sabato, Maggio 28, 2022

Italia

I fascisti sono tornati con l’assalto alla CGIL

L’imbarazzante ambiguità di Lega e FDL

di Ettore Vittorini

Nella nostra rubrica del Cannocchiale avevamo segnalato il pericolo del neofascismo in Italia, che cova da anni e che periodicamente si manifesta con nomi diversi, ma con i ripugnanti rituali del passato. Avevamo ricordato che quelle nostalgie venivano espresse più o meno mascherate, anche tra molti membri dei due partiti della destra italiana, la Lega e Fratelli d’Italia.

Sabato scorso la “peste nera” ha buttato giù la maschera ed è venuta allo scoperto, a Roma, nel modo peggiore. I media ci hanno informati nei dettagli: si è trattato di azioni squadriste organizzate dal movimento neofascista Forza Nuova i cui capi durante le azioni erano ben in vista e non facevano niente per occultarsi. La barriera degli agenti di polizia ha loro impedito di arrivare a Palazzo Chigi – sede della presidenza del Consiglio – ma non li ha potuti fermare in tempo quando da Piazza del Popolo si sono diretti alla sede della CGIL presidiata da pochi agenti. E qui, con un’azione tipica delle squadracce fasciste di 100 anni fa, hanno messo a soqquadro la sede del più importante sindacato.

Un secolo fa gli squadristi di Mussolini assaltavano sedi del Partito socialista, Camere del lavoro, abitazioni di personaggi della sinistra e ammazzavano tanti cittadini sotto gli occhi delle forze dell’ordine – che non intervenivano e spesso fornivano loro i mezzi per agire – e dei governi liberali. I giornali borghesi, con in testa i Corriere della Sera, relegavano quegli avvenimenti nelle pagine interne dedicando poco spazio e addirittura scrivendo che erano stati “scontri tra facinorosi provocati dai socialisti”. Soltanto dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti – nel luglio del 1924 – il giornale si rese conto del pericolo del fascismo, ma era troppo tardi: il direttore Luigi Albertini, fu mandato via e liquidato con una ricca buonuscita dalla famiglia Crespi, proprietaria di maggioranza delle azioni.

Oggi questo non accade ma il “Corriere della Sera” – forse per distrazione di chi lo dirige – nei suoi resoconti sui fatti di domenica scorsa non ha parlato di neofascismo, ma ha messo in prima pagina il titolo “Guerriglia urbana dei no vax”. Soltanto nell’interno ha citato il termine squadristi, ma tra virgolette attribuendolo al leader della CGIL. Eppure nelle foto erano ben distinguibili molti membri di Forza Nuova e del neofascismo romano che poi sono stati arrestati. Altro fatto strano l’intervista di un’intera pagina alla leader di FDL Giorgia Meloni pubblicata il giorno prima delle azioni squadristiche.

La polizia efficace nell’impedire l’assalto previsto a Palazzo Chigi, ha agito in ritardo verso quello diretto dalle squadracce alla sede sindacale e l’altro – non previsto – all’ospedale Umberto Primo compiuto per “liberare” un “camerata” no-vax ferito durante i precedenti scontri. Al pronto soccorso hanno ferito due infermiere e alcuni poliziotti.

Molte critiche sono piovute sulle forze dell’ordine per la loro debole reazione verso i manifestanti. Probabilmente Prefettura e Questura non immaginavano che la manifestazione indetta ufficialmente dai no-vax avrebbe degenerato in assalti fascisti. Strano perché la Digos normalmente è ben informata sui quei movimenti eversivi.

Tanto per la cronaca, l’attuale prefetto di Roma – responsabile dell’ordine pubblico della città – è Matteo Piantendosi, ex capo gabinetto di Matteo Salvini quand’era ministro degli Interni e anche per un breve periodo della ministra Luciana Lamorgese.

Di fronte a quanto è accaduto sabato scorso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Mario Draghi e quasi tutti i membri del governo sono intervenuti immediatamente per stigmatizzare duramente le azioni neofasciste. Invece il comportamento dei leader della destra si è manifestato con imbarazzanti dichiarazioni e accuse contro la Lamorgese. Il solito comportamento. Giorgia Meloni, se davvero crede nella democrazia, avrebbe dovuto recarsi nella sede della CGIL per mostrare solidarietà, ma invece è andata in Spagna per partecipare a una manifestazione di VOX, il partito franchista e falangista. Non serve smentire che lei non appartiene a quel mondo. Inoltre con Salvini si oppone alla messa fuori legge di Forza Nuova con motivazioni assurde.

Probabilmente quel movimento sarà messo fuorilegge, ma servirà a poco perché può rinascere con un nome diverso, come è accaduto in passato con altre formazioni neofasciste. Per evitarlo basterebbe applicare con severità la legge Scelba del 1952 contro i reati di apologia del fascismo.

Quanto è accaduto a Roma è stato un atto eversivo organizzato, una minaccia alla democrazia che va stroncata con durezza e i partiti di destra devono decidere senza ambiguità da che parte stare.

Sabato, 16 ottobre 2021 – n° 38/2021

In copertina: manifestazione generale dei sindacati del 16 ottobre a Roma

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