martedì, Settembre 27, 2022

Notizie dal mondo

Il Covid imperversa in Gran Bretagna ma rimane il Freedoom Day

Le mascherine non sono obbligatorie: 50mila casi al giorno

di Simona Vittorini

La richiesta è stata modesta. Giovedì scorso, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha sollecitato il Governo soltanto a introdurre l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi di trasporto pubblici. 

Da quando Boris Johnson aveva dichiarato la rimozione di quasi tutte le restrizioni anti Covid-19 nel Regno Unito lo scorso 19 luglio – giorno ribattezzato “Freedom Day“- i casi Covid sono saliti vertiginosamente. 

L’altra settimana le infezioni giornaliere avevano superato la quota 50 mila per diversi giorni di seguito. Ma non erano stati solo i contagi ad aumentare. Secondo gli ultimi dati resi disponibili dalle autorità sanitarie, la scorsa settimana i ricoveri in ospedale hanno subìto un’impennata del 6,9% – raggiungendo 5.561 casi – mentre i decessi sono aumentati del 21,1% nello stesso periodo.

Sono cifre preoccupanti. Rispetto alla media Europea, i casi tra le persone anziane sono 7 volte più alti, i ricoveri 6 volte di più e i decessi 3 volte tanto. 

L’impatto della revoca delle restrizioni sul coronavirus era prevedibile e inevitabile. 

Rispetto al resto d’Europa, in Gran Bretagna le mascherine non sono più obbligatorie nei luoghi chiusi. La percentuale di persone che non indossa la mascherina è la più alta in Europa così come il numero di coloro che prendono parte ad eventi pubblici di grandi dimensioni. 

La Gran Bretagna era stato il primo paese Europeo che aveva avviato una campagna di vaccinazione di massa sul territorio nazionale, di grande successo.
Ma con 74.3% degli adulti che hanno ricevuto una dose del vaccino e il 68% completamente vaccinati il Paese adesso non è più il primo in Europa. Circa il 20% di coloro che avrebbero diritto al vaccino devono ancora farlo, così come la maggior parte dei giovani sotto i 16 anni. Oltretutto, se sono passati 5 mesi dalla seconda dose per circa il 35% delle persone anziane in Italia e Francia, questa percentuale sale al 75% in Gran Bretagna. Come si sa, l’efficacia del vaccino diminuisce col passare del tempo, valori esacerbati dal fatto che l’efficacia del vaccino Astra Zeneca – quello usato prevalentemente oltre-Manica – si riduce più velocemente del Pfizer e di altri vaccini. 

Sebbene le persone ricoverate in ospedale non siano gravemente malate e il tasso di mortalità sia molto più basso dello scorso inverno, questo sta creando gravi problemi per il servizio sanitario pubblico. 

Non si morirà di Covid come lo scorso inverno, ma i ritardi sulla diagnosi e il trattamento di altre patologie gravi sono preoccupanti.  Inoltre, la pressione sugli ospedali del servizio sanitario nazionale (NHS) ha quasi raggiunto livelli insostenibili.

Il personale è a pezzi ed i reparti di pronto soccorso devono visitare il 50% di pazienti in più della loro capacità. Le ambulanze non riescono a fare ammettere i malati velocemente e sono obbligate a lunghe ore di attesa con il conseguente rischio di non potere soccorrere chi ne avrebbe bisogno. I reparti sono quasi all’95% di capacità. Non ci sono letti disponibili.  Le liste di attesa negli ospedali pubblici sono più lunghe poiché a causa dei tagli delle risorse negli ultimi anni, resi ancora più pesanti dalle politiche dell’austerità, hanno portato a delle severe carenze di organico.

Matthew Taylor capo della NHS Confederation ha chiesto al governo di adottare con urgenza il cosiddetto Piano B per l’inverno: obbligo di mascherina, ritorno allo smart working, e se necessario anche il green pass.

Ma il governo sembra non essere intenzionato a reintrodurre le restrizioni che erano state varate per arginare il contagio. 

Per ora, dunque, si va avanti così senza correttivi. 

Sabato, 30 ottobre 2021 – n° 40/2021

In copertina: Centro vaccinale in strada a Londra – Foto: Medical Center News-UK

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