promotori dell’iniziativa suggeriscono che la metà delle risorse liberate da questo accordo siano destinate a un Fondo Globale, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, per affrontare i gravi problemi comuni dell’umanità: pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema.

L’altra metà resta a disposizione dei singoli governi. Tutti i paesi disporranno quindi di nuove risorse significative. Alcuni di questi possono essere utilizzati per reindirizzare le forti capacità di ricerca delle industrie militari verso applicazioni pacifiche urgenti.

La storia mostra che gli accordi per limitare la proliferazione delle armi sono realizzabili: grazie ai trattati SALT e START, Stati Uniti e Unione Sovietica hanno ridotto del 90% i propri arsenali nucleari a partire dagli anni Ottanta. Tali negoziati possono avere successo perché sono razionali: ogni attore beneficia della riduzione degli armamenti dei suoi avversari, e così l’umanità nel suo insieme.

L’umanità affronta rischi che possono essere evitati solo attraverso la cooperazione.

La parola d’ordine è: collaborare, invece di litigare tra di noi.

Per firmare la petizione: https://www.change.org/p/the-50-nobelists-appeal-spend-less-on-the-military-more-on-human-welfare-globalpeacedividend-globalpeacedivd

Sabato, 8 gennaio 2022 – n° 2/2022

In copertina: Brotherhood II – Immagine courtesy www.leclosiers.com

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